Chiediamo scusa a queste ragazze!

E’ appena calato il sipario su Jamaica-Italia. Abbiamo tutti negli occhi i magnifici 5 gol delle azzurre. In due partite giocate le emozioni sono state tante. Il rigore parato da Giuliani che non ha impedito il vantaggio dell’Australia. La doppietta di Bonansea con il gol all’ultimo secondo. E poi è toccato alle jamaicane. Girelli sbaglia un rigore. Il VAR decide di farlo ribattere. E’ il primo dei tre gol segnati dalla giocatrice juventina. Un’altra bianconera segnerà un gol fantastico. Quella Aurora Galli che realizzerà anche la quinta meraviglia azzurra.

 

Che peccato averle scoperte solo ora. La curiosità che ci ha portato, in questa stagione, a guardare la Serie A femminile  e il campionato del mondo ci ha fatto scoprire un mondo nuovo. Un’altra faccia di uno sport tanto nascosta quanto bella. Il fascino del mondiale femminile è questo. Seguirlo come facevamo con quelli maschili da bambini. Imparando i nomi delle giocatrici. Scoprendo le loro storie. Esultando come dei pazzi ad ogni gol.

 

Sto scrivendo queste parole in balia di emozioni ancora calde. Un sentimento che non sfumerà con il passare del tempo. Non importa se alla fine arriveranno terze nel girone o usciranno agli ottavi. Il risultato è già straordinario comunque. Le nostre ragazze approdavano in Francia con la spensieratezza di godersi il momento. Sapevano di non essere favorite e di non avere lo stesso bagaglio tecnico di altre corazzate come gli Stati Uniti. Il loro obiettivo era passare il turno e lo hanno fatto con una partita d’anticipo.

 

A questo punto dobbiamo chiedere scusa a queste ragazze. Per averle sbeffeggiate quando, da bambine, si avvicinavano ad uno sport considerato esclusivamente maschile. Per avere ignorato la loro esistenza e il loro campionato. Per averle dato uno stipendio di pochi mila euro mentre qualche maschio prendeva già qualche milione. Tutte questo senza un motivo preciso. La loro unica colpa era essere donne. Questo è inaccettabile nel 2019 ma doveva esserlo già qualche anno fa. Nonostante tutto, quelle bambine prese in giro hanno lottato contro tutti i pregiudizi. Sono cresciute e sono diventate ragazze mondiali. Hanno conquistato un risultato impensabile anche per loro.

 

Non ricordavamo più com’era vedere una nazionale maggiore ai mondiali. Da ancora più tempo non vedevamo una nazionale maggiore passare il girone di un campionato del mondo. Le azzurre hanno fatto riemergere ricordi sepolti dal 2006. Dopo tutto quello che le avevamo fatto non lo meritavamo. Ma a loro non è importato nemmeno questo. In ogni caso, scusateci ragazze!

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Ho 19 anni e sono uno studente con il sogno di diventare giornalista. Seguo il calcio, la Formula 1, la MotoGp e il tennis. Ho l’obiettivo di raccontare lo sport per come è: sudore, fatica, competizione e epica. Con un occhio anche a chi organizza lo sport e lo finanzia per farlo crescere.


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