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Pop, Marco is back!

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La Free-Agency era iniziata solamente da qualche ora quando Marco Belinelli, rimasto senza squadra per via della scadenza del suo contratto dopo uno splendido finale di stagione con la maglia dei Philadelphia 76ers, si è trovato a decidere in quale squadra avrebbe disputato la stagione NBA 2018-19, la 13esima della carriera. La sua decisione non si è fatta attendere, dirigendosi subito in un’unica direzione: Home Sweet Home, biglietto di sola andata verso San Antonio, e un contratto biennale da $12 milioni pronto ad essere messo nero su bianco.

Probabilmente è bastata una chiamata della persona che Marco ( e non solo lui ) considera più che un semplice allenatore, colui che ha recitato un ruolo da protagonista nella crescita tecnica e umana del ragazzo da San Giovanni in Persiceto: stiamo ovviamente parlando di Coach Gregg Popovich, storico allenatore degli Spurs, capace di disputare i Playoff per 20 stagioni consecutive, vincendo la bellezza di 5 titoli alla guida della franchigia texana.

 

In uno di questi trionfi, ( l’ultimo, ndr ) figura tra i protagonisti proprio il nome dell’allora 28enne bolognese, rivelatosi come un elemento di vitale importanza in uscita dalla panchina, facendo registare 11.4 punti in 25 minuti di utilizzo medio, e tirando con un eccellente 43% dall’arco nella stagione 2013-14, la prima del biennio con la casacca Spurs. Come anticipato, l’anno si concluse con la conquista del Larry O’Brien Trophy grazie alla vittoria per 4-1 nella serie di finale contro i Miami Heat di LeBron James.

Non è un caso che dopo l’addio di Marco nell’estate del 2015, Popovich abbia più volte ribadito in occasione di alcune interviste come all’interno della sua squadra mancasse proprio un giocatore come Belinelli. L’ultima dimostrazione di un’amicizia che non si è mai incrinata tra i due l’abbiamo avuta a settembre, in occasione di Eurobasket 2017. Popovich ha assististo dalla prima fila alla sfida tra Italia e Ucraina ( azzurri allenati tra l’altro da Ettore Messina, vice di Pop ai San Antonio Spurs ), valida come 2^ gara del girone. Nel suggestivo scenario del palazzetto di Tel Aviv, il Coach si è certamente goduto lo spettacolo che ha offerto Belinelli: terrificante la sua prova dalla lunga distanza nel primo tempo, dove registra ben 21 punti, molti dei quali arrivati nel finale di secondo quarto, momento in cui l’Italia è stata capace di aprire il parziale decisivo ai fini del risultato; alla fine sono 26 punti, al termine di una partita in cui si è visto come il 31enne da San Giovanni in Persiceto abbia giocato da vero leader offensivo della nazionale, trascinata al successo 78-66 contro i modesti avversari ucraini.

Al suonare della sirena il campo ha lasciato spazio alle emozioni: il saluto e l’abbraccio con il tanto amato Coach. Momenti indimenticabili, attimi che ti segnano emotivamente, e non può non essere così; vedere tra gli spettatori di una delle migliori partite disputate con la nazionale la persona che ha contribuito in maniera importante alla realizzazione dei tuoi più grandi obiettivi ( a livello cestistico e non ), è sicuramente qualcosa che deve aver reso Marco orgoglioso del percorso fatto in NBA fino ad ora.

“Il saluto e l’abbraccio”

Per capire ancora meglio quale sia il rapporto che lega Beli e Pop, basta vedere o ascoltare un’intervista rilasciata dall’azzurro nel novembre 2017 in cui parlava così del suo ex-coach:

Sai, credo che tutti sappiano quanto sia bravo in campo Coach Pop, ma poche persone sanno quanto lo sia anche fuori dal campo. È fantastico, una grande persona. È come un padre, ogni volta è pronto ad aiutarti, ti è molto vicino ed ho davvero un grande rapporto con lui. Tutto è cominciato quando ero a San Antonio, agli inizi. Mi ha dato l’opportunità di essere un giocatore migliore sul campo ed un giocatore migliore fuori dal campo”.

Dopo aver girato 9 squadre in 12 stagioni nella Lega, Marco ha deciso quindi di tornare a San Antonio.

La franchigia con cui ha vinto un titolo ( unico italiano nella storia capace di conquistarlo ) e la prestigiosa gara del tiro da 3 punti all’NBA All Star Weekend 2014.

La franchigia dove ha raggiunto la completa maturazione cestistica.

Insomma, per la gioia di Coach Pop e degli appasionati italiani della palla a spicchi, il lieto fine più romantico che potevamo immaginare è stato scritto; adesso non resta che goderci Marco Belinelli per altre 2 stagioni con la casacca dei San Antonio Spurs, e magari immaginare di vederlo un’altra volta posare così:

 

 

 

 

 

 

 

Tanto sognare non costa nulla, vero Marco?

Nato e cresciuto con la passione per lo sport.
La pallacanestro nel mio cuore, seguita e praticata sin da bambino.
Calcio, Ciclismo e Tennis le altre discipline che guardo appassionatamente.

Qui per provare a raccontarvi le emozioni che lo sport ci regala ogni giorno.

Michele Moretti
Nato e cresciuto con la passione per lo sport. La pallacanestro nel mio cuore, seguita e praticata sin da bambino. Calcio, Ciclismo e Tennis le altre discipline che guardo appassionatamente. Qui per provare a raccontarvi le emozioni che lo sport ci regala ogni giorno.

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