Calcio

Attenti a quei due: Piatek e Paquetà

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Un famoso detto dice morto un papa se ne fa un altro, nel caso nostro verrebbe da dire meglio “ morto ” un Pipa se ne fa un altro. È proprio il caso di dirlo in casa Milan in cui l’addio del Pipa Higuaìn, come veniva soprannominato da tutti, è passato inosservato grazie ad un altro Pipa molto particolare. Ci riferiamo alla super coppia di acquisti di Gennaio dei rossoneri formata da Krzysztof Piatek e Lucas Paquetà. Infatti se uniamo le prime sillabe di entrambi i cognomi viene fuori proprio il famoso soprannome dell’argentino, ovvero Pipa. Ironia della sorte o meno è innegabile che, almeno fin ad ora, la coppia di acquisti di Gennaio rossonera sta rendendo tantissimo, forse anche oltre ogni rosea aspettativa. Dall’arrivo al Milan hanno collezionato insieme in Serie A 10 presenze, 7 goal e anche un assist. Rino Gattuso li ritiene il motore del gioco offensivo del Milan. Lucas che dribbla, inventa passaggi e fa assist, mentre Krzysztof che raccoglie e non sbaglia un colpo. Un ‘intesa perfetta quella tra il brasiliano e il polacco, la mente e il braccio( meglio forse dire il piede in questo caso) del Milan che trasformano tutto in oro. Una classe e una facilità di finalizzazione, che evocano le qualità di un giocatore rossonero del passato che tanto ha fatto sognare i suoi tifosi. Un certo brasiliano chiamato Ricardo Kakà con la 22 sulle spalle. Ecco partiamo proprio da questo ultimo dettaglio, la maglia n. 22 e visto che stiamo un po’ fantasticando e giocando continuiamo a farlo. Se noi sommiamo le cifre il 3 e il 9 del 39 di Paquetà e l’1 e il 9 del 19 di Piatek otteniamo un 12 e un 10. Bene, se noi facciamo 12 più 10 otteniamo 22, guarda a caso il numero di maglia proprio di Ricardo Kakà. Destino o casualità nessuno può saperlo. Certo è che questi 2 giocatori un po’ del fenomeno brasiliano l’hanno dentro. Ma non è solo una questione di numeri, ma anche se non soprattutto di tecnica. Lucas oltre alle origini in comune, in alcune giocate e movenze, ricorda il brasiliano soprattutto quando alza la testa e punta l’area di rigore. Krzysztof è vero è una punta, cosa che Ricardo non era del tutto, ma è una punta abbastanza mobile. Basti vedere il secondo gol al Napoli in Coppa Italia, in cui rientra e scarica il tiro sul secondo palo. Un goal che ricorda molto quelli fatti da Kakà con i suoi magici tiri a giro imprendibili sul palo lontano. Continuando sempre a sognare e giocare, come non citare la Uefa che in un tweet paragona i due ad una coppia storica del Milan del passato: Shevchenko e Kakà. Un paragone grande ma neanche troppo azzardato volendo, viste le caratteristiche tecniche simili delle coppie.

 

Ma parliamo ora, senza più giocare, dei due protagonisti in causa. Due calciatori diversi, con due storie diverse, ma accomunati dall’essere entrambi partiti dal basso per arrivare in alto. Paquetà infatti è arrivato al Milan come una grandissima promessa dal Brasile, pagato 35 milioni ma senza nessuna esperienza nel calcio europeo. Molti erano scettici sulla cifra spesa dal club di Milano per un giovane 21enne brasiliano che, come molti dicono, avrà bisogno di molto tempo prima di ambientarsi. Piatek arriva per 40 milioni dal Genoa, dove è stato la vera rivelazione del campionato. Però anche su di lui lo scetticismo non manca, soprattutto perché dovrà sostituire un pezzo grosso che se ne va come Gonzalo Higuaìn. Poi molti dicono una cosa è giocare con il Genoa, una cosa è giocare con le pressioni e la responsabilità che ci sono nel Milan. Ma i due ci mettono davvero poco a smentire tutto ciò. Quale periodo di ambientamento, quale giovane età per Lucas che fin dalla prima partita mostra qualità e personalità. D’altronde Vita Sportiva lo aveva già capito, dedicandogli un articolo l’anno scorso, all’interno della rubrica Astri Nascenti (clicca qui). Lo stesso vale per il polacco, che fa parlare il campo e segna in tutti i modi possibili senza sentire alcuna pressione. Forse è un po’ prematuro dire che questi due giocatori potranno fare le fortune del Milan; certo è che la partenza non è da sottovalutare. Poi ironia o meno 2 che hanno un certo Ricardo Kakà nei numeri, ma non solo, non possono non far sognare il popolo rossonero.

Simone Caravano 21 anni, studio Scienze delle comunicazioni presso l’università degli studi di Pavia e sono un grande appassionato di sport. Sono speaker radiofonico all’interno della trasmissione sportiva” Sombrero Pavia” della web radio dell’università di Pavia(Radio Ucampus). Credo che lo sport sia un mondo tutto da scoprire e da raccontare perché offre storie uniche ed emozionanti,allora quale modo migliore per farlo esiste se non attraverso la scrittura.

Simone Caravano
Simone Caravano 21 anni, studio Scienze delle comunicazioni presso l'università degli studi di Pavia e sono un grande appassionato di sport. Sono speaker radiofonico all'interno della trasmissione sportiva" Sombrero Pavia" della web radio dell'università di Pavia(Radio Ucampus). Credo che lo sport sia un mondo tutto da scoprire e da raccontare perché offre storie uniche ed emozionanti,allora quale modo migliore per farlo esiste se non attraverso la scrittura.

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