Tour de France ’18: per fortuna che esistono corridori come Julian Alaphilippe

È ormai lampante il fatto che dall’avvento nel World Tour del Team SKY, il modo di interpretare le corse da parte dei corridori sia radicalmente cambiato. C’è quella squadra ( la stessa in ogni occasione ) nettamente più forte delle altre che, fin dalle prime battute delle tappe più dure, prende in mano la gara, la “narcotizza”, rendendo quasi impossibile la riuscita degli attacchi dei più coraggiosi, per poi sferrare il colpo di grazia alla concorrenza nella scalata conclusiva di giornata. Difficilmente viene apprezzata questa maniera di correre, ma quasi sempre porta al risultato pieno.

Per questa ragione, non siamo più abituati a vedere frequentemente atleti che animano le frazioni con attacchi da lontano dall’alto tasso emotivo e tecnico capaci di evitare che molte persone, devastate dalla noia, si addormentino sul divano durante anche tappe sulla carta molto complicate. Soprattutto al Tour riuscire a scalfire l’egemonia SKY è un fenomeno che avviene davvero raramente.

La Grande Boucle di quest’anno è solamente l’ennesima conferma di questa tendenza ormai al limite dell’irreversibile.

È bene quindi dare maggior risalto alle gesta di chi ci fa ancora divertire ogni volta che ne ha la possibilità; uno di questi è sicuramente Julian Alaphilippe, 26enne transalpino della Quick-Step Floors. Dopo una 1^ settimana deludente, l’esplosivo scalatore della formazione belga ha saputo regalarci una seconda parte di Tour straordinaria, riuscendo a mettere in mostra confini del proprio potenziale fino ad ora inesplorati.

Photo Credit: Gruber

Nella 10^ tappa, la prima del trittico alpino dopo il giorno di riposo, Julian va in fuga e coglie il primo successo in carriera al Tour de France; grazie ad una condotta di gara pressochè perfetta, Alaphilippe trionfa in solitaria a Le-Grand-Bornand, prendendosi anche la maglia a pois di miglior scalatore, per l’esattezza il 50esimo francese nella storia a vestirla. Inizialmente dichiarerà di non avere come obiettivo quello di portare la maglia fino a Parigi, ma scopriremo dalla frazione successiva che invece lo sarà eccome.

Photo Credit: REUTERS/Benoit Tessier

Fughe e controfughe nella parte centrale della Grande Boucle per Julian che non solo gli permettono di consolidare la maglia più amata dai francesi, bensì va inoltre vicinissimo a fare il bis nella 14^ tappa, dove nell’arrivo di Mende il solo Omar Fraile riesce a spuntarla dal ritorno entusiasmante del portacolori della Quick Step.

Ad Alaphilippe però l’idea di rilassarsi in gruppo non lo sfiora nemmeno: c’è una maglia a pois da difendere. La 16^ Tappa, prima del trittico pirenaico, è ancora suo terreno di caccia. Una fuga di 47 corridori prende il largo; al termine dell’ultima ascesa di giornata ( la cima è distante 10 km dal traguardo ), soltanto Adam Yates è più forte di lui quando la strada sale; 25″ secondi di vantaggio sono troppo pochi per il britannico per stare tranquilli.

Julian infatti è tra i migliori discesisti a livello mondiale: pennella le curve con una facilità imbarazzante, rilancia dopo ogni tornante, non dà mai la sensazione di rischiare nonostante i picchi di velocità a oltre 90 km/h; nei breve rettilinei ha pure i tempo di voltarsi indietro per controllare la situazione senza nessun tipo di problema. Yates sente la pressione dello squalo che si avvicina sulla preda, la avverte talmente tanto che ai -5 perde il controllo della bici e lascia sull’asfalto pelle e tutte le ultime chance di vittoria. Alaphilippe lo sorpassa nel momento in cui il britannico riparte; da grande sportivo lo vorrebbe aspettare per giungere al traguardo insieme e giocarsi tutto allo sprint, ma sa che non può rallentare perchè da dietro stanno arrivando gli altri inseguitori. Julian s’invola quindi verso il 2^ successo della sua Grande Boucle, trascinato dal calore di un pubblico galvanizzato dalle sue incredibili gesta, inframezzate da sorrisi e smorfie scherzose con la telecamera che lo riprende. Un vero e proprio personaggio.

Si diverte e vuol far divertire: questo è Julian Alaphilippe. Un ragazzo che, nella 17^ tappa, ha rinnovato la sua sportività con Adam Yates. I due erano andati entrambi in fuga nella frazione cortissima di 65 km che si sarebbe conclusa in cima al Col du Portet. Una volta superati da Nairo Quintana ( futuro vincitore di giornata ), il francese ne ha approfittato per consolare/rincuorare il compagno di fuga sfortunato nella frazione precedente.

 

Viviamo in un’epoca ciclistica dove talenti del calibro di Julian sono sempre più rari e, anche se ci sono, faticano a sbocciare definitivamente. Per questo motivo, ogni Alaphilippe che passa è oro colato in questo momento.

Godiamocelo finchè possiamo, con lui in corsa la noia passa in fretta!

Nato e cresciuto con la passione per lo sport.
La pallacanestro nel mio cuore, seguita e praticata sin da bambino.
Calcio, Ciclismo e Tennis le altre discipline che guardo appassionatamente.

Qui per provare a raccontarvi le emozioni che lo sport ci regala ogni giorno.


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