Calcio

Fabio Quagliarella: l’uomo dei gol impossibili

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Molte volte si sente dire in giro che gli artisti saranno ricordati per sempre grazie alle loro opere o creazioni. Artisti intesi come pittori, scultori, cantanti, poeti ma non solo. Anche gli sportivi rientrano in questa categoria di immortali, grazie alle loro imprese e ai loro gesti che rimarranno impressi nella mente di ogni appassionato.
Ecco tra questi possiamo riconoscerne uno che, con i suoi colpi e le sue giocate, ha incantato tutti i tifosi italiani. Un ragazzo classe 1983 proveniente da Castellammare di Stabia, ma cresciuto calcisticamente a Torino. Attaccante completo e duttile, con la 27 sulle spalle in onore di Nicolò Galli. Compagno di squadra e amico nelle giovanili morto prematuramente nel 2001. Molti di voi avranno capito di chi stiamo parlando, ed è proprio lui, l’uomo dei gol impossibili: Fabio Quagliarella. Un’ artista del calcio che ha disegnato traiettorie incredibili, gesti memorabili e si è espresso sempre e solo attraverso i gol. Fabio ne ha fatti tanti in carriera, ma non si è mai stancato neanche nei momenti più difficili. Come durante la sua esperienza a Napoli con la sua squadra del cuore, che tifa e ama fin da bambino, ma che è stato costretto ad abbandonare prematuramente.
Nell’estate del 2009 Fabio arriva a Napoli e vorrebbe rimanerci a vita. Purtroppo sarà costretto ad abbandonare l’avventura solo un anno dopo, direzione Torino sponda bianconera. A Napoli tutti lo chiamano “ core ingrato “, ma nessuno sa il reale motivo per il quale sta lasciando la sua terra e la sua squadra. Fabio infatti non può spiegare subito il motivo della sua “ fuga “, fino a quando 5 anni dopo svela il tutto. In un’intervista post-partita di un Sampdoria Cagliari, in cui firma anche il goal del pari finale, dichiara di essere stato vittima di una vicenda di stalking. Un ex poliziotto della polizia postale, gli mandava minacce rivolte a lui e alla sua famiglia e lo seguiva in ogni suo movimento. Allora spiega così il motivo del suo abbandono al Napoli:

“ Finalmente l’incubo è finito, perché quando non puoi parlare o dire la tua e senti tutti dire la loro opinione, e tu devi stare zitto perché ci sono indagini in corso è difficile. Non è che da un giorno all’altro ho deciso di andare via da Napoli. Non c’era nessun motivo, la causa era solo e semplicemente questa. Ho tenuto botta, non è stato facile e non lo auguro a nessuno ”.

 

 

Ecco neanche dopo questo momento ha mai pensato di farla finita con il pallone. Pallone con cui ha realizzato magie memorabili come il gol da centrocampo in un Chievo Verona – Sampdoria nel campionato 2006/2007. Un gol folle.  Quagliarella si trovava spalle alla porta, stoppò la palla e senza pensarci su due volte scaricò un tiro da centrocampo che lasciò tutti a bocca aperta. Oppure il gol più bello segnato da Fabio con la maglia del Napoli contro l’Atalanta. Prende palla spalle alla porta, si gira e scarica un destro terrificante che batte il portiere avversario.

 

 

Poi come dimenticare il pallonetto capolavoro segnato contro la Slovacchia al mondiale in Sudafrica . Una delle rare gioie di quel bruttissimo mondiale, che ci ha fatto tutti un po’ sperare.

 

 

E per finire il gol di tacco contro proprio il suo Napoli lo scorso 2 Settembre. Un gol che ha certificato l’inizio di una seconda giovinezza per Fabio, che a 36 anni ha ancora tanto da dimostrare. Con il suo strumento preferito, il pallone, per realizzare le sue opere preferite, i goal, come solo i grandi artisti sanno fare.

 

 

Simone Caravano 21 anni, studio Scienze delle comunicazioni presso l’università degli studi di Pavia e sono un grande appassionato di sport. Sono speaker radiofonico all’interno della trasmissione sportiva” Sombrero Pavia” della web radio dell’università di Pavia(Radio Ucampus). Credo che lo sport sia un mondo tutto da scoprire e da raccontare perché offre storie uniche ed emozionanti,allora quale modo migliore per farlo esiste se non attraverso la scrittura.

Simone Caravano
Simone Caravano 21 anni, studio Scienze delle comunicazioni presso l'università degli studi di Pavia e sono un grande appassionato di sport. Sono speaker radiofonico all'interno della trasmissione sportiva" Sombrero Pavia" della web radio dell'università di Pavia(Radio Ucampus). Credo che lo sport sia un mondo tutto da scoprire e da raccontare perché offre storie uniche ed emozionanti,allora quale modo migliore per farlo esiste se non attraverso la scrittura.

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