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Astri nascenti nell’Atletica: Larissa Iapichino. «Quant’è bella giovinezza…»

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Fiorentina di Borgo San Lorenzo, classe 2002, Larissa Iapichino sarà maggiorenne tra pochi giorni. Nelle categorie giovanili finora ha viaggiato su livelli d’eccellenza assoluta nel salto in lungo, lasciando immaginare scenari romanzeschi per la sua carriera da grande. Lo scorso anno ai Campionati Italiani Allievi di Agropoli volò a 6,64 metri, record nazionale under 18/under 20 e, soprattutto, miglior prestazione stagionale al mondo nella categoria, nonché misura che l’ha resa già la settima azzurra di sempre. Un mese più tardi, appena diciassettenne, ha conquistato l’oro agli Europei under 20 di Boras, in Svezia. Ma già un anno prima, non ancora sedicenne, ci eravamo improvvisamente accorti di lei. Mentre vinceva il titolo nazionale allievi 2018 saltando a 6,38 m, allora suo personale, sugli spalti dello stadio di Rieti sua madre impazziva di gioia.

 

© Atletica Italiana, Instagram

Larissa è figlia di Gianni Iapichino, astista e specialista delle discipline multiple dai risultati non indimenticabili, ma poi allenatore di grande successo della moglie, nonché mamma di Larissa. Parliamo di Fiona May. E qui basta il nome. Inglese di nascita e italiana per amore, l’abbiamo adorata perché era evidente a tutti quale passione le bruciasse dentro quando gareggiava e per la trasparenza con la quale si concedeva al pubblico.

Fiona May è stata una lunghista enorme, una donna vincente che dal 1994 al 2001 ha regalato all’atletica italiana un argento e un bronzo agli Europei, due ori, un argento e un bronzo mondiali e due argenti olimpici, ad Atlanta ‘96 e Sydney 2000. Otto anni consecutivi senza mai mancare l’appuntamento più importante della stagione, quello con le medaglie che contano.

Poi, nel 2002, è arrivata proprio Larissa, e chissà che non abbia regalato all’Italia diverse altre medaglie. Oggi Fiona è una mamma che trasmette alla figlia tutto ciò che di eccezionale ha da offrire. Ma, cosa più importante, fa la mamma e basta, il ruolo che ha scelto. Si emoziona, incita, sostiene, si lascia trasportare dall’euforia, empatizza con le difficoltà, quelle che lei conosce bene, ma non invade gli spazi altrui.

 

Larissa Iapichino ha respirato aria di grandezza fin dai primi vagiti. La mamma non le ha trasmesso soltanto una parte del suo prezioso patrimonio genetico, ma anche la voglia di fare della vita una sfida fantastica. Nonostante le proprie credenziali, i genitori hanno capito che non dovevano essere loro a seguirla dal punto di vista tecnico.

«La giusta distanza è quella tra tribuna e pista» dice Gianni Iapichino. Così ad allenarla sono Gianni Cecconi per il salto in lungo e Ilaria Ceccarelli per gli ostacoli, altra specialità esplorata da Larissa. Tutto il resto ce lo sta mettendo la ragazza, lavorando tanto, divertendosi, sognando e tenendo botta. C’è da ballare tra l’ambizione feroce e le tremende aspettative che proveranno a gettarle addosso, alla ricerca di un equilibrio che renda il viaggio che la aspetta un’esperienza che valga la pena vivere. Non è facile come credono quelli che guardano soltanto il risultato finale, senza pensare al percorso fatto.

 

© Atletica Italiana, Instagram

Proprio come la mamma, Larissa conquista anche per la spontaneità. Entrambe non riescono a nascondere del tutto la delusione che le divora quando le cose non vanno come vorrebbero. Ma non sono mai dome. Ai mondiali under 20 di Boras, subito dopo il salto che le è valso l’oro, Larissa ha iniziato a correre e saltare con le mani sul volto. Poi si è presentata ai microfoni genuina come può esserlo soltanto una teenager, senza sapere come esprimere l’enorme gioia che stava provando e finendo per parlare di scuola, sfoderando il suo splendido sorriso e l’accento toscano.

Da questa stagione, in una annata travagliata per il mondo, è alla prese anche con l’atletica dei grandi. È già arrivato un argento agli assoluti indoor di Ancona a febbraio, prima che tutto si fermasse. Sullo sfondo ci sono i Giochi Olimpici, un rinvio di un anno che soffia sulla fiamma della speranza di vedere Larissa in azzurro a Tokyo.

 

L’atletica leggera italiana è stata avvolta nelle tenebre negli ultimi anni, dopo tanto buio è normale rischiare di rimanere accecati anche dalla luce più flebile. Solo quando i nostri occhi si saranno di nuovo abituati al chiarore, capiremo se i giovani talenti azzurri che si stanno facendo largo si riveleranno un fuoco di paglia o un incendio indomabile.

Il futuro che attende Larissa Iapichino ha potenzialità illimitate. Nessuno è in grado di sapere quale di queste finirà per realizzarsi, ma a lei non manca nulla per dimostrarsi più forte delle difficoltà e delle pressioni che certamente incontrerà lungo il cammino. Per il resto ci sarà tempo. «Del doman non v’è certezza…» scrisse diversi secoli fa Lorenzo de’ Medici. Anche lui fiorentino, proprio come Larissa, seppe meritarsi l’appellativo “il Magnifico”. Che sia di buon auspicio.

Vincenzo Bruno
Laureato in Lingue e Letterature Moderne, nato a Palermo nel 1983, vive a Isola delle Femmine, piccola località costiera alle porte del capoluogo siciliano. Aspirante insegnante e appassionato di sport, letteratura e storie, nella sua pagina Instagram “Gente di Sport” alimenta l’amore per la scrittura facendovi convergere spesso le sue più grandi passioni. Due suoi racconti brevi, Notti Bianche e La Prima Volta, sono stati inseriti nella raccolta Pausa caffè: letteratura espressa, pubblicata da Prospero Editore nel 2016.

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