Calcio

Stadi di proprietà, obbiettivo lontano, ma qualcosa si muove

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I mondiali di calcio di Italia ’90, oltre a lasciarci le indimenticabili “Notti Magiche” culminate con il terzo posto della nostra Nazionale, ci avevano regalato degli stadi nuovi e moderni. Stadi che in quegli anni erano invidiati dalla maggior parte dei Paesi. Strutture nuove, seggiolini moderni per quegli anni, piste di atletica attorno al campo da calcio ma raramente utilizzate per la loro reale utilità. E che tenevano gli spettatori lontano dal campo di gioco, inutilmente. Ma erano stadi nuovi, in un Paese in cui si erano giocati i mondiali e in cui il calcio era uno dei più belli e difficili del panorama mondiale. Tutti i grandi campioni volevano venire a giocare in Italia, per confrontarsi con il nostro calcio e per scendere in campo in questi stadi che regalavano grandi emozioni, in campo e sulle tribune. Ma il tempo passa per tutto. Il calcio si è evoluto, ruoli, stili di gioco, materiali, tecnologia applicata al regolamento ma purtroppo se non in pochissimi casi, gli stadi sono rimasti quelli di Italia ’90. E naturalmente se una volta erano dei gioielli, ora non lo sono più. Per far tornare gli stadi a splendere ed essere moderni, ci vorrebbero stadi di proprietà per le squadre. Magari con sponsor che ne acquisiscano il nome, per dar ancor più fatturato ai conti dei nostri club.

Bisognerebbe prendere spunto dalla Premier League, dalla BundesLiga e dalla Liga in cui la maggior parte dei club ha lo stadio di proprietà. Tra i club inglesi e quelli spagnoli, tre quarti dei club ha lo stadio di proprietà. Si passa in Germania dove la metà dei club è proprietaria dello stadio. Stadi ultramoderni, con tutti i comfort del caso, in cui ci si può godere il match anche da vicinissimo al terreno di gioco. In quegli impianti, infatti, non c’è la pista di atletica, se non per rarissimi casi. Impianti che sono una specie di “casa del tifoso“. Quì i supporter possono trovare anche gli store che vendono i prodotti ufficiali del club. Comodi punti ristoro e tutto quello che un tifoso può immaginare. Si trovano anche i musei dei club che contengono i trofei, le maglie e tutto ciò che ha fatto la storia di un determinato club. Senza dimenticare l’elevata sicurezza, tra telecamere di sorveglianza e società che controllano e garantiscono che non ci siano problemi o almeno siano limitati. Tutto questo fa sì che i tifosi siano invogliati ad andare allo stadio. E’ raro trovare nei campionati sopra citati delle partite con gli stadi vuoti, anche quando il meteo è meno clemente e il clima è freddo. Così facendo ci guadagna il tifoso, ma ci guadagnano anche le società. Con gli stadi di proprietà le squadre riescono ad aumentare il fatturato e quindi essere più competitive anche in fase di mercato. Cercando di portare alla loro corte anche giocatori di elevato spessore tecnico, che oltre a fare il bene della squadra aiutano il club con la vendita delle magliette. E quindi anche il merchandising fa aumentare il fatturato. Non è un caso che la Premier League sia uno dei campionati più seguiti del Mondo. Hanno la possibilità di avere diritti televisivi alti e squadre che guadagnano e fatturano cifre che in Italia non riusciamo nemmeno ad avvicinare.

