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#BarSportVS: NBA Finals 2019

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Bentornati ad nuovo appuntamento con #BarSportVS. Questa volta in occasione di uno degli eventi annuali che attira milioni di appassionati della palla a spicchi da tutto il mondo, le NBA Finals. Lo schema è molto semplice: ad ogni domanda rispondono più membri della redazione di Vita Sportiva, proprio come un gruppo di amici seduti ad una tavolino di un bar che si confrontano sui temi più caldi del momento. Buona lettura!

 

Quali erano, ad inizio Playoffs, le due squadre che avresti pronosticato alla Finals? Erano proprio i Golden State Warriors e i Toronto Raptors?

PAOLO (@PaoloMancini30): A Ovest sicuramente Golden State era la squadra da battere, han sudato non poco con le assenze di KD e Cousins ma il nucleo del primo titolo non ha deluso conquistando ugualmente le Finals.
Ad est invece pensavo che i Sixers avessero qualcosa in più ma le condizioni fisiche di Embiid e il disastroso rendimento offensivo di Simmons hanno favorito dei Raptors con un Leonard straordinario e un supporting cast notevole.

ANDREA (@Andrea9_93): Ni. Se infatti non c’erano dubbi sulle possibilità dei Golden State Warriors di raggiungere per l’ennesima volta le Finals, lo stesso non può essere detto dei Toronto Raptors. Ad Est infatti i favoriti numero uno erano i Milwaukee Bucks, reduci da una regular season eccezionale e forse irripetibile il prossimo anno, che hanno mollato ad un passo dal merito titolo di Conference. Per questo, la presenza dei Raptors alle Finals anche se non è esattamente una sorpresa, sorprende un poco.

NICCOLO’ (@NFrangipani): No, sinceramente ad ovest la concorrenza per i Warriors si è rivelata più esigua del previsto. Con i soli Clippers capaci di mettere in difficoltà i campioni in carica. Superato il primo turno Golden State ha veleggiato verso le Finals. A Est io vedevo meglio i Bucks rispetto ai Raptors. La squadra agli ordini di Budenholzer arrivava con il vento in poppa alle Finali di Conference, con un’alchimia eccezionale e tanti giocatori che stavano salendo di colpi, purtroppo, per loro, Kawhi e Co. hanno giocato una delle loro migliori serie sui due lati del campo limitando molto Giannis.

 

 

Toronto ha delle armi a disposizione per mettere in crisi la corazzata di Coach Kerr? Chi può essere il fattore inatteso dei canadesi?

ALESSIO (@a_cattaneo): Kawhi Leonard è un problema per tutti in NBA. Compresa Golden State. Ma per avere una serie aperta ha bisogno di aiuto. Se la panchina e i giocatori di ruolo saranno quelli delle ultime 4 gare contro Milwaukee, Toronto può dare fastidio agli Warriors. Ibaka, VanVleet e Powell sanno cambiare le partite dei Raptors e dovranno confermarsi. Oltre ai singoli servirà la stessa grande difesa capace di spegnere l’attacco dei Bucks.

MARCO (@MarcoDeGirolamo): I Raptors dovranno riuscire a mantenersi a galla nei minuti in cui Leonard inevitabilmente si siederà in panchina a rifiatare; non può fare più di 40-41 minuti in campo, altrimenti arriverebbe nei finali in volata troppo spremuto. Lowry dovrà dimostrare la leadership, soprattutto difensiva, delle ultime 4 gare e in generale il supporting cast dovrà dare minuti e punti. Gasol potrebbe essere un fattore con i suoi assist dal post alto.

NICCOLO’: Gli accoppiamenti difensivi saranno fondamentali sopratutto per coach Nurse che potrà affidarsi a Gasol, Siakam e, ovviamente, Kawhi Leonard per difendere la small ball di Kerr. Le sorprese, secondo me, non sono tanto aspettate in questa serie visti già i grandi exploit di VanVleet e Danny Green. Se dovessi puntare ad un nome per una buona serie difensiva punterei su Serge Ibaka.

