Calcio

Bayern Monaco: la caduta degli Dei

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Quanti di voi avrebbero pronosticato il Bayern Monaco quinto in classifica alla settima giornata di Bundesliga? Quanti ancora avrebbero puntato un euro su una possibile crisi realizzativa dei bavaresi? Ebbene, questi avvenimenti così impronosticabili hanno appena avuto un loro compimento con la vittoria del Borussia Moenchengladbach all’Allianz Arena per tre a zero. Ma, per capire la crisi che attanaglia la macchina (quasi) perfetta conosciuta universalmente con il nome di Bayern Monaco, è bene fare un passo indietro.

Il 28 settembre del 2017 al Parco dei Principi di Parigi va in scena quella che dovrebbe essere una delle più belle partite della Champions League, Paris Saint Germain-Bayern Monaco. I padroni di casa passano subito in vantaggio con un gol di Dani Alves, imbucato magistralmente da Neymar sul lato debole; raddoppiano con una perla di Cavani e chiudono i conti con un gol (fortunoso) di Neymar che ribatte in rete dopo che Mbappé scherza la difesa bianco-rossa. Lo scontro tra due delle favorite per la vittoria finale si trasforma in una lezione di calcio e, nell’ultima partita sulla panchina tedesca di Carlo Ancelotti. Il tecnico italiano verrà infatti esonerato poche ore dopo. Ma la crisi della squadra più titolata di Germania non inizia quella sera, i risultati di inizio campionato – 13 punti su 18 disponibili – non soddisfano la proprietà, in più Carletto si è messo contro cinque fra i giocatori più importanti della squadra – Hummels, Robben, Ribery, Müller e Boateng – i senatori, insomma. Considerati questi fattori, il Bayern Monaco, nella persona di Karl-Heinz Rumenigge decide di esonerare Ancelotti per affidare la panchina all’unico uomo in grado di condurre una squadra tedesca al Triplete, Jupp Heynckes. Con il ritorno di Osram, soprannome dovuto al particolare colorito che assume nei momenti caldi della partita, la squadra sembra riacquisire lo smalto dei tempi migliori, tanto che colleziona solo tre sconfitte da lì a maggio, mese in cui alzerà al cielo il suo ventottesimo Meisterschale, il quarto da allenatore per Heynckes.

Arriviamo all’estate scorsa, il Bayern voglioso di rinnovare e ringiovanire chiama a sedere sulla sua panchina Niko Kovac, allenatore che ha portato all’Eintracht Di Francoforte un titolo dopo trent’anni di digiuno. I cambi non avvengono solo in panchina ma anche tra gli undici titolari tanto che Arturo Vidal viene ceduto al Barcellona e, un ottimo dodicesimo uomo come Juan Bernat approda al PSG. Per rimpiazzare il cileno arriva nel sud della Germania Leon Goretzka, promettentissimo centrocampista che ha mostrato le sue doti allo Schalke 04. In più rientrano dal prestito Renato Sanches, che sembra maturato in Premier League e Serge Gnabry, confermatosi come uno dei migliori esterni della Bundesliga all’Hoffenheim.

La stagione, dal punto di vista dei risultati, inizia nel migliore dei modi per Kovac, con quattro vittorie in altrettante partite. Ma le prestazione offerte dai bavaresi non sono delle migliori tanto che arriva una brusca battuta d’arresto conto l’Augsburg, che esce dall’Allianz Arena con un punto e, pochi giorni dopo il Bayern si ferma contro l’Herta Berlino perdendo due a zero e dando l’impressione di essere l’ombra della squadra che poche settimane prima dominava il campionato.

Kovac sta commettendo l’errore che tanto fu fatale ad Ancelotti, non sta accontentando i suoi giocatori. L’esempio è James Rodriguez che, dopo qualche panchina di troppo, non ha esitato ad alzare la voce, così come Müller che a Berlino ha giocato solo un tempo; anche Robben, spesso fatto accomodare in panchina è scontento e questo stato d’animo incide sul suo gioco.
La tifoseria bavarese si sta spazientendo e molti gruppi di tifo organizzato vogliono la testa di Kovac, sportivamente parlando. Ma l’esonero di Kovac potrà essere una soluzione al malumore e alla crisi della squadra più titolata di Germania o sarà solo un’altra tappa verso un lento ed inesorabile declino? Con i giocatori che hanno così tanto potere decisionale anche la figura dell’allenatore sembra inutile e marginale tanto da far sorgere un dubbio, e se si instaurasse una Bayerische Demokratie?

19 anni.

Calcio, basket, ciclismo e pugilato tra gli altri.

Mi innamoro solo se vedo segnar Batistuta.

Niccolò Frangipani
19 anni. Calcio, basket, ciclismo e pugilato tra gli altri. Mi innamoro solo se vedo segnar Batistuta.

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