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L’InterViSta – in vasca con Giulia Terzi

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Si sono da poco conclusi i mondiali di nuoto paralimpico, in scena all’Aquatics Centre di Londra. L’Italia ha dominato il medagliere con 50 medaglie, 20 ori, 18 argenti e 12 bronzi. L’ospite di questa puntata de “L’InterViSta” è Giulia Terzi che da esordiente ha conquistato la medaglia di bronzo nei 50 delfino e nei 100 stile libero categoria S7 e l’argento nella staffetta mista 4×50, oltre ad un sesto posto nella finale dei 50 stile libero.

Innanzitutto grazie per accettato il nostro invito e complimenti per le medaglie conquistate ai recenti mondiali. Descrivici le emozioni che hai vissuto.

Grazie a voi. Sicuramente c’è un grande insieme di emozioni che mi porterò dentro sempre. La prima volta che sono entrata all’Aquatics Centre mi è mancata l’aria, è stata un’emozione fortissima. Durante le gare poi c’era un misto di adrenalina e voglia di fare ma c’era anche un po’ di paura, soprattutto alla mia prima finale, i 50 delfino!

Quali sono i tuoi obiettivi per la prossima stagione? Impossibile non parlare di Tokyo 2020… 

Il pensiero a Tokyo c’è, ma bisogna fare un passo alla volta. Adesso un po’ di riposo, poi riprenderanno gli allenamenti e si lavorerà giorno per giorno.. poi si vedrà cosa succede!

L’Italia ha ben figurato ai mondiali paralimpici. Come siamo messi a livello di sport paralimpico nel nostro Paese?

La squadra italiana è stata immensa, cinquanta medaglie e prima nel medagliere assoluto, direi un grande traguardo e per me è stato un onore essere entrata a far parte di questa nazionale. Lo sport paralimpico purtroppo oggi non è ancora molto conosciuto, io ad esempio l’ho scoperto per caso e so che come me molte altre persone. Ma so che, almeno nell’ambito natatorio, si sta facendo molta propaganda tra i giovani e credo sia una cosa bellissima. 

Il fatto che a quest’ultimo campionato del mondo l’Italia abbia raggiunto questo risultato è la somma che il lavoro che si sta facendo, anche a livello tecnico, è degno di nota. Reputo che ci siano tecnici all’altezza della situazione ed è bello vederli insegnare a chi vuole imparare. Io sono allenata da Massimiliano Tosin e da Micaela Biava e li reputo ottime persone oltre che buonissimi tecnici, sempre attenti all’atleta ma soprattutto alla persona.

Oltre al nuoto, sei laureata in scienze politiche e ora iscritta a giurisprudenza. La dimostrazione che sport e studio possono coesistere. Qual è la tua settimana tipo tra allenamenti e studio? Quali sono le difficoltà maggiori?

Sport e nuoto coesistono nonostante le difficoltà perché sono fermamente convinta che una persona debba costruirsi qualcosa fuori dallo sport per il proprio futuro. Non è facile, però se uno vuole raggiungere un obiettivo anche con le difficoltà riesce a raggiungere ciò che vuole.

Per la preparazione a Londra la giornata tipo era: sveglia alle 5.50, allenamenti dalle 7 alle 9, poi palestra. Tornavo a casa, mangiavo, mi riposavo e poi tornavo ancora a Milano per altre due ore di allenamento. Mi portavo avanti con lo studio durante il weekend e quando gli allenamenti della sera erano alle 19, prima di tornare in acqua.

Prima di passare al nuoto, praticavi ginnastica artistica. Segui altri sport?

Ho fatto ginnastica artistica per tantissimi anni, è uno sport che mi ha dato tanto e continuo a seguirlo. Oltre a quello mi piace rimanere informata sullo sport in generale anche se sicuramente quelli che seguo di più sono sicuramente il nuoto e la ginnastica.

In conclusione, hai questo spazio per lanciare un messaggio a chi ti legge. Massima libertà.

Penso che la vita alle volte possa prendere una piega diversa da come la si immagina, ma si deve sempre ripartire. Lo sport è uno stimolo ed è qualcosa di grande, ti riempie di soddisfazione e fa in modo che tutti i sacrifici siano ripagati. Quindi, nonostante la fatica e le delusioni che possono esserci, lo sport sarà sempre qualcosa di meraviglioso.

La redazione di Vita Sportiva ringrazia Giulia Terzi per la disponibilità e augura a lei e a tutta la squadra italiana di nuoto paralimpico di ripetere se non migliorare i successi ottenuti a Londra.

22 anni, studente di ingegneria informatica e pallavolista fin dall’età di 7 anni. Appassionato di sport e della competizione ad alto livello. In particolare F1, MotoGp, ciclismo e da qualche anno anche NFL.

Davide Bottarelli
22 anni, studente di ingegneria informatica e pallavolista fin dall'età di 7 anni. Appassionato di sport e della competizione ad alto livello. In particolare F1, MotoGp, ciclismo e da qualche anno anche NFL.

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