F1

In Ungheria continua la delusione per la Ferrari, di chi è la colpa?

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Il Gran Premio d’Ungheria è stata l’ennesima delusione di questo inizio di stagione di Formula 1 della Ferrari. L’unico sussulto stagionale è stato il rocambolesco secondo posto di Charles Leclerc nel primo Gran Premio della stagione in Austria. Infatti, grazie alle 3 Safety Car e ai numerosi ritiri per problemi tecnici (al traguardo sono arrivate solo 11 vetture su 20), la Ferrari è andata a podio. Ma ciò non ha nascosto gli evidenti problemi che la Rossa ha mostrato durante il primo GP della stagione, con Vettel che ha concluso 10° ed ha incarnato l’emblema di tutti i mali della Ferrari. Al secondo Gran Premio, quello di Stiria, ecco che la frittata è servita: Leclerc prova un improbabile sorpasso alla curva 3 ai danni del compagno di squadra Vettel, mettendo fine alla gara di entrambi. Un attacco kamikaze che porta entrambe le Ferrari al ritiro, facendo svanire l’illusione del secondo posto nel primo GP della stagione.

Poi, il Gran Premio d’Ungheria di qualche giorno fa che mette definitivamente in luce tutti gli errori della monoposto targata Ferrari. Dopo delle qualifiche in parte positive, con Vettel 5° e Leclerc 6°, la gara della Rossa è un disastro su tutta la linea. Una strategia sbagliata in tema gomme penalizza Leclerc che chiude 11°, fuori dalla zona punti; Vettel arriva 6° dopo una gara in parte positiva. Insomma, il GP d’Ungheria ha confermato che i problemi in casa Ferrari sono tanti e che il 2° posto di Leclerc in Austria è stata pura fortuna. I piloti, durante l’ultima gara, sono apparsi rassegnati al proprio destino: una stagione all’insegna delle delusioni. Fatto sta che le Mercedes sono di un’altra categoria e la Ferrari non pensava di certo di poter competere, ma neanche di finire doppiata. Infatti, erano 12 anni che le due Rosse non finivano ad un giro dal vincitore: era il Gran Premio di Silverstone del 2008, sulle due monoposto c’erano Raikkonen, campione del mondo in carica, e Massa, che però lottò fino all’ultima gara per la conquista del titolo piloti.

Ora tutti in casa Ferrari sono in discussione e qualche testa salterà sicuramente. Mattia Binotto ha le sue colpe, la squadra di ingegneri, i meccanici, i piloti e tutto il resto della baracca, sono sotto la sua responsabilità. Ora bisogna salvare il salvabile, tutta la Rossa è chiamata ad una reazione d’orgoglio per mantenere alto l’onore di una scuderia che per anni ha dominato il panorama della Formula 1.

Niente illusioni, la risalita sarà lunga. La sosta prevista fino al 2 agosto, prima dei 3 GP di seguito (doppio Silverstone 2-9 agosto e Barcellona il 16), consentirà alla Ferrari di riordinare le idee. Ma, non potranno essere fatto miracoli. Il progetto sembra sbagliato alla base e sarà difficile rimediare e di certo non vedremo una Rossa pronta a competere per la vittoria nelle prossime gare. Intanto dei miglioramenti verranno fatti ed a Silverstone la Ferrari è chiamata alla riscossa con Vettel che dovrà dimostrare tutta la sua esperienza e con Leclerc che dovrà mettere in mostra tutto il suo talento.

Giovanni Frezzetti

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