Bar Sport VSMotomondialeMotori

Bar Sport VS – La MotoGP torna in pista con un occhio al mercato piloti

0

“Bar Sport VS” prova a riprodurre l’atmosfera di un gruppo di amici seduti ad un tavolino di un bar che si confrontano sui temi più caldi del momento. Ad ogni domanda rispondono più membri della nostra redazione, facendo così emergere i diversi punti di vista. Viene affiancato a questa rubrica l’omonimo programma che va in onda sul nostro canale YouTube.

A quattro mesi di distanza da quella che doveva essere la prima tappa della stagione 2020, da disputarsi in Qatar (dove corsero solo Moto2 e Moto3), la MotoGP è pronta per iniziare il suo campionato. Ci siamo perciò confrontati in una nuova puntata di “Bar Sport VS” rispondendo ad alcune domande sugli argomenti che tengono banco in vista della prima delle due gare sul circuito di Jerez de la Frontera.

Partiamo dalla domanda più banale. Marquez è sicuramente il favorito numero uno, ci sarà qualcuno in grado di batterlo?

Fabio Quartararo e Marc Marquez. @HousewivesF1, Twitter.

DAVIDE (@BottaDavide): Al netto di errori, distrazioni e infortuni, che sappiamo possono condizionare una stagione, non ci sono dubbi sul fatto che Marc Marquez sia il favorito e con un notevole margine sul secondo. La vera incognita è sul nome di questo famigerato secondo. L’esplosione di Fabio Quartararo durante il 2019 lo candida al ruolo di anti-Marquez, probabilmente l’unico in grado di tenergli testa e batterlo nel corso di un weekend di gara. La mancanza di esperienza e la pressione di dover soddisfare le aspettative potrebbero limitarlo lungo l’arco della stagione. Per questo motivo, penso che sarà Maverick Viñales a succedere ad Andrea Dovizioso come vicecampione del mondo. Quest’ultimo lo escluderei dalla lotta per due fattori: l’infortunio alla spalla, che in una stagione così compressa potrebbe costare caro in termini di punti e, soprattutto, la situazione difficile in casa Ducati, causata dalle sirene di mercato.

CAROLINA (@CarolinaCamata): Quest’anno, più che mai, Marc Marquez può essere considerato il favorito alla lotta per il titolo. La presenza del fratello Alex in Honda potrebbe sicuramente aiutare il 27enne di Cervera a riconfermarsi vincitore del mondiale piloti. Difficile, infatti, che il fratello minore, nel suo primo anno in MotoGP, possa dare del filo da torcere all’otto volte campione del mondo. Dunque si può ritenere che Marc Marquez sia non solo il pilota su cui la Honda sta puntando tutto, a giudicare anche dal rinnovo contrattuale fino al 2024, ma persino il probabile vincitore di questa inusuale stagione di motomondiale. Niente e nessuno sembra spaventare il pilota spagnolo che, nel corso delle ultime sette stagioni, è riuscito ad assicurarsi addirittura sei titoli, fermato nella sua corsa solamente nel 2015 dal connazionale Jorge Lorenzo, ritiratosi lo scorso anno.

MIRKO (@emmeg2700): Marquez è stato il favorito l’anno scorso, lo sarà anche quest’anno e lo resterà ancora per molto. Gli unici che possono provare a impensierirlo sono Dovizioso, Viñales, Quartararo e Rins, con questi ultimi due che hanno grandi margini di miglioramento. Capitolo Viñales: se si conferma sui livelli della seconda parte del mondiale scorso, a livello di concretezza, potrà senz’altro dire la sua. Chissà…

Durante il lockdown Ducati ha promosso Jack Miller nel team ufficiale per il 2021 al posto di Danilo Petrucci. Per il rinnovo di Dovizioso si va per le lunghe. Cosa ne pensi della gestione piloti da parte di Ducati? Ritieni che questa situazione abbia indebolito il team?

