Boxe

Canelo vs Jacobs: l’importanza della difesa

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Il 4 maggio a Las Vegas si sono affrontati due dei migliori pesi medi presenti sulla scena. Come testimoniato da alcuni fischi arrivati dalle tribune della T-Mobile Arena le aspettative di molti sono state disattese ma, pur non essendo stato un match spettacolare, abbiamo imparato molto dall’incontro tra gli stili dei due pugili.

Il match inizia con una fase di studio che si prolunga per tutta la prima ripresa, quando suona la campana l’equilibrio non si è ancora spezzato. Jacobs nel secondo round prende in mano le redini del match e inizia a lavorare con il jab per tenere a distanza Canelo che, rimanendo fedele allo stile messicano, porta ottimi colpi alla figura del rivale. Canelo, messo in difficoltà dalla grande mobilità di Jacobs, perde lucidità e fa emergere delle pecche in attacco che lo accompagneranno per tutto l’andamento del match; da vero fuoriclasse Canelo cambia strategia in corso e decide di impostare le seguenti riprese sulla difesa: inizia a muovere la cintura per non dare un bersaglio fisso a Jacobs e prova a spingerlo verso gli angoli per limitarne i montanti. In questo momento del match anche Jacobs capisce che il successo finale sarebbe passato dalla difesa, passa in guardia mancina ed inizia a martellare, porta ottimi jab e grandi ganci che costringono un incassatore come Canelo a barcollare più volte. Il messicano riesce ad entrare nella guardia mancina di Miracle Man lavorando molto con il sinistro e spingendo l’avversario alle corde. Il match finalmente si apre e i due pugili si scambiano i migliori colpi di tutto l’incontro: Jacobs porta ottimi ganci, sopratutto con la sinistra, e Canelo in risposta entra nella difesa dell’americano con buone combinazioni di destro che, nella dodicesima ripresa, fanno vacillare Jacobs. L’ultimo gong suona. 

I giudici assegnano la vittoria a Canelo con il punteggio di 115-113 ma tra le corde il risultato sembra essere stato uno 0-0.

Nonostante questo “pareggio” nel ring si sono visti ottimi spunti per analizzare gli stili e l’evoluzione dei due pugili: è saltato subito all’occhio il grande lavoro fatto da Canelo sulla difesa, abbinato ad ottimi colpi al corpo portati con precisione e con l’intento di prolungare il più a lungo il match per far risaltare le sue doti di incassatore. Dal canto suo Jacobs ha dimostrato di saper tenere testa al miglior pugile della sua categoria senza snaturarsi troppo, grazie alla preparazione tattica del match, riuscendo a controllare molte riprese e mettendo in difficoltà Canelo con la guardia mancina. La boxe ha trovato in questo match uno spot meraviglioso per tutti coloro che cercavano un’approccio più ragionato e meno irruento, le difese si sono dimostrate decisive non solo per limitare gli attacchi avversari ma anche per imporre una linea guida al match, sostituendo ganci e montati con movimenti di cintura e cambi di guardia. A differenza di ciò che ci si sarebbe aspettati, entrambi i pugili hanno adottato un atteggiamento più attendista rispetto ai loro standard. 

Canelo con questa vittoria ha unificato i titoli IBF, WBC e WBA dei pesi medi e ha lanciato una sfida a distanza a Gennady Golovkin, suo avversario storico, il kazako potrebbe accettare questa sfida e i due potrebbero sfidarsi in settembre per decidere chi sia il più grande medio contemporaneo.

19 anni.

Calcio, basket, ciclismo e pugilato tra gli altri.

Mi innamoro solo se vedo segnar Batistuta.

Niccolò Frangipani
19 anni. Calcio, basket, ciclismo e pugilato tra gli altri. Mi innamoro solo se vedo segnar Batistuta.

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