24/05/1989 Milan-Steaua Bucarest…30 anni fa io c’ero

Sono le 22.30 del 19 aprile 1989, l’arbitro Ponnet ha appena fischiato tre volte…il Milan ha battuto il grande Real Madrid 5-0 ed è in finale di Coppa dei Campioni!!!

Una partita incredibile, mio fratello ed io (e altri 60.000 tifosi in realtà) non credevamo ai nostri occhi; 6 anni prima eravamo nello stesso stadio a vedere Milan-Cavese 1-2 in serie B, e adesso…in finale nella manifestazione calcistica più importante d’Europa per squadre di club.

Una escalation sensazionale.

Mentre scendevamo le scale dal secondo anello verde, ebbri di gioia, stavo già pensando al giorno dopo; come sarà bello entrare a scuola con la sciarpa rossonera e “sentire” l’invidia di interisti e juventini.

 

Il pensiero di noi tutti però correva ancora più lontano, alla finale. Quando ci ricapiterà mai di poter partecipare ad una finale così importante, l’ultima volta risaliva a 20 anni prima (Milan-Ajax 4-1 a Madrid); quindi dobbiamo fare l’impossibile per poter assistere ad un evento del genere.

L’atto conclusivo della coppa si sarebbe giocato a Barcellona il 24 maggio, contro i rumeni della Steaua Bucarest. Una squadra molto bene organizzata, vincitrice a sorpresa della stessa competizione solo 3 anni prima, che tra le proprie file schierava quel fenomeno di Georghe Hagi.

I giorni successivi ci informammo sulla data della vendita dei biglietti, eravamo assolutamente determinati ad andare a Barcellona. Il “problema” è che lo stesso pensiero lo avevano avuto anche altre decine, centinaia, migliaia di tifosi da troppi anni delusi e che adesso, come noi, non vedevano l’ora di vedere la nostra squadra salire sul tetto d’Europa.

Il tam tam mediatico fu molto importante per riuscire a comprare i biglietti; nostro padre ci aveva detto che tramite il suo lavoro, avrebbe chiesto la possibilità di avere dei biglietti, ma non volevamo rischiare, avevamo nasato che sarebbe stato davvero complicato e quindi ci siamo recati davanti al Milan Point la sera prima del giorno deputato alla vendita.

C’erano già diverse decine di tifosi in coda.

Abbiamo passato la notte lì, ma ne è valsa la pena, eccome…

La mattina dopo, semi-distrutti dalla nottata, tornammo a casa felici, avevamo tra le nostre mani i due preziosi tagliandi, pagati circa 20.000 lire l’uno (al cambio erano circa 1.700 pesetas).

Di lì a pochi giorni, nostro padre, tornò a casa effettivamente con altri due biglietti, quindi in buona sostanza, tutta la nostra famiglia sarebbe andata a Barcellona, nel mitico Camp Nou.

Partenza deputata per la capitale catalana martedì 23 maggio, nel tardo pomeriggio. Il viaggio fu fantastico, centinaia di auto con le sciarpe rossonere fuori dai finestrini, non ci stavamo rendendo conto di quello che stava accadendo intorno a noi; un esodo di massa del genere per una partita di calcio non si era mai visto.

Berlusconi, su quale spesso si era ironizzato per le sue “sparate” aveva ragione; avrebbe riportato in pochi anni il Milan sul tetto d’Europa, ed eravamo ad un passo dal riuscirci, a 90 minuti dal sogno.

Passata la notte in un albergo a metà strada, la mattina dopo entrammo a Barcellona, a Placa De Catalunya…o eravamo in piazza Duomo a Milano?? No perché la sensazione fu esattamente la stessa; solo maglie, sciarpe, bandiere rossonere; passeggiando tra la folla si sentiva parlare esclusivamente italiano.

Assurdo. Ma in realtà nemmeno poi così tanto, eravamo in 100.000 … CENTOMILA… arrivati da ogni parte del mondo. D’altronde pare per motivi politici i rumeni non vennero e quindi i biglietti furono dati tutti al Milan.

Ma come andò quindi la partita? Bè, per un finale perfetto la partita finì nell’unico modo in cui poteva terminare, un trionfo. All’inizio del secondo tempo Van Basten segnò la sua doppietta personale, altri due gol li aveva già segnati Ruud Gullit, i 40 minuti finali furono una enorme festa.

Fuori dallo stadio una gioia che mai nella mia vita mi è poi più ricapitato di vedere, di assaporare per un evento del genere.

Cercavamo tutti delle cabine telefoniche per raccontare a chi non era potuto venire quei momenti, per poterli far vivere anche a loro. Il viaggio di ritorno fu splendido ma quasi “triste” perché un momento meraviglioso stava concludendosi.

Ho avuto la fortuna di partecipare ad altre 3 finali (di cui due vinte) ma quella rimarrà per sempre come unica. Sensazioni mai più provate.

Per avere saltato due giorni di scuola, non feci l’ultimo decisivo tema di italiano dell’anno, e la professoressa mi rimandò…ma son dettagli.

 

 


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