CAROLINA: Negli ultimi mesi il futuro di Dovizioso si è rivelato incerto e tortuoso e il rinnovo con Ducati appare lontano. Per il team di Borgo Panigale, iniziare il campionato con un Danilo Petrucci non confermato e un Dovizioso senza apparenti proposte di rinnovo in Ducati – e un incidente in motocross alle spalle – non è certamente semplice. Dovizioso come Vettel? Entrambi i piloti, nel corso delle ultime stagioni, non sono riusciti a raggiungere il titolo mondiale tanto agognato, strappatogli da una parte dallo spagnolo Marc Marquez e dall’altra dal britannico Lewis Hamilton. Nel caso in cui Dovizioso non riuscisse a concludere con il team di Bologna, non gli resterebbero molte alternative valide, come anche per il pilota tedesco di Formula 1. Analogie sportive a parte, la situazione interna del team Ducati non è buona e Dovizioso deve riuscire necessariamente a dare il tutto per tutto, specialmente nella prima parte della stagione, per assicurarsi il rinnovo o, perlomeno, un sedile in MotoGP per la prossima stagione.

MIRKO: La gestione piloti della Ducati lascia sempre a desiderare, come dimostra anche questa pre-season. Lasciarsi scappare uno tra Viñales e Quartararo è stato un errore, anche se si è mossa molto bene la Yamaha. L’errore è alla base, ovvero la perdita di Jorge Lorenzo, con la promozione di Petrucci. Il rinnovo di “Dovi” è soltanto l’ultimo tassello del puzzle. Andrea potrebbe essere sostituito dallo stesso spagnolo, che ritornerebbe alla corte della casa bolognese e alle corse, dopo un solo anno dal ritiro. Non so se il team potrà essere indebolito, ma il duo Jorge-Jack (Miller) potrebbe portare aria nuova a Borgo Panigale.

GIULIA (@thleosw): Chissà se capiremo mai cosa sia successo in casa Ducati questa primavera. Nelle ultime due-tre stagioni si era dimostrata uno dei pochi argini allo strapotere Honda, grazie ad una moto competitiva e ai piloti adatti a guidarla, ma in questi mesi sembra aver fatto decisi passi indietro. Sia per quanto riguarda l’incertezza sul rinnovo di Dovizioso, sia per non essersi tenuta stretta Petrucci, che aveva mostrato un buon feeling con la moto nella passata stagione. Forse i primi sintomi di cedimento erano già visibili in precedenza, nella frettolosa gestione di un pilota come Lorenzo, che è stato “tagliato” prima di poter dimostrare qualcosa con una moto difficile come la Ducati.

Honda retrocede Alex Marquez per il 2021 senza nemmeno vederlo in azione in questa stagione. Al suo posto Pol Espargaro. Scelta giusta?

MARCO (@MZoran83): Strane scelte quelle che stanno facendo in HRC. Sorprende che Alex Marquez sia stato già sostituito per il 2021 da Pol Espargaro. Il tutto dopo aver fatto solo i test di fine stagione scorsa, senza mai averlo visto in gara su una MotoGP, senza nemmeno aver fatto esperienza nella classe regina. Per Espargaro è l’occasione della vita, anche se tutti sappiamo le difficoltà di guida della Honda ufficiale. Una moto che solo Marc Marquez riesce a far rendere. Ma per Alex Marquez è una bocciatura preventiva. Bocciatura non meritata. Potrebbe essere comprensibile se venisse sostituito da un campione; tuttavia Espargaro è sì un ottimo pilota, con esperienza, però non è mai stato in un team di vertice, a lottare per le prime posizioni e per un mondiale. E chissà come sarà accolto da Marc Marquez, autentico leader in HRC, dopo che andrà lì a sostituire il fratello. È un rischio sia per Alex Marquez, che rischia di perdere fiducia nel momento del salto nella categoria maggiore, sia per la Honda. Se Alex Marquez farà risultati importanti nel 2020, sarà interessante capire che spiegazioni daranno gli uomini HRC per giustificare la sostituzione preventiva. Deve ancora partire il mondiale 2020 ma sarà curioso vedere i comportamenti di piloti che sanno già il loro percorso per il 2021. Riuscire a guidare concentrati, ben sapendo che, qualunque risultato arriverà, le decisioni sono già state prese, non deve essere facile. Dovrà essere bravo Alex Marquez a non perdere le motivazioni.

MIRKO: La Honda ha fatto il suo gioco ed ha vinto. Entrando nel dettaglio, Alex era una semplice pedina per il rinnovo di Marc, il quale ha rinnovato. Senza dubbio una bocciatura per il fratello minore, anche se una mossa inaspettata da parte del team giapponese. Finalmente Pol Espargaro avrà una moto ufficiale e competitiva, a condizione che sappia adattarsi, cosa non facile nell’era “post Pedrosa”. Scelta rischiosa, ma che potrebbe essere efficace.

