Nfl 2018: Afc West, generazioni a confronto

Rispetto a un paio di stagioni fa, la Afc West ha perso qualcosa in termini di competitività ma resta sicuramente una tra le più incerte.

I Kansas City Chiefs sono i campioni in carica e sono al vertice della Afc da un lustro. La tendenza però è sempre quella di sciogliersi sul più bello, nel mese di gennaio, quando le partite contano davvero.

Andy Reid ha deciso di puntare forte su Patrick Mahomes, QB al secondo anno dal braccio estremamente potente che si troverà a sostituire un game manager come Alex Smith.

L’attacco oltre a Mahomes ha talento ben distribuito nei vari ruoli con Tyreek Hill, Kareem Hunt (1327 yds e 8 td su corsa più 455 yds e 3 td su ricezione al primo anno) e Travis Kelce (tight end, 3 volte al Pro Bowl, nelle ultime due stagioni oltre le 1000 yards su ricezione) in grado di macinare yards e mettere punti sul tabellone con costanza a cui si è aggiunto in offseason anche Sammy Watkins dai Rams.

Qualche dubbio resta sulla difesa che ha visto partire il cornerback Marcus Peters, e i linebacker Derrick Johnson (ai rivali divisionali di Oakland) e Tamba Hali.

Kansas ha tutte le carte in regola per riconfermarsi in vetta alla division. Questa volta però l’obbligo è quello di ottenere qualcosa di più.

Da un quarterback alla prima stagione da starter ad uno che è ormai alla 15esima e probabilmente ultima: Philip Rivers guiderà ancora una volta i Los Angeles Chargers alla conquista di quei playoff che lo scorso anno sfuggirono in extremis.

L’attacco dei Chargers è stato uno dei più prolifici nel 2017 (il migliore sui lanci con 4431 yards conquistate) grazie al contributo del running back Melvin Gordon e delle connection tra Rivers e Keenan Allen. Dopo 15 stagioni lascia il tight end Antonio Gates che però potrebbe ritornare all’ultimo momento per sostituire l’infortunato Hunter Henry.

In difesa la stella assoluta è Joey Bosa, uno degli incubi peggiori per tutti i quarterback della lega che nella passata stagione ha messo a segno 23 sack in coppia con Melvin Ingram. A rinforzare la secondaria dal draft è arrivato Derwin James (safety da Florida State), mentre restano i problemi nella difesa sulle corse (seconda peggiore della nfl con oltre 2000 yards concesse).

Joey Bosa, defensive end

Per i Chargers è probabilmente l’ultima occasione per tornare ai playoff e provare a conquistare qualcosa con Rivers. Inoltre i nuovi rivali cittadini (LA Rams) hanno allestito una squadra pronta per vincere subito. Bisognerà essere all’altezza per evitare di essere oscurati.

Reduci da una stagione anonima e deludente, i Denver Broncos proveranno a rilanciarsi quanto meno per un posto nella postseason.

In cabina di regia è arrivato Case Keenum che dovrebbe porre fine alla girandola di QB vista negli ultimi anni e che ha prodotto pessimi risultati. Le incognite sono legate a quale versione di Keenum andrà in scena: quella convincente del 2017 in maglia Vikings oppure quella opaca degli anni passati tra Texans e Rams ?

Al suo fianco ci saranno gli ottimi ricevitori Demaryius Thomas e Emmanuel Sanders, lo stesso non si può dire per il gioco di corse che ha perso CJ Anderson e almeno sulla carta si ritrova senza un running back affidabile.

Il reparto difensivo è il punto di forza dei Broncos. Oltre al fenomeno Von Miller (6 volte al Pro Bowl, MVP del Super Bowl 50) dal draft è arrivato il defensive lineman Bradley Chubb, secondo molti uno dei talenti migliori di questa annata. Insieme potrebbero risultare devastanti per qualsiasi linea offensiva.

Da segnalare l’arrivo del punter Marquette King, numeri alla mano il migliore della NFL.

L’obiettivo per Denver sono i playoff. Come detto in precedenza dipenderà molto da Keenum, se l’ex Minnesota sarà quello visto lo scorso anno allora col supporto della difesa potranno lottare per una wild card (difficile che sia Chiefs che Chargers falliscano la stagione), altrimenti per la franchigia del Colorado sarà un altro anno di sofferenza.

Gli Oakland Raiders sono l’esempio più lampante di come in NFL si possa passare dalle stelle alle stalle in un amen. Nel finale della stagione 2016 erano lanciatissimi verso la conquista della division e addirittura tra i papabili per sfidare i Patriots in finale di Conference.

L’infortunio alla gamba del QB Derek Carr invece li ha fatti spronfondare nel baratro da cui cercheranno di uscire in questa stagione.

Il reparto offensivo è pieno di talento ma non proprio giovanissimo: Marshawn Lynch e Doug Martin rappresentano un coppia di running back in grado di muovere molto bene la catena, anche se Lynch non è più quello in modalità Beast Mode ammirato a Seattle.

Tra i ricevitori c’è l’imbarazzo della scelta, il terzetto composto da Amari Cooper, Jordy Nelson e Martavis Bryant è un mix di talento ed esperienza che molte squadre invidieranno ai Raiders, anche se la perdita di Micheal Crabtree (direzione Ravens) non è stata delle migliori.

Derek Carr

La difesa presenta qualche lacuna di troppo e dalla offseason non sono arrivati nuovi elementi in grado di invertire la rotta. Resta Khalil Mack (3 volte al Pro Bowl, miglior difensore del 2016) a tenere a galla Oakland dall’altra parte del campo e a concedere qualche speranza di raggiungere i playoff.

Anche questa presentazione è giunta al termine ma continuate a seguirci, nei prossimi giorni in arrivo la preview della Nfc North !

21 anni, studente di ingegneria informatica e pallavolista fin dall’età di 7 anni. Appassionato di sport e della competizione ad alto livello. In particolare F1, MotoGp, ciclismo e da qualche anno anche NFL.


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