Calcio

Il punto sulla Serie A: Juventus-Napoli per lo scudetto, Piatek come Milito

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Giusto il tempo per mandare in archivio la 6^ giornata di Serie A, che l’7^ è già alle porte. E’ stato un turno di transizione, in cui le big, tranne il Milan, hanno vinto e si sono preparate al meglio per un weekend di fuoco, che proporrà l’eterna sfida tra Juventus e Napoli e il derby di Roma. Bene Inter e Lazio, malissimo il Milan, che dimostra i soliti problemi, mentre il Sassuolo continua a volare, pur cambiando molto.

Non sorprende più la vittoria della Juventus, che fa sei su sei, regolando la pratica Bologna in mezz’ora. Allegri stravolge la squadra, tornando al 3-5-2, rispolvera Barzagli e si gode, finalmente, Dybala. La “joya”, seppur contro un avversario non irresistibile, torna al gol offre una prestazione convincente dopo un avvio con poche luci e molte ombre. Anche il Napoli sbriga velocemente la questione Parma grazie a un grande Milik e al nuovo modulo. Il 4-4-2 con cui Ancelotti sta ridisegnando i partenopei funziona e funziona, soprattutto, la gestione della rosa. Già 20 i giocatori impiegati dall’inizio della stagione. Sabato, ore 18:00, ci sarà la resa dei conti. Una vittoria della Juventus chiuderebbe il campionato, una del Napoli lo renderebbe più vivo che mai.

Torna a sorridere la Roma. I giallorossi, dopo una settimana infernale, vincono 4-0 con un Frosinone, sempre più imbarazzante e condannato presto alla Serie B. Molto bene Under, El Shaarawy e Pastore, ancora deludente Schick, corpo estraneo della squadra. Di Francesco vince giocando con il trequartista e, forse, dà un’indicazione sul modulo che verrà usato fino a fine stagione. Continua la sua marcia anche la Lazio, che centra la quarta vittoria consecutiva. Sempre sottovalutata, la squadra di Inzaghi si sta confermando alla grande anche in questo campionato e, dopo la delusione dell’anno scorso, vuole ambire a un posto in Champions League.

Ancora una vittoria di carattere per l’Inter che, tra mille polemiche, batte un’ottima Fiorentina tra le mura amiche. Il gioco latita, ma i nerazzurri hanno la straordinaria capacità di saper soffrire per poi affondare il colpo al momento giusto. A Genova l’uomo della provvidenza fu Brozovic, contro la viola D’Ambrosio, buon gregario, troppo spesso criticato. Per un’Inter che sa soffrire, c’è un Milan che va in crisi alla prima difficoltà. I rossoneri, anche a Empoli, giocano bene un tempo, vanno in vantaggio e poi concedono campo agli ospiti, che pareggiano. Copione visto e rivisto. Il Milan non sa gestire i momenti di difficoltà, palesando enormi limiti di condizione e di testa. Gattuso deve trovare le contromosse giuste per non rischiare la panchina.

Alla prossima partita il Milan se la vedrà con una delle squadre più in forma del torneo: il Sassuolo di De Zerbi. L’allenatore neroverde lascia in panchina Berardi, Boateng e Di Francesco, ma riesce lo stesso a imporre il gioco sul campo di un avversario difficile come la Spal. Lo 0-2 firmato Adjapong e Matri, entrato in campo con gli occhi della tigre, è il segno di quanto sia importante la mano dell’allenatore su una squadra e di come la rosa degli emiliani sia valida in tutti i suoi elementi. Dopo due anni l’Europa non è più un sogno.

Se il Sassuolo è la squadra rivelazione, Piatek è il giocatore più sorprendente. Il polacco timbra il cartellino per la sesta volta in cinque partite di campionato ed è l’unico giocatore in Europa ad aver segnato in tutte le partite in cui ha giocato. I tifosi del Genoa possono sognare per un bomber che sta ripercorrendo le orme dei grandi Skuhravy, Milito e Palacio.

 

Matteo Palmisano

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