DAVIDE: Se si guarda solamente all’ingaggio di Pol Espargaro non si può che applaudire alla scelta fatta da HRC. Già rivale di Marquez nelle categorie minori, dopo l’esperienza accumulata in questi anni è pronto a dimostrare il suo valore in un top team. Con Marc può dare vita ad una lotta, con qualche rischio per la serenità interna al team, ma che passerà in secondo piano se il più giovane dei fratelli Espargaro dovesse portare quei risultati che Honda gli chiede per non essere Marquez-dipendente.
A lasciare perplessi è l’operazione nel suo complesso, con il trattamento riservato ad Alex Marquez, un pilota che, seppur non in possesso di un talento così cristallino come quello di Marc, è pur sempre un due volte campione del mondo. Penso che un giudizio sulla scelta di Honda lo si possa dare solo nel 2021. Se Espargaro non dovesse lottare per le posizioni di vertice, allora, a prescindere dalle prestazioni di Alex Marquez, la decisione di sostituirlo potrà essere considerata negativamente.

Dopo l’addio a Honda ha firmato con Yamaha in qualità di tester e ora sembra in trattativa con Ducati. Jorge Lorenzo può ancora dire la sua in MotoGP?

Jorge Lorenzp a colloquio con Luigi Dall’Igna. @Paddock_GP, Twitter.

DAVIDE: Con tutto il rispetto per un campione del suo calibro, a mio parere Jorge Lorenzo non è più all’altezza di competere per vincere un mondiale. Non escludo che, nell’arco di una stagione, possano arrivare podi e qualche successo, ma gli infortuni degli ultimi due anni gli hanno tolto la determinazione e la forza di volontà che da sempre hanno contraddistinto il maiorchino. Senza i punti di forza che gli hanno permesso di colmare le differenze di talento puro con Rossi, Stoner e Marquez, vedo quindi difficile che possa tenere il ritmo della nuova generazione, in primis guardando al confronto con Jack Miller, ovvero il suo compagno di squadra in caso di firma con Ducati. Spero vivamente di essere smentito, ma mi auguro anche di non dovere assistere ad una desolante appendice della carriera di un pilota che non ha bisogno di ulteriori dimostrazioni per essere consacrato nell’olimpo dei più grandi di sempre.

GIULIA: L’anno scorso Lorenzo ha motivato il suo ritiro dicendo di non sentirsi più in condizioni di vincere, e in effetti veniva da una stagione particolarmente sfortunata. Anche nel corso delle stagioni precedenti era sembrato sulla via del declino, a causa di un feeling mai sbocciato con la Ducati (team e tifosi), con tanto di annuncio di mancato rinnovo molto in anticipo e mai messo in discussione. Per queste ragioni l’annuncio del suo ritiro mi era sembrato giusto, anche se un po’ frettoloso. Chissà se il ruolo da collaudatore per Yamaha, unito al lungo stop per la pandemia, ha contribuito a fargli capire che ha ancora qualcosa da dare alla MotoGP, per regalarci ancora un paio di stagioni ai livelli pre-2017.

MARCO: Un grande campione non può dimenticarsi da un momento all’altro come si guida una MotoGP. E Jorge Lorenzo appartiene alla categoria dei campioni. Ma per rendere al cento per cento bisogna essere a posto con la moto, con il fisico, ma sopratutto con la testa. Le ultime stagioni non sono state brillantissime: salvo rare eccezioni, è sempre stato lontano dai primi. Tantissime cadute, anche con ricadute fisiche pesanti, hanno minato la fiducia in se stesso e nella moto. Tuttavia, dopo lo stop deciso da lui stesso, sembra che il ritorno in Yamaha come tester lo abbia rinfrancato. E motivato a non lasciare dopo una stagione di infortuni e pessimi risultati. Ma queste sono le sue sensazioni da tester. Per di più in un team dove si trova a meraviglia. Le voci dicono che potrebbe tornare in Ducati, una moto che gli ha regalato alti e bassi, una moto difficile da guidare. Se tornerà solo per voglia di rivalsa, rischierà di avere pessimi risultati. Ma se tornerà convinto anche psicologicamente e in piena forma fisica, sarà un osso duro per tutti. Se tutto andrà a buon fine, riprenderà da dove aveva lasciato, con un Dall’Igna che per lui stravede e gli dà fiducia. E dopo tutto quello che è successo, mai come ora Lorenzo ha bisogno di una situazione così. Avere la fiducia del team. E lui è sicuramente in grado di ripagarla con i risultati. Perché, nonostante tutto, sono quelli che interessano ai team e ai piloti.

