Tour de France ’18, Chavanel e il significato speciale dell’andare in fuga

La storia dello sport ci insegna che spesso non sono solo i vincitori ad essere acclamati, idolatrati e ricordati nel tempo dagli appassionati.

Tra tutte le discipline, il ciclismo è sicuramente quella che è capace di valorizzare al meglio le gesta degli atleti che non neccessariamente portano a casa il risultato pieno, ma che provano ad animare i segmenti più noiosi e meno eclatanti delle tappe, in particolare le frazioni piatte riservate ai velocisti.

Entrare in una fuga da lontano è sempre un’occasione per mettersi in mostra ( specie per le squadre di seconda fascia ), per onorare al meglio la corsa a cui si partecipa, per vivere una giornata di gloria davanti agli occhi dei tifosi pronti ad incitarti ai lati delle strade.

Il fuggitivo vive quindi in una giornata un turbinio di emozioni che difficilmente si dimenticano in breve tempo, anzi, a volte queste conservano un posto speciale all’interno del cuore del corridore.

Tutto questo assume una dimensione unica e inimitabile al Tour de France, la corsa più affascinante e prestigiosa di tutta la stagione, nonchè uno degli eventi sportivi più seguiti al mondo.

La Grande Boucle per un corridore è un’esperienza irripetibile, l’occasione per eccellenza per esibire di fronte al grande pubblico le proprie capacità da mettere in pratica nelle calde giornate di luglio della corsa francese.

Tra tutti i coraggiosi che tentano di andare in fuga, c’è un signore in particolare che quest’anno è diventato il record-man di partecipazioni al Tour ( ben 18 ), e che oggi ha disputato la tappa numero 350 in carriera: il suo nome è Sylvain Chavanel, la sua squadra è la Direct Energie, formazione che ha la sede in Vandea ( regione del “Grand Dèpart” di questa edizione ).

Insomma, non è difficile capire come questi primi giorni di Tour abbiano un significato speciale per l’esperto 39enne, vincitore di 3 tappe in carriera al Tour, e per la formazione continental transalpina.

La 2^ Tappa del Tour 2018 è partita da Mouilleron-Saint Germain per arrivare dopo 182,5 Km a La Roche-sur-Yon; una tappa sulla carta interamente riservata alle ruote veloci e così è stato. La vittoria è andata a Peter Sagan per questione di centimetri davanti all’azzurro Sonny Colbrelli, al termine di una tappa segnata dalle cadute ( ad avere la peggio è stato lo spagnolo Luis Leòn Sanchez, costretto al ritiro ).

Ma come avrete capito, il protagonista della storia di oggi non è il vincitore, bensì colui che si è sciroppato più di 165 Km di fuga, quasi tutti in solitaria: sì, stiamo parlando di Sylvain Chavanel.

Il nativo di Chatellerault ha vissuto una di quelle giornate che non resteranno nei libri di storia del Tour de France, ma di sicuro rimarranno nella memoria dei tifosi e degli appassionati francesi ( e non ) che hanno assistito in diretta alla sua galoppata in solitudine in testa alla corsa.

Da segnalare la bellissima scena che si è sviluppata una volta che è stato ripreso ai -13 dall’arrivo; appena è scivolato in fondo al gruppo, più di un corridore si è avvicinato per dare una pacca ( uno dei gesti classici per complimentarsi tra ciclisti ) sulla spalla a Sylvain.

Tra questi ne citiamo uno: Tim DeClercq; il belga della Quick-Step Floors è stato colui che ha tirato per tutto il giorno in testa al gruppo, lavorando per la maglia gialla Fernando Gaviria. Per alcuni i secondi i due hanno intavolato sorridendo un dialogo, consapevoli di aver dato entrambi il massimo che potevano, con DeClerrq che ha di fatto contribuito sensibilmente al ricongiungimento del plotone con il coraggioso di giornata ( Sylvain, appunto ).

Probabilmente questo sarà l’ultimo Tour de France della carriera per Chavanel, il quale però non ha solo l’ intenzione di godersi questa esperienza finale alla Grande Boucle; il francese riproverà sicuramente a vivere altre giornate all’attacco, come centinaia di volte ha fatto in carriera.

Prima di concludere, vi lasciamo con l’immagine più bella della giornata; abbiamo da poco superato metà tappa quando la corsa passa all’interno di un centro abitato molto importante per la Direct-Energie: è infatti il paese natale di Jean Rènè Bernadeau, Team Manager della formazione di Chavanel.

Questa è la reazione di Sylvain alla bellissima standing-ovation che la gente del luogo gli ha riservato.

Chapeau!

Nato e cresciuto con la passione per lo sport.
La pallacanestro nel mio cuore, seguita e praticata sin da bambino.
Calcio, Ciclismo e Tennis le altre discipline che guardo appassionatamente.


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