MLS, il fantastico mondo di Zlatan

Quando la MLS venne creata, nel 1996, Zlatan Ibrahimović era un ragazzino poco più che quindicenne che sgomitava per emergere dalle categorie giovanili del Malmö FF, squadra della sua città.

I primi anni di vita della MLS furono a dir poco fallimentari, vuoi a causa delle strutture in cui il campionato si disputava (stadi di football americano troppo grandi per partite di calcio) vuoi a causa delle regole che la USSF introdusse per americanizzare il campionato come il tempo effettivo di gioco e l’uso degli shootout (una variante dei rigori) in caso di pareggio.

La stagione cruciale per le sorti della MLS arrivò nel 1999, anno in cui venne, a Columbus in Ohio, venne costruito il primo stadio concepito esclusivamente per il calcio e in cui la presidenza venne affidata a Doug Logan che portò importanti riforme e novità per il movimento calcistico statunitense, ne sono esempi la costruzione di quindici stadi pensati per il calcio in poco meno di vent’anni, gli accordi presi con ESPN e FOX per poter rendere accessibile la MLS a più persone in giro per il mondo.

Il 1999 è anche un anno fondamentale per la carriera di Ibrahimović, infatti il 19 settembre di quell’anno, avvenne il suo debutto in Allsvenskan, la serie a svedese, contro l’Halmstad. Un mese dopo il gigante di Malmö segnò il suo primo gol fra i grandi, contro il Västra Frölunda con un anticipo in sforbiciata sul portiere, il suo marchio di fabbrica; la stagione però si rivelò fallimentare e il Malmö retrocedette in Superettan, a Zlatan vennero affidate le chiavi della squadra.

Zlatan completò il suo apprendistato nel Malmö e a vent’anni non ancora compiuti decise di provare il grande salto, l’avventura olandese con l’Ajax, garanzia di sicurezza se si parla di giovani talenti. Nella capitale Europea della trasgressione lo svedese si fermò per tre stagioni, giusto il tempo di vincere due titoli di Eredivisie, una KNVB beker (la coppa d’Olanda) e una Johan Cruijff Schall (supercoppa); terminata l’avventura olandese Zlatan approdò in Italia, dove con le maglie di Juventus, Inter e Milan ha conquistato quattro Scudetti e tre Supercoppe e ad essere diventato il primo calciatore, ed unico straniero, ad aver vinto la classifica marcatori della Serie A con due diverse squadre, peraltro della stessa città. La cessione di Ibra al PSG per rimpinguare le casse rossonere è uno dei trasferimenti più clamorosi degli ultimi anni.

Questi anni, in particolare il 2007, sono quelli in cui MLS si è espansa fino a diventare il prodotto globale che conosciamo oggi, grazie anche all’ingaggio di David Beckham, star mondiale che porta la MLS fuori dalla mediocrità in cui era confinata per mostrarla all’interno panorama sportivo mondiale. Thanks Becks!

 

 

Arrivando fino al 31 marzo 2018, giorno in cui avvenne l’incontro tra i nostri due protagonisti, la MLS e Zlatan Ibrahimović. Quinta giornata, primo derby della storia di LA nella tana dei Galaxy, il meraviglioso StubHub Center. A causa del suo arrivo recente e dei pochi allenamenti coi nuovi compagni Zlatan parte dallapanchina; la partita si mette subito male con un secco 3-0 per i rivali alla fine del primo tempo, per risollevare i Galaxy, che nel frattempo avevano accorciato con LLetget e Pontus, serve Zlatan. Ingresso in campo al 71′ minuto e primo ruggito cinque minuti dopo, con un gol impressionante per precisione e potenza per poi portare in vantaggio i suoi con un colpo ditesta, quasi a urlare al mondo “Il leone ha ancora fame”. 4-3  e rimonta completata.

 

In questi quattro mesi Zlatan ha dimostrato come possa essere dominante a qualsiasi latitudine, figuriamoci in un campionato non di prima fascia come quello americano, segnando 15 gol in 17 partite e portando la MLS alla ribalta nello scenario sportivo statunitense.

Los Angeles you’re welcome.

19 anni.

Calcio, basket, ciclismo e pugilato tra gli altri.

Mi innamoro solo se vedo segnar Batistuta.


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