Un libro con VS: Il morso del Mamba, dall’Italia all’NBA, la storia di un predestinato

Per chi segue e ha seguito almeno un po’ nell’ultimo ventennio quel magnifico sport chiamato pallacanestro, in particolare la celeberrima National Basketball Association ( o, se preferite, la NBA ), ha sicuramente sentito parlare dei Los Angeles Lakers, la franchigia simbolo nel mondo assieme ai New York Knicks e ai Boston Celtics del movimento cestistico americano, non solo per il palmarès ma per l’enorme appeal che suscitano e per l’impressionante onda di marketing che gira attorno a queste realtà.

Ritornando ai losangelini, sono tanti, tantissimi i campioni che hanno vestito la casacca gialloviola lungo i quasi 80 anni di storia; uno di questi è il protagonista del libro uscito nel 2015 dal titolo “Il morso del Mamba, dall’Italia all’NBA, la storia di un predestinato” che Fabrizio Fabbri e Edoardo Caianiello hanno deciso di scrivere su Kobe Bryant, uno dei più grandi interpreti della palla a spicchi che abbiano mai calcato i parquet NBA.

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Grazie alla prefazione di Flavio Tranquillo, storica voce della pallacanestro sulle reti di Sky Sport, e ai preziosi contributi di Attilio Pasquetti, Luigi Ricci, Andrea Menozzi, Donato Avenia, Fabio Facchini e Luigi Lamonica, è stato possibile fornire passo dopo passo, aneddoto dopo aneddoto, un dettagliato racconto del lato sportivo e soprattutto umano del personaggio che è passato alla storia con il soprannome di Black Mamba.

Tra Kobe e il Basket è amore a priva vista: questo legame ( che si rivelerà poi indissolubile ) affonda le proprie radici nel nostro paese, quando quel giovanotto emigrato in Italia per seguire le avventure cestistiche del padre ( dopo 8 anni di carriera segnata da alti e bassi nella NBA, papa Joe accettò la proposta di venire a giocare nel campionato italiano ), iniziò a rendersi partecipe di veri e propri show durante gli intervalli delle partite Bryant Sr.

Fin dall’inizio la Mamba Mentality del futuro campione comincia a percorrere le vene del giovane Kobe; a 10 anni aveva già chiaro in testa di voler giocare in NBA, e ciò era tutt’altro che un sogno per lui, ma un qualcosa che doveva essere realizzato. Il suo percorso italiano fa tappa a Rieti, Reggio Calabria, Pistoia e Reggio Emilia prima di tornare negli USA, dove avrebbe iniziato la sua entusiasmante ascesa verso il basket che conta.

Con la maglia numero 33 della Lower Marion High-School, il nativo di Philadelphia riscriverà i record collegiali trascinando la sua squadra alla vittoria del campionato dello Stato; nel frattempo, il mito di Michael Jordan si stava consacrando definitivamente all’interno della Lega e i pensieri di Bryant erano tutti concentrati su una possibile sfida in un futuro prossimo con “His Airness”: proprio per questo, Kobe decide di rendersi eleggibile per il Draft senza passare dal College NCAA, tappa quasi obbligatoria per un giovane cestista americano.

Questa decisione può già dare l’idea dello spirito competitivo che ha sempre caratterizzato l’animo del figlio di Joe; al di là dei 5 titoli e di tutti i premi personali che Kobe ha vinto nei suoi 20 anni di carriera, Bryant si è affermato nella storia come il vero erede di MJ per sua straordinaria etica del lavoro: quell’assidua volontà nel migliorare constantemente ogni singolo particolare del suo gioco, quella ossessione ( quasi ) compulsiva nel voler essere il migliore di tutti, quella consapevolezza interiore di non temere la Grandezza del 23 di Chicago. Uno studio minuzioso e maniacale di ogni dettaglio del bagaglio tecnico di Jordan ha permesso a Kobe di essere il giocatore che più si è avvicinato a ricalcare sul parquet le gesta della leggenda dei Bulls.

Questo libro ci consente inoltre di comprendere come la carriera della bandiera dei Los Angeles Lakers non è sempre stata tutta rose e fiori: dal rapporto controverso ( ma vincente ) con Shaquille O’Neal, alla rottura del tendine d’achille nell’aprile del 2013, passando per l’accusa ( poi assolto ) di violenza sessuale ai danni di una giovane donna del Colorado nel 2003 e l’amarissima sconfitta nelle Finals del 2008 contro i Boston Celtics.

Le sconfitte e le delusioni resteranno sempre parte della carriera di campioni del calibro di Kobe Bryant, ma non per queste verrà ricordato; per tantissimi appassionati, il Mamba è stato il giocatore che ( assieme a Tim Duncan e Kevin Garnett ) ha segnato un’era della pallacanestro, quella che ha fatto da ponte tra la vecchia e la nuova generazione, colui che ha saputo abituarsi al cambiamento, attingendo sempre qualcosa al suo arsenale man mano che l’età avanzava.

Le 137 pagine de “Il morso del Mamba” vi porteranno a scoprire l’uomo, prima che il giocatore, e grazie a tutti i retroscena, i contributi, i pareri, le interviste delle persone che lo hanno conosciuto, potrete capire al meglio come sia stato il percorso verso il successo di una delle icone del mondo del basket.

Buona lettura!

Nato e cresciuto con la passione per lo sport.
La pallacanestro nel mio cuore, seguita e praticata sin da bambino.
Calcio, Ciclismo e Tennis le altre discipline che guardo appassionatamente.

Qui per provare a raccontarvi le emozioni che lo sport ci regala ogni giorno.


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