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NBA ’18-’19: Pacific Division, il playground dei Golden State Warriors

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La strada verso l’inizio della stagione regolare passa questa settimana dalla Pacific Division, il regno incontrastato dei Golden State Warriors.

GOLDEN STATE WARRIORS                                                                                                                                                       I favoriti numero 1 per la conquista dell’anello, dopo una stagione da 58 vittorie e 24 sconfitte culminata con la conquista dell’anello ai danni dei Cavs di LeBron James, i Dubs si presentano ai blocchi di partenza della nuova stagione come la squadra da battere.

Un super team al qualche si è unito un altro All Star, i Warriors sembravano imbattibili già la passata stagione ma con la firma in Free Agency di DeMarcus Cousins hanno aggiunto un’altra arma letale al roster a disposizione dei Dubs. Boogie andrà a ricoprire il ruolo lasciato libero da Javale Mcgee e Zaza Pachulia, entrambi accasatisi ad altre franchigie, e sarà necessario per allargare ancora di più il campo e rendere l’attacco di Steve Kerr un sistema senza punti deboli. Anche Jonas Jerebko è un’ ottima aggiunta al roster dei campioni in carica, lo svedese sarà verosimilmente impegnato con la 2nd unit e servirà a dare punti quando Draymond Green sarà seduto in panchina a riposare. Con la ri-firma di Kevon Looney i Warriors si assicurano un’ala grande dagli eccezionali mezzi atletici e da un’ottima attitudine difensiva. Per allungare ulteriormente la panchina si è puntato alla firma di Damion Lee.

Alla scelta numero 28 del Draft è stato scelto Jacob Evans, descritto da molti come un mini Igoudala, sarà probabilmente mandato a fare esperienza in D-League ma potrebbe ritornare utile nei momenti di riposo dei titolari.

LOS ANGELES LAKERS                                                                                                                                                       Legacy, il Re non poteva scegliere una squadra diversa per continuare la sua straordinaria carriera in NBA: tradizione e vittoria sono le prime parole che vengono alla mente quando si parla dei Los Angeles Lakers, che da questa stagione potranno servirsi delle prestazioni del Prescelto.

La firma di LeBron James è indubbiamente la ciliegina sulla torta della Free Agency dei Lakers e contribuisce a rendere la franchigia guidata dal Prescelto una delle più interessanti della prossima stagione. Ma pensare che i Lakers siano solo LeBron James è uno degli errori peggiori che si possano fare, infatti Magic ha creato attorno al Re una squadra molto interessante e piena di talento, caratterizzata da un ottimo mix di esperti della lega e di giovani pronti a stupire.
Una firma importante per il ruolo di Playmaker è Rajon Rondo, avversario di LeBron con i Boston Celtics, che oltre a ricoprire il ruolo di mentore per Lonzo Ball potrà garantire un’ottima gestione di palla e un tiro da 3 punti sempre più affidabile abbinati alla sua proverbiale capacità di segnare in entrata. Come guardia titolare dovrebbe partire Lance Stephenson, lui e LeBron non sono proprio migliori amici, reduce da un’ottima stagione agli Indiana Pacers dove era l’idolo dei tifosi, la sua esuberanza e il suo carisma potranno trascinare la squadra nei momenti difficili e fungeranno da collante tra i suoi compagni e i tifosi, come sua riserva sarà interessante vedere la crescita di Josh Hart, che potrà portare punti rapidi e ottime prestazioni difensive. Avvicinandoci al canestro, oltre al già citato LeBron James, troviamo Brandon Ingram, dopo aver migliorato il suo tiro da 3 e aver messo su muscoli è chiamato a fare il definitivo salto di qualità e con LeBron James come mentore il suo gioco non può che migliorare. Kyle Kuzma sarà l’ala grande titolare per la prossima stagione, dopo un’ottima stagione da rookie chiusa con 16.1 punti di media, il ragazzo di Flint sembra aver conquistato la titolarità e la fiducia di Luke Walton. La firma di Michael Beasley porterà alla corte del Re tanta energia dalla panchina e punti veloci, con tiri da 3 o con conclusioni nel pitturato, per sbloccare la squadra nei momenti di crisi in attacco. A differenza di un centro cha ama gioca fuori area come Brook Lopez, JaVale McGee sarà chiamato a prendere tanti rimbalzi sotto canestro e a generare extra possessi per dare seconde chances ai suoi compagni di squadra, in offseason McGee ha lavorato anche sul tiro dalla media quindi potrebbe essere un’arma in più nell’attacco losangelino.

Con la scelta numero 25 del Draft è stato chiamato Moe Wagner, il centro tedesco ha portato i suoi Michigan Wolves a un passo dal titolo NCAA, come caratteristiche tecniche ricorda il suo connazionale Dirk Nowitzki; tiri da fuori e capacità di giocare in post non mancano, anche i rimbalzi sono un punto forte di Moe, sarà fondamentale per allargare il campo e dare un’ alternativa al gioco nel pitturato di McGee. Al secondo giro sono stati scelti Isaac Bonga e Svjatoslav Mychajljuk, ottimi giocatori di scuola europea che potranno tornare utili per allungare la squadra nei momenti di difficoltà della stagione.

LOS ANGELES CLIPPERS
Dopo un decennio è ora di dire addio a Lob City, oltre a concentrarsi sul aspetto tecnico il progetto di ricostruzione di Jerry West punta anche a dare un taglio con il passato e a portare a LA volti nuovi.

