NBA ’18-’19: Southwest division, che sarà dei San Antonio Spurs?

Il nostro viaggio verso l’inizio della regular season si ferma oggi nella Southwest division, tra l’incertezza per i nuovi Spurs e la curiosità di vedere Carmelo Anthony a Clutch City.

 

 

 

 

 

 

HOUSTON ROCKETS

I detentori in carica della Southwest division autori di una stagione in cui hanno fatto la storia (della loro franchigia) e sono andati a qualche tripla da eliminare i Golden State Warriors.

I grandi sconfitti della free agency non rimangono però a bocca asciutta dato che in Texas è approdato Carmelo Anthony. Il prodotto di Syracuse è reduce da una stagione non brillantissima in cui non è riuscito a essere l’elemento che avrebbe dovuto completare i big three in salsa Thunder. Con l’arrivo di Melo i Rockets aggiungono un altro attaccante micidiale al diabolico sistema D’Antoniano, e in più si assicurano un ottimo tiratore dalla media e dal post, elemento manchevole nel roster texano. Le conferme di Clint Capela, firmato a 90 milioni di dollari per cinque anni, e Chris Paul, massimo salariale, hanno impedito a Morey di muoversi in free agency. Per completare il roster è arrivato Marquese Chriss, approdato a Houston grazie a una trade che vedeva coinvolti Ryan Anderson e Brandon Knight. Ma se l’attacco dei Rockets, che può contare sul MVP James Harden, su Chris Paul, su Gerald Green ecc. non sembra essersi indebolito stesso discorso non vale per la difesa. I Rockets hanno perso uno straordinario difensore perimetrale come Trevor Ariza, accasatosi ai Suns, e Luc Richard Mbah a Moute, tornato ai Clippers. Sono ancora la squadra da battere nella Southwest division ma partono con più punti interrogativi rispetto ad un anno fa, starà a D’Antoni e al suo sistema rispondere a questi punti interrogativi e provare a battere i Warriors.

SAN ANTONIO SPURS

Reduci da un’estate travaglia a causa della vicenda Kawhi Leonard i texani cercano un nuovo assetto dopo aver salutato anche l’ultima parte dei big three Tony Parker. Sarà il primo anno di assenza dai playoff dopo oltre un ventennio o i nero-argento arriveranno, ancora, tra le prime otto?

San Antonio è stata, stranamente, la franchigia più chiacchierata della lega. Per mettere a tacere le voci nate dal malcontento espresso da Kawhi Leonard, R.C Buford ha deciso di spedirlo in Canada per ricevere in cambio di DeMar DeRozan e Jakob Poeltl. La stagione degli Spurs ruoterà intorno a questa trade che potrà portare benefici, DeRozan è pur sempre un ottimo attaccante e un atleta eccezionale. Ma anche degli svantaggi, il nativo di Compton non è certo Kawhi Leonard in difesa e tende a nascondersi nei momenti clutch della partita. Al roster di Pop, che in queste ore a dovuto privarsi di Dejonte Murray (rottura del legamento crociato destro), si vanno ad aggiungere degli ottimi giocatori di rotazione come Marco Belinelli e Dante Cunningham, perfetti per il sistema Spurs. Le conferme all’ombra dell’Alamo non mancano, infatti LaMarcus Aldridge, Rudy Gay, Patty Mills e Pau Gasol hanno deciso di prolungare la loro permanenza in Texas costituendo lo zoccolo duro dell’organico nero-argento.

La scelta degli Spurs all’ultimo Draft è una delle più interessanti della NBA, infatti Lonnie Walker IV, dopo l’infortunio di Murray potrà accrescere i suoi minuti in campo e diventare un uomo importante nelle rotazioni di Popovich; mettendo in mostra le qualità che aveva già fatto vedere a Miami University.

NEW ORLEANS PELICANS

Orfani del centro più dominante della lega, i pellicani vogliono stupire ancora, come fatto negli scorsi Playoffs e alzare ulteriormente l’asticella, con un Anthony Davis in questa forma non sembrano esserci davvero limiti.

