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Verso le Finals NextGen: il futuro del tennis mondiale

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Il treno con a bordo il futuro del tennis mondiale è pronto ad fermarsi nella stazione più importante del suo viaggio, la città di Milano. Destinazione? NextGen ATP Finals 2018. La prima edizione, disputata lo scorso anno all’interno del circolo tennis Sporting Milano 3 a Basiglio, è stata un grande successo sportivo ed organizzativo, con una bella cornice di pubblico ad accompagnare il coreano Hyeon Chung verso la vittoria finale.

Il coreano Chung con il trofeo NextGen 2017.

È vero. I Fab Four sembrano proprio non voler mollare ed anche quest’anno non hanno lasciato vittorie Slam a giocatori fuori dalla ristretta cerchia a 4. Federer in Australia, Nadal in Francia, Djokovic a Wimbledon e US Open hanno fatto capire che no, non è ancora tempo per i giovani. Eppure, nonostante questo insindacabile fatto, il mondo degli appassionati non fa altro che chiedersi chi sarà il grande erede di questi campioni e le Finals NextGen sono nate proprio per rispondere a questo complesso quesito. Andiamo a vedere quindi chi sono i protagonisti di quest’edizione.

C’è un grandissimo favorito per la vittoria di queste Finals ed è Stefanos Tsitsipas. Complici i forfait di Zverev e Shapovalov il tennista greco si ritrova come teste di serie numero 1 del torneo, posizione conquistata grazie ai magnifici risultati ottenuti nel corso del suo 2018. Una stagione che lo ha portato fino al numero 16 del ranking mondiale, regalandogli il suo primo titolo ATP (Stoccolma) e la sua prima finale in un 1000 sul cemento di Toronto. La fascetta ed il capello all’indietro sono da eroe romantico, le intenzioni, da buon greco, sono bellicose, l’obiettivo è l’incoronazione.

Fascetta, capello lungo ed abbigliamento bizzarro per Stefanos.

Dietro a Tsitsipas c’è moltissimo equilibrio nelle gerarchie. Procedendo seguendo il ranking ATP troviamo l’australiano Alex De Minaur, ultimo grande interprete della nuova leva Wallabee, che durante la stagione ha scalato 170 posizioni raggiungendo anche il terzo turno a Wimbledon. A seguire ecco due esponenti a stelle e strisce: Francis Tiafoe e Taylor Fritz, entrambi alla prima apparizione nelle NextGen Finals, che proveranno a dire la loro su una superficie che potrebbe valorizzare le loro caratteristiche. Grande storia anche quella di Andrey Rublev, già partecipante e finalista della passata edizione, il russo è forse il giocatore di maggior talento del lotto ma è anche un ragazzo terribilmente sfortunato, che è stato spesso falcidiato dagli infortuni, in particolare nel momento di massimo splendore, ovvero quando raggiunse i quarti allo US Open 2017. Il suo rilancio passa proprio da Milano.

Rublev sull’erba dei Championship, dove ha raggiunto il suo miglior risultato in carriera

Le posizioni 6 e 7 del tabellone saranno invece appannaggio dello spagnolo Jaime Munar e del polacco Hubert Hurkacz, che sostituirà proprio Shapovalov. L’ottavo nome della lista sarà invece una wild card italiana fortemente voluta dagli organizzatori ed uscirà da un torneo di qualificazione che si sta giocando proprio in questi giorni. Una bella opportunità per un talento del nostro tennis in una stagione sicuramente fortunata per i giocatori tricolore, con Marco Cecchinato semifinalista al Roland Garros a fare da traino a tutto il movimento.

Le Finals NextGen sono molto interessanti anche per la formula e le innovazioni che introducono. Dalla passata stagione questo torneo è stato concepito anche come “laboratorio di sperimentazione sul tennis” con la stesura di regole diverse rispetto alle tradizionali, in modo da testarne l’efficacia. Ecco allora l’istituzione di set a 4 game, possibilità di coaching, killing point sul 40-40 ed eliminazione dei giudici di linea in favore di un “occhio di falco” sempre live, che impedisce ogni errore.

Gli ingredienti per una bella settimana di sport nella città meneghina ci sono tutti. Ora sta agli appassionati di questo sport rispondere presente ad una manifestazione ben concepita che, per una settimana, permetterà di avere sull’Italia gli occhi del mondo, o per lo meno tutti gli occhi di chi guarda attraverso una racchetta. I prossimi Fab Four potrebbero essere questi?

Alessandro Ginelli

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