Per questo motivo non c’è più tempo da perdere. Si copia la Premier League per la chiusura del mercato estivo prima che inizino i campionati. Si copia la Premier League per la fascia del capitano, non più personalizzata ma uguale per tutti. E’ o sarebbe giusto copiare anche l’argomento stadi di proprietà. In Italia purtroppo su questo siamo molto indietro. Tra burocrazia complicata, mille cavilli e altri argomenti, pochissime squadre hanno lo stadio di proprietà. In Italia la prima squadra ad avere lo stadio di proprietà fu la Reggiana, salvo poi essere rilevato dal comune dopo il fallimento del club. Questo stadio è stato poi acquistato e ristrutturato dal Sassuolo. Un altro club che ha lo stadio di proprietà è l’Udinese, anche qui acquistato dal comune e ristrutturato. Lo stadio di proprietà ce l’ha anche il Frosinone, dopo molti anni dall’inizio dei lavori, finalmente è stata conclusa la ristrutturazione nel 2017. L’Atalanta ha acquistato lo stadio nel 2017, dopo che nel 2015 il comune l’aveva ristrutturato a spese del club. Ma alla fine di questo campionato, lo stadio verrà ancor più ristrutturato e verrà aumentata la capienza. Chi lo stadio l’ha acquistato ma invece di ristrutturare quello vecchio, ha completamente ricostruito tutto è la Juventus. L’attuale Allianz Stadium, nome dello sponsor, prima era Juventus Stadium, sorge sulle ceneri del vecchio Stadio delle Alpi. Uno degli stadi che erano stati costruiti per i mondiali di Italia ’90. Questi stadi sono dei veri e propri gioielli di modernità, hanno al loro interno tutto ciò che interessa a un tifoso. E hanno aiutato, sopratutto quello della Juventus ad aumentare i fatturati.

Al momento sono solo queste le realtà di stadi di proprietà, un po’ pochi per un Paese come il nostro, dove il calcio è il primo sport nazionale. Quello più seguito, più praticato, più letto, più commentato. Più tutto. Per fortuna all’orizzonte sembra muoversi qualcosa oltre alle solite parole di circostanza. La più vicina a realizzarlo dovrebbe essere la Roma, il progetto è già stato presentato, manca il via ufficiale ai lavori. Sorgerà nel quartiere di Tor di Valle. Anche il Bologna ha presentato un progetto di ammodernamento dello stadio attuale. Dopo di loro ci dovrebbero essere la Fiorentina, per cui si è visto solo il progetto. Anche Cagliari, Empoli, Pescara e Venezia dovrebbero essere tra le società che andranno a ristrutturare i propri stadi. Rendendoli più moderni, accoglienti, confortevoli e sicuri di quelli attuali. La speranza è che nel breve tempo la maggior parte dei club acquisisca lo stadio di proprietà o comunque che ristrutturi quello attuale. Magari in collaborazione con i comuni che ne sono proprietari.

Tra i club sopracitati mancano Inter, Milan e Napoli. Tre club che hanno fatto la storia del calcio. Al momento le due squadre milanesi stanno pensando se ristrutturare la “Scala del Calcio“, San Siro, o costruirne uno per ciascuna squadra. Ma al momento non c’è ancora nulla di concreto, è ancora tutto in divenire. Per quel che riguarda il Napoli, per ora il comune ha sistemato il San Paolo per le prossime Universiadi. Ma non ci sono progetti di ristrutturazione o di costruzione di stadi nuovi da parte del club. Sebbene il San Paolo sia uno di quelli stadi che erano dei gioielli nei mondiali, ma adesso hanno i segni del tempo che passa.

Si spera che le opere di ammodernamento degli stadi inizino presto, per terminare il prima possibile. E che a queste se ne aggiungano altre. Tutte le squadre meritano uno stadio moderno. E lo meritano anche i tifosi, che non fanno mai mancare il supporto e il calore al club di preferenza. E comunque servirebbe anche a riportare il calcio italiano nel posto che gli compete, se non al primo posto, almeno tra i primi tre del panorama mondiale. Il calcio italiano merita il meglio che si possa avere. E gli stadi potrebbero essere il punto di partenza per risalire.

 

35 anni, appassionato di sport, li seguo quasi tutti ma in particolare calcio, Formula 1, ciclismo, MotoGP e tennis. Cercherò di condividere tutta la mia passione per lo sport.

Marco Ferraris
35 anni, appassionato di sport, li seguo quasi tutti ma in particolare calcio, Formula 1, ciclismo, MotoGP e tennis. Cercherò di condividere tutta la mia passione per lo sport.

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