L’addio di DeAndre Jordan, che è tornato nella sua Dallas, è in termini di prestazioni la perdita più importante per la franchigia di Los Angeles, il centro texano infatti assicurava una media di 12 punti e di 15 rimbalzi oltre che una presenza difensiva determinante per il sistema di Rivers. Per sopperire a questa partenza sulle spiagge Californiane è approdato Marcin Gortat, il martello polacco è arrivato in un’operazione che vedeva Austin Rivers inserito come controparte. Con Lob City che ormai è solo un ricordo il peso delle responsabilità ricadrà in larga parte su Tobias Harris, il prodotto da Tennessee University che già la scorsa stagione aveva mostrato ottime prestazioni in attacco, quest’anno è chiamato al decisivo salto di qualità e a portare i Clippers fuori dal limbo in cui si sono rinchiusi. Il lavoro di Jerry West si è soprattuto concentrato sul cercare di trattenere la spina dorsale della squadra; il quintetto titolare non dovrebbe subire troppi stravolgimenti. Patrick Beverly, con la sua grinta e aggressività, dovrà essere la guida spirituale della squadra, al suo fianco Lou Williams sarà utile a coach Rivers per sbloccare momenti di empasse offensivo, la squadra si affiderà a lui nei momenti caldi e quando la partita dovrà essere indirizzata con giocate decisive. Come ala piccola partirà il già citato Tobias Harris, per lui questo è l’anno della consacrazione e offrire prestazioni non all’altezza potrebbe essere dannoso anche per il proseguo della sua carriera. Più vicino a canestro, ma con licenza di tirare anche da dietro la linea del tiro pesante, il posto da titolare e di Danilo Gallinari, il gallo ha saltato buona parte della scorsa stagione per problemi fisici, i tifosi Clippers si aspettano qualcosa in più da lui visto anche il contratto che lo lega alla franchigia Californiana. Il pitturato sarà il regno di Marcin Gortat, il centro polacco dovrà aiutare l’attacco di Rivers con i suoi blocchi (primo nella lega per screen assist) e catturare qualche rimbalzo per non far sentire troppo la mancanza di Jordan. Dalla panchina Rivers può pescare elementi molto pericolosi per qualsiasi franchigia come: Milos Teodosic, con i suoi assist e la sua visione a 360° sarà un ottima guida per la 2nd unit e per mettere in ritmo i compagni; Avery Bradley sarà fondamentale per far rifiatare Lou Williams, che ormai ha bisogno di anche qualche minuto di riposo in panchina per poi essere decisivo quando conta. Lo specialista difensivo Luc Richard Mbah a Moute con la sua capacità di difendere su piccoli e lunghi indistintamente potrà limitare i migliori attaccanti della lega. L’energia e la forza di Montrezl Harrell potranno tornare utili contro squadre che possono contare su tanti chili e tanti centimetri nel pitturato. Boban Marjanovic, diventato più un attrazione turistiche che un giocatore vero e proprio, troverà poco spazio.

Shai Gilgeous-Alexander e Jerome Robinson sono, forse, la miglior coppia di rookie pescata al Draft. Il primo è un playmaker con visione di gioco e ottime doti di passatore, il secondo è una guardia molto esplosiva che sa può giocare anche come ala piccola.

PHOENIX SUNS
Il core giovane costruito dalla dirigenza arancio-viola deve iniziare a dare risultati e a crescere di colpi già da questa stagione.

Tante facce nuove saranno a disposizione di coach Kokoskov, l’innesto più importante è la prima scelta dello scorso Draft, DeAndre Ayton, il ragazzo di Arizona University sembra essere l’uomo giusto per rilanciare i Suns e completare il lungo processo di rebulding. Devin Booker, che con Ayton formerà un’ottima coppia piccolo-lungo, salterà l’inizio di stagione a causa di un infortunio alla mano ma appena potrà scendere in campo contribuirà con ottime prestazioni offensive, dando seguito ai suoi 25 punti di media nella scorsa stagione e aumento ancora di più il livello del suo gioco. Josh Jackson che la scorsa stagione si è costruito una reputazione come specialista difensivo deve migliorare in attacco per diventare uno dei più determinati two way player dell’intera lega. L’esperienza sarà portata da Trevor Ariza, probabilmente Kokoskov lo affiancherà a Jackson per aiutare il numero 20 a migliorare nel tiro perimetrale. Il cecchino Ryan Anderson entrerà nelle rotazioni per allargare il campo e dare varietà all’attacco Suns.

SACRAMENTO KINGS
Senza un vero e proprio progetto i Kings cercheranno di sfruttare questa stagione per assicurarsi una buona scelta al prossimo Draft.

A Sacramento si punta tutto su Marvin Bagley III, l’ala grande proveniente da Duke è l’unico fattore di interesse dei grigio-viola, intorno a lui gravitano giocatori ancora in cerca di una collocazione nella lega. De’Araon Fox ha faticato molto la scorsa stagione per mancanza di muscoli e di tiro da tre, sempre più richiesto nell’odierna NBA; a compensare lo scarso raggio di tiro di Fox c’è Bogdan Bogdanovic, con il tempo il serbo è diventato sempre più importante per i Kings grazie al suo ruolo di realizzatore micidiale. Dalla Free Agency è arrivato Nemanja Bjelica, ottimo difensore dotato di tiro perimetrale: tutto quello che manca a Bagley, verosimile la staffetta tra i due. Buddy Hield e Frank Mason costituiranno un back court ideale per la 2nd unit, così come Skal Labissiere che sotto canestro sarà l’alternativa a Willie Cauley-Stein.

Nebo se otvorilo

Niccolò Frangipani

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