Una storia infinita, Daniele De Rossi

Sembrava una mattina come tante altre, quella del 14 Maggio 2019. Sembrava ma non lo sarà, almeno per tutti i tifosi romanisti e tutti gli appassionati di calcio. Alle ore 8.33 sul profilo Twitter ufficiale della Roma, appare un nuovo Tweet. Tutti pensano, o almeno sperano, sia un qualcosa riferito alla bella vittoria conquistata dai giallorossi, due giorni prima allo stadio Olimpico, contro la Juventus. Invece non è nulla di tutto ciò. Sullo schermo di ciascun tifoso appare un qualcosa di inaspettato, una di quelle notizie che immobilizza e fa rimanere a bocca aperta. Il Tweet infatti recita che quella di Domenica 26, contro il Parma, sarà l’ultima partita di Daniele De Rossi con la maglia della Roma. Sarà la fine di una storia d’ amore e di passione durata 18 anni, 615 momenti passati insieme e 63 attimi di gioia regalati a ciascun tifoso romanista.

Un duro colpo al cuore per la tifoseria giallorossa che, dopo quasi 2 anni esatti dall’addio di Francesco Totti, si trova a riempire di nuovo lo stadio ma non per festeggiare un titolo. O forse sì, perché in un certo senso Daniele De Rossi è stato un po’ come uno scudetto per la Roma e per i Romanisti. Nato ad Ostia, romanista fino al midollo e fin da bambino. Un vero tifoso quindi che, come dice lui stesso, ha imparato dai tifosi ad amare la Roma e rappresenta un po’ in campo ogni tifoso giallorosso. Un po’ come se un tifoso della curva sud, scendesse da quei gradoni e andasse a giocare sul prato verde dell’Olimpico con la casacca giallorossa. Questo rappresenta e ha rappresentato, Daniele De Rossi, per tutti i romanisti. La possibilità di esserci sul campo a lottare per la Roma attraverso lui. È il presidente dei romanisti, non eletto ufficialmente ma è come se lo fosse. Infatti come ha dichiarato lui stesso nell’ultima conferenza d’addio: “ Ho avuto la possibilità di andare in squadre che potevano vincere di più della Roma, ma io e i tifosi ci siamo scelti a vicenda”. Daniele ha scelto i romanisti e i romanisti hanno scelto Daniele. Proprio come si fa in un matrimonio in cui il marito sceglie la moglie e la moglie sceglie il marito. Il matrimonio, ovvero una scelta di vita di legarti a qualcuno che ti fa stare bene e che proteggerai nella buona e nella cattiva sorte. Ecco proprio questo ha fatto Daniele con la Roma, l’ha sempre protetta e difesa nei bei momenti e in quelli bui. Avrebbe voluto poi legarsi a vita a questa squadra, ufficialmente non gli sarà permesso, ma in realtà lui l’ha fatto. Si perché dal 27 Maggio del 2019 non sarà più un giocatore della Roma, ma un tifoso lo sarà per sempre. Questa opportunità nessuna società, nessun dirigente potrà togliergliela. Tornando, infatti, sempre alla conferenza d’addio lui stesso ha dichiarato: “ Anche da ex calciatore mi troveranno nel settore, col panino e la birra, a tifare i miei amici.” In tutto questo che abbiamo appena detto sta l’essenza e il ritratto di Daniele De Rossi, una splendida storia romantica da raccontare e da far venire gli occhi lucidi. Come fanno venire gli occhi lucidi i bei momenti passati da Daniele, nella sua lunghissima carriera giallorossa. Una carriera con delusioni scottanti, non a caso alla domanda sui rimpianti risponde: “ Riguardo la mia decisione di rimanere fedele a questa squadra non cambierei una virgola. Se avessi la bacchetta magica metterei qualche coppa in bacheca”. Riferimento di sicuro alla semifinale di Champions League e a quel Roma Sampdoria che ha fatto perdere lo scudetto alla Roma, in favore dell’Inter di Mourinho. Oppure a quelle sconfitte per 7-1 contro Manchester United e Bayern Monaco. Ma le gioie sono state tante, come dimenticare infatti le vittorie in Coppa Italia con Spalletti, le tante vittorie e gol nei derby. Fino ad arrivare all’ultima pazza Champions League, con quel Roma Barcellona che ancora è fisso davanti al nostro viso. Una partita in cui certamente non poteva non lasciare il segno Daniele, battendo il rigore del 2-0. Un rigore pesante, eccome se pesava, che solo un romanista vero poteva rendere più leggero e trasformarlo con grande scioltezza. Insomma una bandiera, come ne esistono ancora poche nel calcio.

La reazione dei tifosi

Proprio per tutto quello, che abbiamo descritto, i tifosi non hanno preso per nulla bene questa notizia. Lo dimostra la contestazione portata avanti in queste settimane, per le strade di Roma e non solo. Infatti gli striscioni di dissenso sono stati esposti un po’ in tutto il mondo. Da Londra, passando per gli Stati Uniti, fino ad arrivare all’Australia. Una protesta mondiale, che dimostra ancor di più quanto sia prezioso e amato Daniele De Rossi. Il bersaglio della protesta è tutta la società giallorossa, o meglio l’azienda come è stata chiamata più volte in conferenza stampa la Roma. Società rappresentata da Pallotta, ma soprattutto da Franco Baldini; a quanto si dice il grande consigliere del presidente americano. Un uomo però da sempre mal visto da tutta la tifoseria giallorossa, che dopo la decisione su Daniele De Rossi è stato oggetto di grandi e feroci critiche.

Staccandoci un attimo però dai sentimenti e facendo un ragionamento razionale, possiamo dire che la scelta di non rinnovare il contratto a De Rossi dal punto di vista di gestione societaria può essere comprensibile. Daniele è un giocatore ormai di 36 anni, nell’ultima stagione ha subito molti infortuni( solo 17 presenze) e ha uno stipendio pesante di 3 milioni di euro. Quello su cui si può discutere invece sono sicuramente le modalità con cui la società ha gestito questa situazione. Una gestione problematica e poco chiara, che è emersa anche dalle parole dello stesso capitano in conferenza stampa. De Rossi è stato trattato come un giocatore qualunque. Troppo mistero, troppo silenzio e poco dialogo, ma soprattutto una storia così lunga non può essere interrotta da un semplice Tweet e da una semplice conferenza stampa.

E infatti così non sarà, Domenica per Roma Parma all’Olimpico ci saranno più di sessantamila spettatori. La curva sud ha già annunciato che farà una coreografia dedicata al proprio capitano e simbolo. E come ha dichiarato Claudio Ranieri, in conferenza stampa, dovrà essere una festa. I romanisti devono mettere da parte la rabbia e la delusione verso la società e dovranno solo pensare a godersi il proprio capitano. Si perché sarà per l’ultima volta che con il nodo in gola, potranno urlare il suo nome allo stadio. Con il numero 16 il gladiatore giallorosso Daniele De Rossi.

Simone Caravano 21 anni, studio Scienze delle comunicazioni presso l’università degli studi di Pavia e sono un grande appassionato di sport. Sono speaker radiofonico all’interno della trasmissione sportiva” Sombrero Pavia” della web radio dell’università di Pavia(Radio Ucampus). Credo che lo sport sia un mondo tutto da scoprire e da raccontare perché offre storie uniche ed emozionanti,allora quale modo migliore per farlo esiste se non attraverso la scrittura.


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