I nuovi volti dell’Olimpia Milano: inizia l’era di Ettore Messina

Con l’ingaggio di Tom Bialaszewski come assistente allenatore di Ettore Messina, l’Olimpia Milano ha occupato i posti rimanenti del suo staff tecnico e può dare inizio a ranghi completi al nuovo corso voluto dalla proprietà. La firma del nativo di New York è solo l’ultima in ordine di tempo e segue quella di Christos Stavropoulos in qualità di General Manager.

Messina ha quindi completato l’opera di reclutamento finalizzata a costruire il gruppo tecnico e dirigenziale che dovrà guidare Milano alla rinascita in Italia e in Europa. Si trattava di un primo passo essenziale, evidenziato proprio dall’ex assistente dei San Antonio Spurs il giorno della sua presentazione nelle vesti di presidente e allenatore, da compiere a monte, prima ancora di ragionare sui nomi che andranno a comporre il roster del prossimo anno.

 

Milano acquisisce così un profilo più internazionale inserendo due figure con alle spalle anni di esperienza in NBA e ad alto livello in Eurolega. Bialaszewski si aggiunge a Mario Fioretti (all’Olimpia dal 2003/04) e Marco Esposito (di ritorno dopo le stagioni a Brindisi sulla panchina di Bucchi e Sacchetti) in veste di assistente. Un ruolo che il newyorkese ha già svolto ai Los Angeles Lakers dal 2012 al 2016, ultimo step di un percorso che lo ha visto “video intern” per i Cleveland Cavaliers e poi ai Sacramento Kings e ai New Orleans Pelicans.

Con Stavropoulos, invece, Milano si è aggiudicata la mente dietro i successi dell’Olympiacos, competitivo per anni in Grecia e bi-campione di Eurolega nel 2012 e 2013. A colpire del suo lavoro all’ombra del Pireo è stata la capacità di costruire ogni anno roster sempre all’altezza senza disporre di budget elevati come quelli di CSKA Mosca, Fenerbahçe o Real Madrid. Si tratta quindi di una firma di un certo peso a testimonianza dell’ambizione del nuovo corso in atto.

D’altra parte, l’arrivo di Ettore Messina non poteva che incastrarsi in un mosaico ampio e articolato. Il suo coinvolgimento in prima persona nella scelta dei collaboratori (aspetto che ha fatto la differenza nel momento di scegliere Milano) si legge nell’ottica di stabilire una forma di organizzazione coerente in tutte le sue anime. E che lavori guardando all’oggi, certo, si è pur sempre nella piazza più esigente della pallacanestro italiana, ma soprattutto al domani; che operi, cioè, nell’intenzione di porre le basi per qualcosa di duraturo e non si esaurisca con la vittoria episodica di un trofeo.

Un evento accaduto in almeno tre occasioni e con tre allenatori diversi negli ultimi anni: alle vittorie dello scudetto (più due Coppe Italia e tre Supercoppe) con Banchi nel 2014, Repesa nel 2016 e Pianigiani nel 2018 hanno fatto seguito stagioni deludenti, in cui la squadra non ha saputo fare il salto di qualità in Eurolega e ha inserito un’improbabile retromarcia in campionato abdicando con troppa arrendevolezza. Nessun top club che ambisce a giocare da protagonista in Europa può permettersi un andamento così schizofrenico, specie se di fronte ai problemi tirare una riga e ripartire da zero è spesso l’unica soluzione strategica.

Soprattutto per questo motivo il percorso della nuova Milano non potrà essere giudicato semplicemente dai risultati; sarà la sostenibilità di ciò che verrà costruito nel lungo periodo il vero strumento di misura. In attesa di capire quali giocatori faranno parte del roster (si parla con insistenza di Sergio Rodriguez, in uscita dal CSKA), l’impegno di Messina e del suo staff, insieme con la dirigenza, passerà dalla costruzione di un cultura di pallacanestro ad ampio raggio. Forse ciò che è veramente mancato negli ultimi anni, pieni di alti e bassi, all’Olimpia.

 

Appassionato di calcio e basket. Una laurea in Comunicazione Interculturale e un passato nella redazione di Sky Sport 24. Convinto che “se non hai niente da fare e sai scrivere, scrivere è la cosa più bella del mondo”.


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