F1

FERRARI E STRATEGIE : QUASI AMICI

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Molti forse non sanno che nel super tecnologico mondo della Formula Uno le gare possono NON dipendere dalla prestazione pura della macchina e/o dalle singolari doti del pilota. Infatti esiste un mondo non inquadrato dalle telecamere; un mondo fatto di numeri che si trasformano in dati che a loro volta danno vita ai grafici che (almeno in linea teorica) dovrebbero aiutare la scelta umana del numero uno degli strateghi del team, nel caso della Ferrari questo ruolo è affidato a Inaki Rueda.

Ho usato il condizionale per una buona ragione. “Dovrebbero”, perché i dati potrebbero essere non esatti e precisi al millesimo, perché i computer possono produrre previsioni e non certezze. Ed è qui che entra in gioco la decisione ‘umana’.Per intenderci : l’opinione del muretto.

L’uomo è quindi chiamato a non sbagliare o meglio, a commettere meno errori rispetto a quelli del suo diretto avversario. Ed è così che la sfida muretto box Mercedes VS muretto box Ferrari diventa tanto importante quanto quella in pista che vede sfidarsi i due 4 volte campioni del mondo. E se Seb quest’anno ( statistiche alla mano ) ha commesso più errori in pista rispetto al britannico, anche il Muretto Box del Cavallino nella sfida contro le frecce d’argento risulta sconfitto. Innumerevoli sono le volte infatti che Sebastian Vettel in questa stagione ha perso gare come punti per decisioni che di certo non spettavano a lui.

Cronologicamente: Cina, Baku, Spagna, Singapore.

CINA GP ( o meglio ‘Red Bull docet’ GP )

Terza gara della stagione. Circuito non storicamente favorevole alla rossa; sono quattro infatti le vittorie delle frecce d’argento negli ultimi quattro anni ( tre di queste firmate Lewis Hamilton ). Le statistiche mostruose di Mercedes e Hamilton però non tolgono il sorriso a Sebastian Vettel, spronato dal bottino di ben 50 punti nelle prime due gare e dagli speranzosi risultati del venerdì. La SF71H infatti appare la migliore, sia dal punto di vista del set up, sia per quanto riguarda il comportamento degli pneumatici; in gara però tutte le certezze del team di Maranello si sgretolano per colpa di una strategia di gara alquanto conservativa. Ferrari lascia carta bianca a Mercedes che anticipa il pit-stop al 19esimo giro e così facendo effettua l’undercut sul tedesco con gomme medie grazie anche ad un giro monstre di Valtteri Bottas. Una più che probabile vittoria viene quindi negata a Vettel dal suo stesso team; ma le sfortune del tedesco non finiscono qui. La gara di Sebastian (che arriverà ottavo alla bandiera a scacchi) verrà infatti definitivamente rovinata da Max Verstappen al giro 43. Non sarà una Mercedes però a ‘portarsi a casa’ 25 punti; infatti una gara prettamente statica viene ribaltata dall’ ingresso della VSC (causa contatto tra i due ToroRosso) ed è qui che il più che mai audace muretto box RedBull grazie ad un super pitstop regala la vittoria all’australiano Daniel Ricciardo che taglia il traguardo con gomme soft. Insomma, tra i due litiganti il terzo gode. Eccome se gode, con tanto di Shoey sul podio.

 

BAKU GP

Quarta gara della stagione e primo circuito cittadino del mondiale. Grande pole di Vettel il sabato ma la domenica è tutta un’altra storia. Gara condizionata infatti dapprima da una brutta strategia Ferrari e nel finale dalla pazzia dei due RedBull.Il muretto box della rossa infatti opta ( sbagliando ) per una strategia conservativa e troppo protettiva ; Vettel effettua il pit-stop al 30esimo giro ( con 21 da completare ) montando le soft mentre aveva, a detta di tutti, un gap sul finlandese della Mercedes tale da consentire alla Rossa di aspettare l’evoluzione della gara. Ormai è da diversi giri infatti che, fra staccate a filo muretti e ruotate, i due Red Bull non se la lasciavano a dire. Conseguenze? Doppio ritiro in casa RB per il distruttivo contatto alla staccata di curva 1 all’inizio del 40esimo giro e l’entrata della Safety Car che ha permesso poi a Bottas di sfruttare la finestra dell’undercut su Vettel. Il punto è, con un incidente tra i due red bull quotato più di delle Williams fuori zona punti, valeva veramente la pena anticipare il pit-stop e lasciare in pista un Sebastian Vettel esposto e vulnerabile alle evoluzioni ( rivelatesi poi disastrose ) della gara? Decisamente no.

 

 

SPAGNA GP

La F1 fa tappa in Catalogna ( precisamente a Montmeló ) non senza polemiche derivate dalla riduzione da parte di Pirelli dello spessore del battistrada degli pneumatici di 0,4 millimetri. Quello catalano è un circuito con 16 curve storicamente sfavorevole alla Ferrari; infatti andando a controllare le statistiche risulta ovvio il dominio nell’era ibrida delle frecce d’argento con 4 vittorie negli ultimi 5 gran premi. Le Mercedes sembrano volare sin dalle prove libere del venerdì e confermano la loro superiorità il sabato conquistando la prima fila. Inutile dire che ciò non fa che aumentare le polemiche sulle gomme. Vettel chiamato a conquistare in gara almeno il gradino più basso del podio lo perde al 42esimo giro quando effettua il suo secondo pit-stop (in regime di VSC) ma esce dietro all’olandese Max Verstappen. Ferrari giustificherà poi tutto ciò descrivendo il secondo pit stop come ‘inevitabile per l’eccessiva usura delle gomme sulla SF71H’. La verità è che di questo Gran Premio pochi ricorderanno la meritata prima doppietta stagionale delle frecce d’argento mentre molti altri semplicemente incolperanno Pirelli di tutto ciò.

SINGAPORE GP

Last but not least, come si suol dire. Poco da dire su questa gara che, escludendo l’incidente al via tra Perez e il povero Ocon, è stata prevedibile e per niente emozionante. Chapeau ad un Lewis Hamilton che ha difeso egregiamente la prima posizione ( frutto di una magia del sabato ) e ad un grandioso Max Verstappen che ha guidato dal primo all’ultimo giro in maniera solida e costante conquistando in questo modo il sesto podio stagionale. Che dire della Ferrari? Ancora uno sbaglio da parte del capo degli strateghi Inaki Rueda. Il team italiano ha infatti provato a sorprendere Mercedes montando le ultrasoft viola al 13esimo giro sperando in un giro monstre di Sebastian Vettel che però nulla poteva. Alla fine la Ferrari non ha fatto altro che autodanneggiarsi, sacrificando anche il secondo posto conquistato da Vettel in pista nel primo giro della gara grazie ad uno splendido sorpasso di potenza quanto di speranza in questo ( forse ormai “andato”) mondiale.

Per concludere, nessuno vuole togliere o sminuire l’egregio lavoro fatto dagli strateghi del team italiano in altre gare ( Australia, Bahrain ) ma le percentuali di insuccessi sono purtroppo più alte dei successi. E i mondiali si vincono anche con le percentuali.

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