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Astri Nascenti nell’Atletica: Leonardo Fabbri, la speranza del getto del peso azzuro

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Il getto del peso è lontano dalla visibilità di cui godono altre discipline dell’atletica leggera, in quanto, a causa di esigenze televisive, è costretto ad occupare pochissimo spazio in termini di visibilità, all’interno dei principali meeting internazionali; tuttavia si tratta di una disciplina praticata da moltissimo tempo, che deriva dal lancio delle pietre dell’Antica Grecia. Con il passare degli anni, le tecniche di lancio si sono consolidate ed attualmente se ne utilizzano due: quella con traslocazione lineare e quella rotatoria.

Un buon esponente della seconda è proprio il ventitreenne Leonardo Fabbri, un gigante di 1,98 m per 110 kg di peso, che sta scrivendo la recente storia italiana della disciplina.

Il colosso, cresciuto nell’Atletica Firenze Marathon ed ora in forza all’Aeronautica Militare, ha già fatto parlare di sé numerose volte.

I PRIMI SUCCESSI

Classe 1997, è figlio di due sportivi: il padre è stato un discreto velocista e la madre una nuotatrice. Il primo titolo italiano lo ottiene nella categoria Cadetti (Under 16) nel 2012, per poi continuare una marcia inarrestabile che lo porterà a vincerne ben nove in tutte le categorie giovanili.

A livello assoluto, vanta tre ori ai Campionati Italiani indoor (2018,2019,2020) e uno outdoor (2019).

Il primo metallo prezioso in ambito internazionale è un argento, che arriva nel 2013, in occasione del Festival Olimpico della Gioventù Europea (EYOF) a Utrecht, dedicato agli Under 18.  Quattro anni dopo, a Jesolo, Leonardo vince la medaglia d’oro ai Giochi del Mediterraneo Under 23.

Fabbri a Doha 2019 @alteticaitaliana

Fabbri a Doha 2019.  Twitter ©alteticaitaliana

LA SVOLTA TECNICA E I 21 METRI

Nell’ottobre del 2018 decide di cambiare campo di allenamento: da Firenze, dov’è stato allenato e cresciuto da Franco Grossi, si trasferisce a Bologna, sotto la guida del ex pesista azzurro Paolo dal Soglio.

Questa svolta tecnica ha consentito all’aviere fiorentino di entrare di prepotenza tra i grandi della disciplina.

Il 2019 per lui rappresenta un’importante stagione: appena una settimana dopo un soddisfacente secondo posto ai Campionati Europei Under 23 di Gavle, in Svezia, ottiene la misura di 20.99 metri, in occasione del Meeting Brazzale di Vicenza, con cui si inserisce al terzo posto nelle liste all-time della specialità.

Sempre in questa stagione partecipa ai suoi primi Campionati Mondiali Assoluti, a Doha, dove con 20.75 metri, raggiunge la tredicesima posizione, la prima dei non ammessi in una finale che risulterà essere la più bella di sempre, con ben quattro atleti sopra i 22.50 metri.

La sfortunata gara in Qatar costituisce uno stimolo per il gigante tifoso della Fiorentina che, in Sudafrica, nel gennaio di quest’anno, supera per la prima volta la fettuccia dei 21 metri, tirando la “palla di cannone” da 7.260 kg a 21.32 metri. Con questo cannonata, supera il suo allenatore, Paolo Dal Soglio nella lista dei migliori lanci italiani di sempre, piazzandosi alle spalle solamente dei 22.91 metri di Alessandro Andrei, un vero e proprio mito della specialità, vincitore del titolo olimpico a Los Angeles ’84.

L’11 febbraio 2020 durante il meeting indoor di Stoccolma, Leonardo scaglia l’attrezzo a 21.59 metri, superando i 5 centimetri il record italiano al coperto proprio di Andrei.  Questo rappresenta il suo primato personale assoluto e lo proietta in una dimensione nuova, permettendogli di fissare il prossimo traguardo alla fettuccia dei 22 metri, superata per l’ultima volta più di 35 anni fa dall’unico italiano che sia mai riuscito a farlo, il già citato Alessandro Andrei.

(a seguire,il video del record italiano di Stoccolma)

 

Leonardo Fabbri ha a disposizione ancora un anno per potersi migliorare, prima di presentarsi a Tokyo 2021 con l’obiettivo di insidiare atleti come gli statunitensi Kovacs e Crouser, il nezolandese Walsh e il brasiliano Romani, che nella scorsa stagione, con cannonate ripetute oltre i 22 metri, hanno reso il getto del peso una delle discipline più “in fermento” nell’ultimo periodo. A proposito della gara a cinque cerchi ha riferito: “Sogno ma mi voglio anche emozionare e poi divertirmi”.

Leonardo contribuisce a ravvivare un settore, quello dei lanci, che da anni si presentava in difficoltà e che ultimamente sta producendo talenti di assoluto rispetto; in quest’ambito il pesista fiorentino rappresenta la punta di questo diamante.

Simone Girotti

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