 

Con Demarcus Cousins e Kevin Durant prossimi al rientro (soprattutto il primo), le Finals le può solo perdere Golden State?

PAOLO: Assolutamente no, i Warriors hanno trovato un grande equilibrio con il nucleo del 2015 e una panchina sorprendente, il rientro di Boogie può essere importante in attacco ma difensivamente soprattutto ora che non é al 100% rischia di essere deleterio nel matchup con Gasol, non potrà cambiare sui blocchi quindi tutta la squadra dovrà adattarsi alla nuova soluzione, su Durant nessun problema invece a patto che stia bene.
E’ una sfida alla pari: da una parte l’ottimo rooster di Toronto con un Kawhi stratosferico dall’altra gli Splash Brothers e Draymond con incognite enormi sulle condizioni di KD e Cousins.

GIUSEPPE: (@realpeppons): Partiamo dal presupposto che senza Cousins e Durant i Warriors hanno vinto il titolo nel 2015, hanno fatto il record NBA 73-9 nel 2016 e si sono fatti rimontare nelle Finals da 3-1 sopra da un Lebron e da un Kyrie in stato di grazia. Aldilà di questo, e al netto di un Curry al 50% all’epoca, i Warriors erano comunque più forti. Durant è stata la ciliegina degli ultimi due anni, uno in grado di vincere una serie da solo, Cousins ne abbiamo saggiato il talento solo in minima parte nei campioni. Il gruppo di GS è più coeso che mai, ma in caso di sconfitta, improbabile, saremo di fronte ad uno degli upset più grandi della storia della NBA.

ANDREA: Dire che gli Warriors partono sfavoriti suonerebbe un’eresia anche senza l’apporto in campo di Cousins e Durant. Tuttavia attenzione a sottovalutare Kawhi e compagni. Bisogna ricordare che il fattore campo sarà dalla parte dei Raptors, che possono fare affidamento su un caldissimo Air Canada Center. In più in regular season, Raptors e Warriors hanno chiuso 2/2.

In caso di vittoria Warriors, siamo di fronte al più grande ciclo vincente della storia del Gioco?

ALESSIO: Dovessero vincere, 4 titoli in 5 anni fanno impressione tanto quanto il doppio three peat dei Bulls negli anni ’90. Credo però che nessuna squadra sia riuscita, in un arco temporale di 5 anni al più alto livello possibile, ad avvicinarsi alla pallacanestro di Curry e compagni. Per qualità di basket praticato (in attacco come in difesa) e applicazione mentale, siamo già ora di fronte alla miglior ciclo di sempre.

MARCO: Sempre difficile fare paragoni tra epoche, stili di gioco e soprattutto avversari differenti; però, senza dubbio per qualità dei singoli e del collettivo e continuità di risultati negli anni, metterei la franchigia della baia allo stesso livello dei Celtics di Auerbach, dei Lakers dello Showtime anni ’80 e naturalmente dei Bulls di Jordan. Potremmo riaggiornare però il discorso a ciclo terminato.

GIUSEPPE: Al contempo, Warriors alle Finals per la quinta volta consecutiva. In caso di vittoria, 4-1 in cinque anni non è da tutte le franchigie. Vincere 4 volte l’anello, con le regole di oggi, con il salary cap a fare da padrone nella Lega, può essere considerato una grandissima impresa. Un’epica. Merito di una dirigenza lungimirante (Curry alla 7, Thompson alla 11, Green alla 35), un coach fuori dal comune (Kerr) che ha giocato con dei campioni e di conseguenza sa di alcune dinamiche di spogliatoio e di una serie di altri fattori che mi portano a dire che GS è il più grande ciclo vincente nella storia del gioco. I fasti dei Celtics a cavallo tra anni ’50 e ’60, i cinque titoli in nove anni dei Lakers anni ’80 e i sei titoli in otto anni dei Bulls anni ’90, non sono neanche lontanamente paragonabili. Era una NBA diversa e non c’erano paletti da rispettare.

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