Non possiamo che chiudere con una domanda su Valentino Rossi. Firmerà con Petronas o appenderà il casco al chiodo? Quanto e come può aver influito questa pandemia sulla sua decisione?

Valentino Rossi al box Yamaha. @tempoweb, Twitter.

CAROLINA: Valentino Rossi è indubbiamente una leggenda della MotoGP, che ha profondamente segnato la storia degli sport motoristici. All’alba dei 41 anni è però arrivato per lui il momento di scendere dalla sella della sua Yamaha YZR-M1. Un contratto con Petronas, team con cui dovrebbe rimanere almeno fino al 2022, potrebbe essere la soluzione per un possibile finale di carriera, dandogli la possibilità di arrivare, chissà, a spegnere le 46 candeline a bordo della sua moto numero 46. D’altra parte, difficilmente il nove volte campione del mondo riuscirà a raggiungere il campione in carica Marc Marquez su una moto minore, nonostante l’enorme talento. Inoltre, a causa dell’età, non avrebbe la tenuta fisica per competere con il giovane e fresco spagnolo. Il Dottore sarà dunque presto costretto a prendere una decisione sul da farsi: varrà la pena continuare?

MARCO:  Non è ancora arrivata la firma sul contratto. Ma sembra solo che sia questione di dettagli. L’avventura per Valentino Rossi nel motomondiale – e su una MotoGP – dovrebbe continuare per altre due stagioni. Dopo una carriera su moto ufficiali, dovrà fare un passo indietro. Sempre Yamaha sarà, ma quella del team Petronas. Lasciare dopo un mondiale “strano”, a causa della pandemia Covid19 che ha modificato la normalità del campionato, non poteva essere la cosa più giusta da fare per un campione come Rossi. E il campione di Tavullia, infatti, una volta posta la firma in calce al contratto con Petronas, correrà fino a 43 anni. Altri due anni, più questo ancora da iniziare. Una grande passione che non gli fa passare la voglia di MotoGP. Anche in periodi non proprio vincenti. Lui ci mette sempre la voglia, il talento e la passione. Anche lo stop per la pandemia può aver aiutato nella decisione. Il lockdown può avergli fatto pensare che correre in moto è la cosa che ancora gli piace di più fare. Quindi, anche se l’età non è più giovanissima, e lui è il più “grande” dei piloti, la voglia di togliersi soddisfazioni non gli manca. Come rincorrere il decimo mondiale o il record di vittorie di Giacomo Agostini. Per ora dovrebbero essere solo due stagioni con Petronas. Tuttavia, se arrivassero risultati e soddisfazioni, chissà che il legame non si possa prolungare. Rossi ha bisogno delle moto, ma le moto e il motomondiale hanno bisogno di Valentino Rossi. E i record sono lì, fatti per essere battuti.

GIULIA: Una domanda che negli ultimi tempi ha assunto i contorni del giallo, tra annunci e smentite. Fino a pochi anni fa ero dell’idea che avrebbe continuato a correre finché non fosse riuscito a vincere il decimo titolo, o finché non avesse capito che non ci sarebbe mai riuscito. Le ultime stagioni sembrano escludere che possa tornare competitivo come un tempo, soprattutto in caso di firma con una scuderia “minore”. Secondo me non sarà tanto lo stop legato alla pandemia che influenzerà il futuro di Rossi, quanto la sua autentica passione per il motociclismo: finché si sentirà in grado di dire qualcosa in pista, e troverà qualcuno che gli consente di farlo, credo che lo vedremo in pista.
La speranza è che trovi una scuderia che gli faccia fare un “ultimo ballo” all’altezza, perché penso che, se dovesse interrompere qui la sua carriera, sarebbe un epilogo non commisurato alla grandezza di ciò che ha fatto vedere fino a pochissimi anni fa.

Hanno collaborato Davide Bottarelli, Carolina Camata, Marco Ferraris, Giulia Picciau e Mirko Guarducci.

La Redazione
Account redazionale Twitter: @vitasportivait Instagram: @vita.sportiva

Comments

La tua opinione è preziosa

Login/Sign up
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: