European Championships 2018, il ciclismo su pista italiano ha due facce

Il ciclismo su pista italiano è una realtà felice e triste allo stesso tempo. Tutti noi appassionati di sport abbiamo seguito, o ci è arrivata notizia, dell’impresa dei nostri atleti azzurri agli European Championships, nell’Emirates Arena, il velodromo di Glasgow. I nostri quartetti, sia maschile che femminile, dell’inseguimento a squadre, sono saliti sul podio. Filippo Ganna, Elia Viviani, Francesco Lamon e Michele Scartezzini – che in finale ha preso il posto di Liam Bertazzo – hanno battuto nettamente la Svizzera in finale ed hanno conquistato una straordinaria medaglia d’oro. Le ragazze, invece, non sono riuscite ad imporsi sulle espertissime britanniche, padrone di casa, ma hanno ugualmente portato a casa una super medaglia d’argento. Quindi, grande soddisfazione anche per la squadra femminile, composta da Letizia Paternoster, Silvia Valsecchi, Elisa Balsamo e Marta Cavalli.

Nelle prove singole, i nostri non sono stati da meno. Nella gara a punti di 25km femminile, Maria Giulia Confalonieri, a sorpresa di tutti, si impone vincendo l’oro. Quella di Maria, è forse la medaglia azzurra più bella di questi Europei di ciclismo su pista, proprio perché inaspettata. Dopo quest’ultima, saliamo sul podio anche nelle gare dell’omniumn, sia maschile che femminile. Prima con Letizia Paternoster, bronzo, e poi con Elia Viviani, argento. Chiudiamo con cinque medaglie complessive, che è un risultato davvero prezioso, vista la condizione del ciclismo su pista in Italia. Condizione sconvolgente, di cui se non siete a conoscenza, la scoprite ora insieme a noi.

La bici che “scorre” sul parquet di legno andava forte in Italia un bel po’ di anni fa, ma attualmente sembra essere uno sport tornato di moda tra i ciclisti azzurri. Peccato che il nostro Paese non sostenga questo movimento in forte crescita. Nello Stivale c’è solo un velodromo al coperto, si trova a Montichiari, provincia di Brescia, ed è chiuso dal 25 Luglio, a tempo indeterminato, a causa della propria inagibilità. Visti gli ultimi giorni di una preparazione in emergenza dei ciclisti italiani e poi i loro grandi risultati agli Europei, il Coni ha deciso di finanziare il velodromo lomabardo. Finanziamento che si aggira intorno ai 2 milioni di euro e che va a risolvere i problemi presenti nella struttura di Montichiari.

Una settimana prima, la Federazione Ciclistica Italiana, ha finalmente autorizzato la costruzione del secondo velodromo al coperto. Si troverà a Spresiano, comune veneto in provincia di Treviso e i lavori dovrebbero essere conclusi per l’Inverno 2020. Inverno in cui verrà sfruttato al massimo dai nostri atleti, visto che pochi mesi dopo cominciano i Giochi Olpimpici a Tokyo.

Date queste novità, si spera che verrà permessa a tutti la possibilità di allenarsi perché, nello sport, non c’è cosa peggiore del talento sprecato.

A cura di Marco D’Onorio (Twitter@Laemmedimarco)

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