Dopo l’infortunio occorso a DeMarcus Cousins nel febbraio scorso si pensava che i Pelicans fossero una squadra con poche speranze e tagliata fuori dalla lotta per i primi otto posti in classifica, arrivati a Playoffs con il sesto seed molti li davano per spacciati contro la terza classificata, i Portland Trail Blazers. Peccato che Anthony Davis non fosse d’accordo, tanto che lo sweep avvenne ma ad essere rimandati a casa furono i rosso-bianco-neri dell’Oregon. Nel turno successivo i Warriors concessero una vittoria ai Pelicans per poi livellarli 4-1. La nuova stagione dei ragazzi di Gentry riparte da quella serie di Playoffs contro Portland che fece assumere certezze e consapevolezza agli ex-Hornets. Con un DMC in meno i Pelicans ripartono dal loro uomo franchigia Anthony Davis e da tanti ottimi giocatori che gli gravitano attorno. I più importanti sono Jrue Holiday, dimostratosi molto versatile e con ottime doti difensive nella serie contro Portland. Nikola Mirotic, cecchino, che con gli assist del nuovo arrivato Elfrid Payton potrà fare le fortune dell’attaco di Gentry e Julius Randle arrivato per dare varietà al roster, non è escluso che giochi anche affianco di Davis. I role player che sono rimasti sono tra i più affidabili nella lega, infatti Solomon Hill, Jordan Crawford, E’Twan Moore e Check Diallo hanno dimostrato di poter mettere cifre importanti e contribuire ai risultati di squadra in entrambe le metacampo.

DALLAS MAVERICKS

I Mavs sono una delle squadre più enigmatiche di tutta la lega, potrebbero arrivare ai Playoffs così come finire in fondo alla classifica della Western Conference.

Per la ventunesima stagione di fila la maglia numero 41 sarà indossata da Dirk Nowitzki, WunderDirk ha deciso di prolungare di un anno la sua carriera NBA anche per fare da mentore ai giovani del roster blu-argento. Il giocatore di punta (e rookie) per questa stagione è Luka Doncic, il ragazzo sloveno ha dimostrato una maturità fuori dal comune e adesso si prepara al grande salto transoceanico. Coach Carlisle non ha escluso anche un suo impiego più vicino a canestro, per estremizzare la sua idea di small ball, in ogni caso quest’anno Doncic sarà il go to guy e dovrà approfittare di un anno di insegnamenti Nowitzki. Come playmaker, nel caso in cui Doncic giochi guardia/ala, potrebbe partire Dennis Smith Jr. che andrebbe a formare con lo sloveno uno dei back court più giovani ma al contempo interessanti del NBA. Per il ruolo di ala piccola coach Carlisle dovrebbe scegliere Harrison Barnes, buon giocatore che però risultato troppo limitato in attacco per la NBA moderna. Il buco più grande della squadra è in posizione di ala grande (da qui l’idea di schierare Doncic in quel ruolo) dove non sembra esserci un titolare all’altezza (Nowitzki, verosimilmente, partirà dalla panchina). Sotto canestro DeAndre Jordan, tornato a casa, è chiamato a replicare quanto di buono fatto a LA. Dalla panchina i soliti J.J. Barea, Wesley Matthews, Salah Mejri e Dwight Powell daranno profondità al poster texano.

MEMPHIS GRIZZLIES

La squadra con meno aspettative di questa conference, il roster a disposizione di coach Bickerstaff è composta da elementi poco interessanti e con poche possibilità in questa agguerritissima Western Conference.

Marc Gasol e Mike Conley sono chiamati ancora una volta a tirare la carretta per tutti. Un aiuto potrebbe arrivare da Kyle Anderson e dal rookie Jaren Jackson Jr. con gli altri elementi che sembrano più un peso che un vero supporting cast per le due “star”. Omri Casspi può aiutare con qualche tripla delle sue. JaMychail Green potrebbe sfruttare questa stagione per migliorare. Il resto del roster è davvero poca cosa e la squadra sembra avviata a una lenta e macchinosa ricostruzione.


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