Calcio

Final Eight di Lisbona, il lato debole

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L’edizione della Champions League 2019/2020 si avvia alla fase conclusiva. Inutile ricordare che si tratta di un’edizione anomala e speriamo tutti irripetibile. Ci sarà una Final Eight a Lisbona dentro-fuori (partita unica), senza il contorno del pubblico, il quale auspichiamo torni già all’inizio della prossima stagione perché abbiamo capito che senza quella cornice non è assolutamente la stessa cosa.

Sulla validità dal punto di vista sportivo di questa formula potremmo discutere ore senza arrivare ad una convergenza di opinioni, ma la cosa certa è che si tratta di una formula che aumenta il coefficiente di imprevedibilità, e di conseguenza la probabilità di poter assistere a delle sorprese. Probabilità aumentata il 10 Luglio scorso grazie all’urna di Nyon che ha messo le grandi favorite della vigilia tutte nella stessa parte del tabellone e di conseguenza le possibili outsider nell’altra.

I risultati degli ottavi di finale rimanenti hanno completato l’elenco delle prime otto squadre d’Europa e, nel tabellone uscito da Nyon, nella parte sinistra abbiamo gli scontri tra Bayern e Barcellona e Manchester City e Lione con le vincenti di questi due accoppiamenti che si affronteranno in semifinale; di conseguenza, variante Lione permettendo, una finalista rispetterà il pronostico della vigilia.

Nella parte destra del tabellone invece gli accoppiamenti erano già fatti perché le caselle sono state occupate da squadre che erano riuscite in tempo a giocare entrambe le partite degli ottavi e qualificarsi prima che accadesse quello che oramai sappiamo: l’Atalanta affronterà il Paris Saint Germain e la vincente sfiderà in semifinale chi avrà la meglio tra RB Lipsia e Atletico  Madrid, con la diretta conseguenza che una tra queste quattro disputerà sicuramente la finale del 22 agosto, e comunque vada, in finale ci sarà una sorpresa.

Perché parliamo di sorpresa? Semplicemente perché nessuna delle quattro alla vigilia era pronosticata come possibile finalista, nessuna delle quattro ha mai vinto una Champions League, o Coppa dei Campioni per i nostalgici, e, se si esclude l’Atletico Madrid, nessuna delle quattro è mai arrivata in finale.

Quindi non vediamo l’ora di vedere gli scontri tra le corazzate del “lato forte” del tabellone ma sarà altrettanto suggestivo assistere alle battaglie tra le outsider del “lato debole” delle quali battaglie proviamo ad immaginare lo scenario.

Atalanta-Paris Saint Germain

Italiani alla prima partecipazione in assoluto, francesi che solo una volta nella storia hanno raggiunto la semifinale nell’oramai lontano 1995.

Entrambe le squadre dovranno affrontare assenze di rilievo: Ilicic e Gollini da una parte, Verratti, Di Maria e Mbappe dall’altra; inutile nascondere che i francesi partono favoriti avendo oggettivamente individualità di livello superiore, ma proprio la Dea ci insegna che l’organizzazione di gioco, unito ad una grinta con pochi eguali, potrebbero far sì che il gap tecnico presente sulla carta si annulli alla prova del campo. Paradossalmente però proprio una caratteristica del gioco dei nerazzurri di Bergamo, ovvero l’accettare, da parte dei suoi difensori, la marcatura a uomo in ogni zona del campo. Quest’ultima potrebbe trasformarsi in un’arma in più per i ragazzi di Tuchel: oramai vediamo sistematicamente uno della abituale difesa a tre atalantina salire a affrontare l’attaccante avversario appena questo riceve palla già nella propria metà campo; ciò significa che se l’attaccante in questione è abile e veloce nell’uno contro uno (vero che mancherà Mbappe ma non dimentichiamoci di un certo Neymar), il difensore corre il rischio di essere saltato e messo fuori causa con conseguente inferiorità numerica. Questo vuol dire che contro un attacco come quello francese potrebbe rivelarsi una sentenza.

Mbappe e Icardi: insieme a Sarabia comporranno il trio offensivo che aaffronterà l’Atalanta-m.calciomercato.com

Dalla sua l’Atalanta può sfruttare le fasce, dove probabilmente è addirittura superiore agli avversari che non dispongono proprio di fuoriclasse come esterni bassi. L’assenza di Mbappe e Di Maria potrebbero permettere a Gosens e Hateboer di essere un po’ più liberi da apprensioni difensive e cercare di partecipare ad incursioni laddove i parigini non sono propriamente inespugnabili.

