Atletica

Sotto i riflettori del San Paolo: spiragli di luce per l’atletica alle Universiadi 2019

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Che l’atletica italiana negli ultimi anni abbia vissuto uno dei periodi più bui di sempre è un dato di fatto. Ma continuare a marciare sulla via del pessimismo è errato. Le Universiadi 2019 a Napoli hanno dimostrato come qualcosa stia cambiando nel giusto verso. Era da Roma 1975 che l’Italia non conquistava almeno quattro medaglie d’oro nella kermesse riservata agli studenti di tutti gli Atenei del mondo. Una spedizione, quella appena terminata, per peso specifico seconda solo a quella di Città del Messico 1979, quando vennero realizzati i primati di Pietro Mennea nei 200 m (a quel tempo anche record mondiale, ancora oggi imbattuto in Europa) e della staffetta 4×100 maschile. È vero, il livello agonistico delle Universiadi è nettamente inferiore rispetto a quello che ci viene offerto da altre competizioni internazionali, ma la nostra nazionale ha scovato nuovi volti su cui puntare per rinascere, magari già dai Mondiali a Doha in autunno.

ORO ROSA

Le uniche quattro medaglie della rassegna nel capoluogo campano sono tutte del metallo più pregiato. Ma ciò che incuriosisce maggiormente è come questo poker d’ori sia stato realizzato soltanto da atlete del “gentil sesso”. Daisy Osakue nel lancio del disco, Ayomide Folorunso nei 400 m ostacoliRoberta Bruni nel salto con l’asta Luminosa Bogliolo nei 100 m ostacoli. Sorprendente all’apparenza, ma non troppo. Anche due anni fa a Taipei infatti le italiane dell’atletica “prevalsero” sui connazionali uomini, conquistando quattro dei sei podi complessivi (due ori, un argento e un bronzo al femminile, un secondo ed un terzo posto al maschile).

A questo punto non c’è da sorprendersi nemmeno se vi dicessi che, generalizzando il discorso su tutte le discipline, dei 15 ori complessivi ben 2/3 siano stati ottenuti da donne, più uno proveniente dal trap mixed team di tiro a volo. Un trend simile venne già riscontrato alle Olimpiadi Invernali di PyeongChang 2018 (i titoli di Sofia Goggia, Arianna Fontana e Michela Moioli). L’Italia è sempre più rosa, il futuro sempre più roseo. Perché al di là della distinzione di genere, non dimentichiamoci che alle Universiadi 2019 gli azzurri hanno infranto il record di podi, complice anche l’atmosfera di casa.

Tornando però nello specifico, andiamo a scoprire le “fantastiche quattro” protagoniste dell’atletica alle Universiadi 2019…

 

DAISY OSAKUE

Gli ultimi 350 giorni di Daisy Osakue meriterebbero spazio tra le pagine di storia dello sport italiano. Nella notte tra il 29 e 30 luglio 2018 la discobola nata a Torino fu vittima di un’aggressione che rischiò seriamente di compromettere la propria carriera: la primatista italiana Under 23 fu colpita al volto da un uovo lanciato da tre ragazzi 19enni in auto. L’abrasione alla cornea dell’occhio sinistro mise in dubbio fino all’ultimo giorno la sua partecipazione agli Europei di Berlino. Ma la grande determinazione spinse Osakue non solo a recuperare in tempo dall’infortunio per tornare in pedana nella competizione continentale, ma addirittura qualificarsi per l’atto conclusivo e piazzarsi al quinto posto finale.

A quasi un anno di distanza la rivincita: oro e record personale (seconda italiana all-time) nel lancio del disco femminile, poi protagonista durante la cerimonia di chiusura nello stesso impianto in cui è salita sul gradino più alto del podio pochi giorni prima.

AYOMIDE FOLORUNSO

A Napoli con un solo obiettivo: difendere l’oro di Taipei 2017. Ayomide Folorunso non solo ha bissato il successo, ma ci è riuscita dominando dalle qualificazioni alla finale. Sbriciolato il record personale, il suo 54″75 significa seconda prestazione italiana di sempre e  crono mondiale stagionale. In proiezione l’atleta delle Fiamme Gialle ha serie possibilità di approdare all’atto conclusivo dei 400 m ostacoli ai prossimi Mondiali. A questo punto la 22enne studentessa di pediatria diventa elemento di primaria importanza nella 4×400 femminile, che dopo il terzo posto ai Mondiali di staffette a Yokohama la scorsa primavera, vorrà farci sognare in Qatar.

ROBERTA BRUNI

Delle quattro medaglie d’oro conquistate alle Universiadi, la meno attesa proviene dal salto con l’asta. Curioso come tra le due italiane in finale abbia vinto colei che aveva minore possibilità di mettersi al collo una medaglia. E lo capiscono anche i meno esperti quando, superata l’asticella dei 4,31 m al secondo tentativo (misura ancora abbordabile, raggiunta da otto atlete su dodici), il grido di gioia di Roberta Bruni fa eco in tutto il San Paolo.

Chissà cosa le sarà passato nella testa dal momento in cui la 25enne romana nota che dieci centimetri più su c’è stata una pesante selezione (ne fa le spese anche la connazionale Sonia Malavisi) e sono rimaste in due in gara: lei e la statunitense Rachel Marie Baxter. Forse quel 4,45 di cinque anni fa mai più raggiunto, cui seguì anche un periodo di depressione. Poi la possibilità di poter abbattere quel muro che fino a pochi secondi fa le sembrava invalicabile. E finalmente la carriera di una vecchia promessa giovanile (vinse un bronzo ai Mondiali juniores nel 2012) che prende una svolta, e che da domani ripartirà dal 4,46 appena maturato a Napoli.

LUMINOSA BOGLIOLO

Luminosa di nome e di fatto quando, dopo aver tagliato per prima la linea del traguardo dei 100 m ostacoli, si concede alle tradizionali interviste post gara. Studentessa di medicina veterinaria, ha appena dominato la finale, unica a scendere sotto i 13″, ed infiammato lo stadio. Nonostante l’eccezionale risultato ammette subito il lieve rammarico per non aver ritoccato il record personale (12″78) per un solo centesimo, dando la colpa ad una partenza non perfetta.

Nonostante un tempo di reazione alto ai blocchi, l’azzurra ha fermato il cronometro a soli 3 centesimi dal record italiano. A questo punto viene lecito chiedersi cosa dovremmo aspettarci dalla 24enne ligure nei prossimi mesi, considerato che in meno di trenta giorni ha abbassato il proprio limite di ben due decimi, e per entrare nella top-10 mondiale stagionale basterebbe migliorarsi di altri nove centesimi. Il biglietto per Doha è già stato staccato, sognare la finale è lecito.

“Tutti gli sport hanno pari dignità”. Così vive e condivide la propria passione un 20enne studente di Scienze della Comunicazione.

Qui su VS per portare contenuti originali, qualcosa di più rispetto a quello che pubblicano generalmente tutte le altre testate più famose.

Instagram: @lucamontanari_98

Twitter: @Luca_Monta_

Luca Montanari
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