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Radio Londra: Sarri prigioniero, Chelsea senza condottiero!

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A pochi giorni dall’inizio della nuova stagione, allo Stamford Bridge si respira un’aria tutt’altro che distesa: nonostante le estenuanti trattative, infatti, il patron Roman Abramovič non ha ancora avuto la possibilità di affidare la panchina dei “Blues” a Maurizio Sarri, prigioniero del Napoli e, soprattutto, del vulcanico presidente Aurelio De Laurentiis.

Il noto produttore cinematografico è sempre stato un vero e proprio osso duro con il quale trattare e, come volevasi dimostrare, anche in questo caso sta cercando di guadagnare il massimo dall’inevitabile divorzio con il tecnico toscano: scaduta, ormai, la nota clausola da 8 milioni di euro, quella tra i due presidenti è una vera e propria partita a scacchi e la fine di questa “telenovela” sembra sempre più lontana; il blitz in puro stile hollywoodiano per Ancelotti sembrava aver spalancato le porte di Londra per Sarri e tutto il suo staff, ma, secondo una logica più che discutibile, il patron partenopeo ancora non ha dato il suo placet definitivo.

I rapporti tra il presidente ed il suo allenatore non sono mai stati idilliaci, basti ricordare il malcontento di De Laurentiis circa la gestione dei nuovi acquisti, ma la vera e propria rottura tra i due è avvenuta in seguito ad una dichiarazione del tecnico mai digerita: “Nel calcio non mi sono arricchito, col prossimo contratto mi vorrei arricchire, lo devo alla mia famiglia. Da allenatore fino a 4-5 anni fa ero in C, ho vissuto 2 fallimenti non prendendo neanche lo stipendio”; tuttavia, se non sarà messo da parte l’orgoglio, il Napoli si ritroverà costretto a pagare l’ingente stipendio del nuovo allenatore e quello dello stesso Sarri, una situazione finanziariamente difficile ed insensata da sostenere.

Se l’atteggiamento di De Laurentiis desta un certo stupore tra i tifosi e gli addetti ai lavori, quello di Roman Abramovič, e del suo braccio destro Marina Granovskaia, ancora di più: una società come quella del Chelsea, chiamata a riscattarsi dopo una stagione ben al di sotto delle aspettative, non può ritrovarsi in un simile caos a così pochi giorni dall’inizio della preparazione.

Il rapporto con l’attuale tecnico Antonio Conte è ormai ai minimi storici e questo sembrerebbe allontanare definitivamente l’ipotesi di una sua permanenza se l’operazione Sarri dovesse saltare: pare che l’ex capitano della Juventus, nonostante per contratto sia ancora a tutti gli effetti il manager dei “Blues”, non sia stato avvertito dell’anticipata convocazione di un gruppo di giocatori da parte dello staff medico e che per questo motivo non abbia più alcuna intenzione di rimanere nella capitale inglese.

Oltre a quelle tecnico-sportive, nel ricco quartiere di Chelsea vi sono, altresì, ostiche questioni politiche da risolvere: in seguito alla crisi tra Londra e Mosca dopo l’avvelenamento dell’ex spia russa Skripal, la Gran Bretagna ha infatti deciso di non rinnovare il permesso di soggiorno al patron del club, il quale, volendo tentare il tutto per tutto, si è presentato in Israele per ottenere i documenti che gli permetterebbero di tornare a Londra. Proprio per questo motivo, lo stesso Abramovič non ha potuto assistere alla vittoria della sua squadra ai danni del Manchester United nella finale di FA CUP.

Come dimenticare, poi, le difficoltà relative alla costruzione di un nuovo Stamford Bridge da 60 mila posti?

Secondo le più rosee aspettative della proprietà, la nuova casa dei “Blues” doveva essere costruita entro la stagione 2021-2022, ma la burocrazia inglese, complice la sopracitata crisi con la Russia, sta rallentando il tutto e la necessaria acquisizione di nuovi terreni da edificare sembra sempre più difficile da concludere.

Arrivati ormai a pochi giorni dall’inizio della stagione 2018-2019, numerosi, anzi, troppi sono i problemi legati alla gestione tecnica ed amministrativa di un club così importante come il Chelsea: il mercato sembra risentirne, tante le idee, pochi gli affari, e se Sarri dovesse veramente saltare la soluzione più probabile sarà quella interna; infatti, se il nome di Laurent Blanc sembra non scaldare più di tanto gli animi dei tifosi e degli stessi membri dello staff dirigenziale, la sorpresa Luis Enrique ( sondato anche dalla Nazionale spagnola) potrebbe risultare una valida alternativa, ma in così pochi giorni è assai improbabile imbastire una trattativa così complicata.

Riuscirà Abramovič a vincere questa corsa contro il tempo? Difficile conoscere il futuro, ma l’ultima parola spetta a chi se ne sta “tranquillo” all’ombra del Vesuvio. La speranza è che il buon senso prevalga per il bene dei professionisti interessati e, soprattutto, per le casse del club partenopeo.

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La Redazione
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