File photo dated 06-05-2018 of General view of the Premier League trophy
Calcio

Welcome back Premier League! Panoramica sul campionato più affascinante al mondo.

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Let’s go, si parte! La stagione del calcio inglese è pronta a debuttare in maniera totale. Il classico appuntamento della prima domenica di agosto ha acceso i semafori del football made in England con il Community Shield vinto dal Manchester City ai calci di rigore sul Liverpool. Venerdì 9 agosto l’anticipo proprio tra i Campioni d’Europa e il neopromosso Norwich City farà scattare la corsa verso la conquista della prossima Premier League.

Il 2019/20 ha aperto i battenti così come erano stati chiusi per ferie a maggio: con un altro trionfo della macchina perfetta guidata da Pep Guardiola. I Citizens restano senza dubbio i favoriti numeri uno a ribadire la loro supremazia in patria. Di fronte però ci sarà un Liverpool che, forte del titolo europeo conquistato, tenterà a tutti i costi di superare l’amarezza del secondo posto dell’anno scorso raggiunto con il record di 97 punti, risultati sorprendentemente insufficienti. Il terzo incomodo potrebbe coincidere con il Tottenham vice Campione d’Europa, abile a mantenere intatta e ad arricchire ulteriormente la vettura a disposizione di Mauricio Pochettino.

Con una corsa al titolo più serrata rispetto al solito, le prime sei posizioni non sembrano in discussione, almeno inizialmente, nonostante un gruppo ristretto di potenziali sorprese siano pronte ad approfittare della caduta (difficile) di almeno una big. Come sempre il calciomercato, concluso nella serata di ieri, ha aggiunto o sottratto certezze a molti club.

Una corona per due.

La battaglia per il trono conclusa solamente all’ultima giornata lascia inevitabilmente il destino nelle mani, o meglio nei piedi, di City e Liverpool. Come scritto in precedenza, la creatura forgiata da Guardiola parte con i favori dei pronostici alla ricerca del terzo titolo consecutivo: automatismi al limite della perfezione con l’aggiunta di un paio di nuovi componenti come Rodri, arrivato per circa 80 milioni di sterline dall’Atletico Madrid, e il terzino Joao Cancelo. L’addio dopo 11 anni del capitano Vincent Kompany lascia un vuoto in termini di leadership e di esperienza. La rosa ultra competitiva a disposizione dell’allenatore spagnolo permetterà ai campioni in carica di tentare anche l’assalto definitivo alla Champions League. Quest’ultima detenuta dagli uomini di Jurgen Klopp che come obiettivo primario avranno il compito di laurearsi sovrani di Inghilterra dopo quasi trent’anni dall’ultima volta; approfittando magari della distrazione avversaria nella campagna europea. Il mercato non ha sottratto ma neanche regalato soluzioni aggiuntive ai Reds, comunque in possesso di un roster stellare.

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Pep Guardiola e Jurgen Klopp, i due top manager del momento pronti a sfidarsi per la conquista della Premier. ©ManCity e ©LFC, Twitter

Rotta europea.

Il Tottenham di Pochettino si è confermato su livelli altissimi culminati con la finale di Champions che, sul finire della scorsa stagione, ha inciso su gran parte delle energie psico-fisiche; difficile in questo senso immaginare un remake di quanto accaduto. Per tale motivo gli Spurs potrebbero ritrovarsi in primavera con la possibilità di inserirsi prepotentemente per la vittoria del titolo, ma prima di tutto occorrerà guardarsi le spalle. La rosa a disposizione del tecnico argentino è stata ampliata, a discapito della cessione di Trippier. Gli acquisti di Ndombele dal Lione e soprattutto di Giovani Lo Celso potrebbero infatti aver colmato il gap con le altre in mezzo al campo. Con lo spauracchio dell’addio di Eriksen ancora concretamente possibile. L’investimento per il versatile diciannovenne Ryan Sessegnon dovrebbe rivelarsi azzeccato: potenzialmente uno dei migliori esterni mancini nel panorama europeo per il prossimo decennio.

Restando nel nord di Londra troviamo l’Arsenal, reduce dall’anno zero dalla monarchia Wenger durata 22 anni. Unay Emery può finalmente intingere il proprio pennello in una tavolozza ricca di colori primari e di molte sfumature capaci di arricchire un dipinto già abbastanza delineato. La filosofia di calcio dell’allenatore spagnolo è pronta ad assumere una forma concreta: il faraonico assegno staccato per Pepè, divenuto l’acquisto più caro nella storia del club, rappresenta un evidente segnale di ambizione, correlato al prestito del talentuoso Dani Ceballos, alla ricerca della definitiva consacrazione. Chi invece ha abbandonato la nave dopo diverse stagioni è capitan Koscielny, di ritorno in terra francese, brillantemente sostituito dal regista difensivo David Luiz. L’arrivo in extremis dello scozzese Kieran Tierney, autentica freccia della fascia sinistra, garantirà ulteriore imprevedibilità e spinta abbinate alla controparte Bellerin sulla destra. L’approdo in Champions non è più un miraggio.

