Brasile-Perù. Obiettivo: Copa America.

Ci sono nazioni dove la vittoria della propria nazionale cambia la società. Stati pieni di contraddizioni e divisioni che trovano nel calcio la massima unione. Il Brasile è sicuramente uno di questi. Una delle nazionali più titolate al mondo che fa della vittoria una piacevole tradizione. La nazionale verde-oro si giocherà un’altra vittoria in una finale di Copa America. Stavolta il sapore è diverso perchè i brasiliani giocano in casa. Prima di alzare il trofeo, dovranno sconfiggere la sorpresa del torneo. Quel Perù che ci ha abituato, negli ultimi tempi a riscrivere la storia. La Blanquirroja  torna in finale dopo 44 anni e proverà a guastare la festa del Brasile.

Il Tabù

Nel periodo di maggior rilancio economico del Brasile, i sudamericani erano riusciti a guadagnarsi l’organizzazione di molti eventi sportivi: mondiali (con Confederations Cup annessa), Olimpiadi e Copa America (inizialmente prevista nel 2015 e poi spostata al 2019). Eventi che avrebbero permesso alla Seleção di costruire un ciclo leggendario di trionfi. La vittoria della Confederations Cup del 2013 aveva scacciato i fantasmi del Maracanazo e lanciato i verde-oro verso la sesta vittoria mondiale. Il disastro, però, avvenne l’anno successivo. Muller, Kloser, Kroos, Khedira e Schurrle sono stati i demoni che hanno umiliato il Brasile intero nella storica partita che tutti ricordano come il Mineirazo. La vendetta contro i tedeschi (seppur U-21) avvenne a Rio 2016 quando ai rigori riuscirono a conquistarsi il torneo olimpico. Ma il boccone amaro del 2014 brucia ancora nella “torcida” verdeoro che vuole vedere la propria nazionale portare a casa un torneo importante. La Copa America può essere il trofeo che può rilanciare il Brasile. I pronostici sono tutti dalla loro parte. Ma la Seleção sa bene che non si deve adagiare sugli allori troppo facilmente e deve vincere la partita con ferocia. La vittoria con gli eterni rivali argentini in semifinale gli ha portato fiducia. Ma la coppa è ancora tutta da conquistare. Perchè al Maracanà i risultati inaspettati non sono impossibili. E i brasiliani lo sanno molto più di altri.

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La storia

Passare come migliore terza e vincere il torneo? Impresa difficile ma non impossibile. Il Perù vuole provare a vincere un torneo dopo essere passata migliore terza. La Blanquirroja era capitata nella parte del tabellone che doveva essere dominata da Uruguay e Chile. Le ha battute entrambe. La nazionale di Cavani è stata sconfitta ai rigori ai quarti. Nella semifinale con i campioni in carica hanno dominato dall’inizio il match e hanno guadagnato la finale vincendo con un netto 3-0. Una cavalcata straordinaria che ha portato il Perù a giocare l’atto conclusivo della Copa America dopo 44 anni. La squadra capitanata da Guerrero (quarto per numero di presenze nella storia della Blanquirroja e simbolo di questa nazionale) ha la consapevolezza giusta per portare a casa un trofeo storico. Un titolo che andrebbe a coronare un ciclo che ha portato i Los Incas a partecipare al mondiale dopo 36 anni e il terzo posto nella Copa America 2015. Davanti a loro avranno gli stessi verde-oro che, lo scorso 22 giugno, nella partita valida per il gruppo A di questo torneo, li hanno travolti con 5 gol. I peruviani potranno restituire il favore alzando la coppa davanti alla Seleção. Un risultato che pare una montagna da scalare.

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In quella che sarà l’ultima partita della Copa America così come la conosciamo (l’anno prossimo debutterà un nuovo format che prevede che il torneo si giochi negli anni pari come gli europei), Brasile e Perù lotteranno con motivazioni e umori diversi ma per un unico obiettivo. Una coppa che stabilisce il primato in un continente tormentato e accecato dalla rivalità delle loro nazionali. Alle 22 di stasera (in diretta su DAZN) si scatenerà l’inferno. Toccherà a noi goderci lo spettacolo.

 

 

 

Ho 19 anni e sono uno studente con il sogno di diventare giornalista. Seguo il calcio, la Formula 1, la MotoGp e il tennis. Ho l’obiettivo di raccontare lo sport per come è: sudore, fatica, competizione e epica. Con un occhio anche a chi organizza lo sport e lo finanzia per farlo crescere.


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