Altra cosa, e non secondaria, a vantaggio dell’Atalanta potrebbe essere la consapevolezza che comunque vada sarà un successo. Potrà esprimere, libera da pressioni, quel potenziale tecnico e atletico che nessuno si può in ogni caso permettere di sottovalutare.

Giampiero Gasperini, l’artefice numero uno del miracolo Atalanta-gazzetta.it

RB Lipsia-Atletico Madrid

Spagnoli che oramai sono abbastanza abituati a questi livelli avendo nelle ultime sei edizioni raggiunto tre volte la semifinale e due volte la finale; tedeschi che si spartiscono con l’Atalanta il ruolo di sorpresa di questa edizione della Champions e sono alla loro prima volta tra le prime otto d’Europa.

Partita tra due squadre guidate da tecnici con filosofie di gioco decisamente contrapposte: Simeone negli anni ha attenuato molto il suo proverbiale difensivismo ma la sua squadra ama ancora principalmente aspettare gli avversari nella propria trequarti per poi ripartire. Il giovanissimo Nagelsmann da parte sua predilige imporre il proprio gioco in qualsiasi situazione e momento della partita, soprattutto contro qualsiasi avversario. Inutile nascondere che in gare ad eliminazione diretta come queste il cercare innanzitutto di non prenderle potrebbe rivelarsi, in teoria, più redditizio ed i Colchoneros negli ultimi anni ne sono stati la dimostrazione empirica. Essi hanno costruito su questa filosofia i loro successi e il loro navigare costantemente ai vertici in Spagna e in Europa, dimostrandosi una squadra costruita proprio per le competizioni da dentro o fuori.

Ce la faranno i biancorossi del Cholo a disputare la terza finale nelle ultime sette edizioni?-corrieredellosport.it

Quindi è scontato che i ragazzi di Simeone sono i naturali favoriti di questa sfida anche in virtù di valori tecnici comunque superiori, e poi, cosa da non trascurare, hanno eliminato i campioni in carica del Liverpool che sembravano di gran lunga i favoriti anche quest’anno.

Ma attenzione a considerare il Lipsia vittima designata: i tedeschi in Champions League avevano sempre subito gol nelle prime loro nove apparizioni, mentre nelle ultime cinque hanno terminato con il clean sheet tre volte, a dimostrazione di un miglioramento del loro punto debole, ovvero la fase difensiva. Un miglioramento che si è unito ad una già esistente ottima organizzazione di gioco propositivo, apparso nella sua interezza nella doppia sfida contro il Tottenham agli ottavi, dominata in lungo e in largo anche oltre il quattro a zero complessivo con il quale sono approdati a questa fase finale. Attenzione quindi ai ragazzi di Nagelsmann che giocano sempre con una sicurezza incredibile e creano sempre quantità impressionati di occasioni da gol. C’è però da registrare un campanello d’allarme in casa tedesca: di gol in questa Champions il Lipsia ne ha segnati 14 e di questi ben 8 sono opera di Werner e Sabitzer, con il primo che non ci sarà essendo passato sotto contratto con il Chelsea, mentre il secondo invece è in forte dubbio per la sfida di domani e questo potrebbe essere veramente un serio problema.

In conclusione l’arma del non aver niente da perdere che avrà l’Atalanta potranno sfruttarla anche i tedeschi orientali.

Julian Nagelsmann sta al Lipsia come Giampiero Gasperini all’Atalanta-Allinfo.space

Quindi non ci resta che goderci questa anomala fase finale del più importante torneo internazionale per club e magari da queste sette sfide il “lato debole” potrebbe diventare forte e forse è la cosa che sicuramente a molti non dispiacerebbe. Primo perché da quel lato c’è la nostra unica rappresentante, secondo perché veder vincere chi non lo ha mai fatto è sempre piacevole.

Stefano Baldini
Classe 1970, toscano di Capannoli, provincia di Pisa, laureato in lingue e letterature straniere a Pisa, alla tenera età di 38 anni ho sposato una torinese e mi sono trasferito a Torino. Ho fatto l'Arbitro, il calciatore e l'allenatore e da quando ho tre anni mangio pane e sport. Amo leggere, scrivere e discutere di sport. Il calcio è il mio sport principale ma adoro anche Basket, Tennis, Atletica, Nuoto e Volley.

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