Il Chelsea si presenta ai nastri di partenza da vincitore dell’ultima Europa League, ma in una situazione che definire emblematica non renderebbe a pieno l’idea. Il mercato bloccato potrebbe infatti risultare un macigno sugli obiettivi di grandezza dei Blues, soprattutto in seguito alla cessione di Eden Hazard, sostituito preventivamente con l’annuncio di Pulisic a gennaio: la giovane stella statunitense rischia di confrontarsi con una responsabilità al momento sproporzionata nelle vesti di erede del fuoriclasse belga. La novità più consistente è il ritorno a casa di Frank Lampard nel ruolo di allenatore: la freschezza delle sue idee e di alcuni giovani dell’Academy su cui punterà dovranno andare di pari passo con la prima esperienza da manager nella massima serie.

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Frank Lampard incita i Blues durante il test pre-season con il Salisburgo. ©ChelseaFC, Twitter

Infine il club più vincente d’Inghilterra: il Manchester United. I Red Devils non hanno ancora incredibilmente iniziato dal punto di vista dei risultati e della continuità il nuovo capitolo post Ferguson. Si riparte da Ole Gunnar Solskjaer, uno dei fedelissimi di Sir Alex da giocatore. La campagna acquisti è risultata consistente data l’importante spesa, ma allo stesso tempo enigmatica: in difesa sono arrivati il giovane terzino Wan-Bissaka e soprattutto il difensore centrale più costosto della storia, Harry Maguire per un totale di quasi 150 milioni complessivi. Al termine di una lunga ed estenuante trattativa, Romelo Lukaku si è trasferito all’Inter presso la corte del suo grande estimatore Antonio Conte. Chi invece è rimasto nonostante il forte desiderio di emigrare verso altre destinazioni è Paul Pogba, vera e propria incognita sotto il profilo mentale, da leggersi in quanto impegno e professionalità nei confronti della causa United.

La prima degli umani.

Il Wolverhampton ha rappresentato una piacevole sorpresa al ritorno in Premier con un’inattesa qualificazione ai preliminari di Europa League. Nuno Espirito Santo, tecnico di cui si parla sempre troppo poco, potrà contare sul consolidamento dell’ossatura principale: da Rui Patricio passando per Ruben Neves e Joao Moutinho, arrivando al messicano Jimenez. Il mercato ha portato giocatori giovani e di talento pronti a mettersi in mostra in una vetrina importante: Cutrone e Vallejo ad esempio simboleggiano molto più che semplici scommesse in relazione alla loro già ottima esperienza.

La sponda blu del fiume Merseyside dovrà far leva sull’orgoglio per ritagliarsi uno spazio importante sotto l’ombra dei cugini in maglia rossa. L’Everton riparte dal brillante Marco Silva in panchina, dagli arrivi dell’esperto e polivalente Fabian Delph, dall’esplosiva gioventù di Moise Kean abbinata a quella dell’ex Gunners Alex Iwobi e dal mediano Gbamin, che avrà l’arduo compito di sostituire Gueye partito in direzione Parigi.

Dopo anni di spese pazze e infruttuose, il West Ham sembra aver cambiato registro in sede di trattative con acquisti mirati e funzionali al progetto tattico di Pellegrini. Pablo Fornals raffigura l’identikit perfetto del centrocampista moderno e la sensazione è che la cifra irrisoria di 28 millioni sborsata al Villarreal potrebbe rivelarsi un’incredibile opportunità non sfruttata da diversi club. Il punto di riferimento offensivo di nome Arnautovic ha ceduto al profumo del denaro cinese; gli Hammers per rimpiazzarlo hanno virato con forza su Sebastien Haller, autore di una grande stagione con l’Eintracht Francoforte con cui ha messo a segno 20 gol in 39 presenze.

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Lo spagnolo Pablo Fornals nel suo primo scatto in maglia West Ham. ©premierleague, Twitter

Lo storico exploit del 2016, culminato con il meraviglioso titolo conquistato, non ha ridimensionato le pretese europee del Leicester City. Nonostante la vendita record di Maguire, le Foxes si affacciano al campionato con moderata sicurezza dettata dalla conferma di Brendan Rodgers come tecnico e dall’aggiunta di Ayoze Perez in attacco al fianco di Jamie Vardy. Le geometrie dell’ex Sampdoria Dennis Praet daranno nuova verba alla mediana, completata dal connazionale Tielemans. Insomma senza le pressioni gravanti su alcune rivali, gli ex campioni potrebbero dire la loro.

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Dennis Praet e Youri Tielemans immortalati insieme ai tempi dell’Anderlecht. ©LCFC, Twitter

Il Watford si ripresenta con alle spalle la miglior stagione della storia recente, conclusa con la finale di FA Cup persa con un risultato tennistico nei confronti del City. Javi Gracia, in un mercato apparentemente bloccato, nelle ultime ore ha ottenuto i giusti rinforzi: lo svincolato Danny Welbeck che potrebbe aver trovato la realtà adatta in cui esprimersi e il talentuoso esterno Ismaila Sarr dal Rennes, completando così un frizzante tridente con il già presente Deulofeu. Riconfermarsi per gli Hornets sarà complicato, ma le premesse per stupire ancora dovrebbero esserci.

L’attesa in purgatorio.

Il Crystal Palace rientra nelle cerchia ristretta di squadre che dovranno principalmente salvarsi in anticipo puntando solo successivamente a migliorare la propria classifica. Le Eagles ripartono dall’esperto Roy Hodgson sempre più vicino a porre la parola fine sulla sua carriera manageriale. Il colpo dell’estate è la permanenza di Wilfried Zaha su cui sono appese gran parte delle speranze dei compagni, che potranno fare ulteriore affidamento sull’infinita esperienza di Gary Cahill nelle retrovie.

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La stella ivoriana Wilfried Zaha. ©wilfriedzaha, Twitter

Al terzo anno consecutivo in Premier League si apre un nuovo capitolo per il Newcastle orfano di Rafa Benitez e rimpiazzato da Steve Bruce. Le grandi manovre in fase di calciomercato hanno riguardato soprattutto il reparto avanzato; ceduti Rondon e Perez, i Magpies puntano su Joelington prelevato dall’Hoffenheim con una consistente somma, sull’estrosa ala francese Allan Saint-Maximin e sul romantico ritorno a St. James Park di Andy Carroll.

Nella zona costiera del Dorset, il Bournemouth è pronto a togliersi ulteriori soddisfazioni alla quinta stagione consecutiva in prima divisione. Il giovanissimo mister Eddie Howe è sorprendentemente rimasto nonostante quanto di eccellente svolto nella sua fin qui breve carriera. Il colpo in entrata è Arnaut Danjuma, esterno olandese classe ’97 che metterà al servizio delle Cherries la sua rapidità abbinata alla discreta tecnica di base.

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Mister Eddie Howe impegnato in una seduta di allenamento. ©afcbournemouth, Twitter

In seguito alla doppia annata ricca di complicazioni e dall’inquietante presenza dello spettro retrocessione, il Southampton ha l’obbligo morale nei confronti dello splendido pubblico del St. Mary Stadium di incamminarsi su un sentiero meno tortuoso dei precedenti. Hasenhüttl, uno dei principali artefici della realtà Lipsia, potrà lavorare fin da subito con le risorse a disposizione dopo una buona seconda parte di stagione.

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Uno splendido scorcio del St. Mary Stadium, casa dei Saints. ©SquawkaNews, Twitter

Pr-exit.

Il Burnley dopo la sorprendente prodezza del settimo posto nel 2017/18 ha inevitabilmente fatto ritorno nella parte destra del tabellone. La truppa agli ordini del generale Sean Dyche punterà decisamente sul fattore età che la rende la più “anziana” dell’intero torneo, con una media di 28,8 anni. Una lama che potrebbe rivelarsi a doppio taglio data la scarsa qualità in rosa, quest’ultima migliorata con la firma dell’equilibratore Danny Drinkwater.

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L’allenatore Sean Dyche in conferenza stampa. ©BurnleyOfficial, Twitter

Reduce dalla seconda salvezza consecutiva, il Brighton & Hove Albion si affaccia al nuovo campionato con la novità Graham Potter in panchina che tenterà di compiere una magia, prendendo spunto dall’omonimo personaggio ideato da J. K. Rowling, così da far volare verso la salvezza i Seagulls.

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Il centrocampista australiano Aaron Mooy, prelevato dal retrocesso Huddersfield nelle ultime ore di mercato. ©OfficialBHAFC, Twitter

Tra i club più iconici e vincenti del panorama calcistico britannico, l’Aston Villa, che trova nel Principe Williams l’illustre tifoso per eccellenza, si riaffaccia in Premier League a distanza di quattro anni in maniera scoppiettante: spendendo 150 milioni in campagna acquisti tra cui spunta il brasiliano Wesley, ex Club Brugge. Il pericoloso precedente del Fulham in termini di investimenti rapportati ai risultati, dovrebbe suggerire ai Villans un approccio ben diverso.

Simultaneamente anche il Norwich City rivede la prima divisione in seguito all’inaspettato cammino in Championship sotto la guida di Daniel Farke. Il manager tedesco si è dimostrato un vero e proprio condottiero capace di abbinare una piacevole idea di calcio alla tenacia, sulle orme del maestro Klopp, con cui condivide un passato al Borussia Dortmund. In campo i Canaries si affideranno al bomber finlandese Pukki, autore di 28 centri nella scorsa stagione; dal calciomercato sono invece arrivati il centravanti svizzero Drmic e l’esperto portiere Fahrmann.

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Il tedesco Daniel Farke festeggia la promozione in Premier League ottenuta lo scorso maggio. ©NorwichCityFC, Twitter

Concludiamo con il piacevole ritorno dello Shieffield United dopo un tortuoso viaggio di 12 anni. Il figliol prodigo Phil Jagielka indosserà nuovamente la casacca biancorossa. L’ex capitano dell’Everton porterà in dote un bagaglio di esperienza davvero invidiabile dall’alto delle sue 360 partite in Premier. Ciò nonostante, i The Blades rappresentano la prima candidata alla retrocessione.

 

 

Giorgio Dolci

1 Comment

  1. Un buon articolo.

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