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Joshua Cheptegei, il racconto di un record pazzesco

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“Le sorprese, come le sfortune, raramente vengono da sole” scriveva Charles Dickens in “Oliver Twist”, una tra le più celebri opere del più grande romanziere e critico sociale dell’era vittoriana. E chissà se l’atleta di cui stiamo per parlare abbia letto quel romanzo, essendo un vorace lettore e amante della letteratura, frequentando il corso “Lingue e Letteratura” alla Bugema University, uno dei più prestigiosi atenei in Uganda.

Ma torniamo alla citazione iniziale e al nostro protagonista che, come avrete intuito, è ugandese. Quanto successo alle 21 di Venerdì 14 Agosto sulla pista dello stadio Louis II di Monaco è una sorpresa incredibile ma, allo stesso tempo, un fatto ben premeditato dall’autore.

Meno di una settimana fa, nella prima tappa di un calendario della Diamond League, sconvolta dall’emergenza sanitaria, Joshua Cheptegei si è innalzato a protagonista assoluto dell’Herculis, il Meeting di Monaco. Dodici minuti, trentacinque secondi, trentasei centesimi (12’35″36) sono le cifre della sua impresa. È il tempo che Joshua ha impiegato per percorrere 5000m e che corrisponde alla miglior prestazione di sempre sulla distanza: nuovo record del mondo! Spazzato via di due secondi il precedente primato dell’etiope Kenenisa Bekele che resisteva da ben sedici anni. Mai il record del mondo dei 5000m è durato così a lungo! L’Uganda torna ad avere un primatista del mondo dopo quarantotto anni, ovvero dopo il record di John Akii Bua sui 400hs nel 1972.

Un primato, quello di Cheptegei, che assume ancora più valore quando si viene a sapere che il 23enne ugandese ha dovuto affrontare un viaggio odissiaco di ottanta ore per raggiungere il Principato di Monaco da Kapchorwa, la sua cittadina d’origine. Un viaggio interminabile con diverse soste nel percorso, per via dei disagi causati dal Coronavirus.

Agli occhi dei più, il record del mondo di Cheptegei è una sorpresa pazzesca. Guardando le sue prestazioni precedenti sui 5000m, quel 12’35″36 ha lasciato tutti a bocca aperta. Il primato personale di Joshua era di 12’57″41, corso un anno fa (28 Agosto 2019) nella finale della Diamond League a Zurigo. Quel tempo non rientrava nemmeno tra le duecento migliori prestazioni di sempre. Un progresso mai visto, quasi di mezzo minuto per lui che ha sempre preferito i 10.000m, di cui è campione del mondo dopo la vittoria a Doha 2019.

Ma, come abbiamo ricordato all’inizio, le sorprese raramente vengono da sole. Cheptegei ha chiuso il 2019 il 1 Dicembre facendo registrare il nuovo record del mondo dei 10km su strada a Valencia e ha aperto il 2020 il 16 Febbraio a Monaco con un altro record del mondo, stavolta sui 5km, sempre su strada. Da Febbraio Joshua non ha più gareggiato per cause ben note e così sono cambiate le sue ambizioni per il 2020, l’anno in cui sperava, come molti suoi colleghi, di conquistare una medaglia d’oro olimpica a Tokyo.

Perso il più grande obiettivo, il classe ’96 di Kapchorwa se ne è posti di nuovi. “Se non puoi vincere medaglie, l’unica cosa che puoi fare è cercare record mondiali. Beh, non per tutti, ma questo ragazzo può puntare a record del mondo” dice Jurrie van der Velden, il manager di Cheptegei. Egli aveva già programmato di correre i 5000m all’Herculis, originariamente previsto per il 10 Luglio.

Il piano di allenamenti di Cheptegei, nonostante il rinvio di Tokyo 2020, è rimasto sostanzialmente lo stesso. Il picco di forma è stato programmato per l’inizio di Agosto, solo che ora in quella data sarà all’Herculis anziché alle Olimpiadi. Così sei mesi prima del 14 Agosto, data del Meeting di Monaco, l’obiettivo del mezzofondista ugandese è migliorare il record del mondo dei 5000m sulla pista dello stadio Louis II. I numeri gli parlano contro, ma Joshua e il suo staff credono che il record sia ampiamente alla sua portata. “È nella migliore forma di sempre. Sappiamo che abbattere quel record è difficile perché è abituato a gareggiare su distanze maggiori, ma questo è il momento giusto per provarci” sostiene lo staff di Cheptegei.

Evidentemente è il momento giusto perché il calendario è vuoto: tutti i meeting sono stati cancellati e Joshua può concentrarsi sull’Herculis come finora su nessun’altra gara nella sua carriera. Addy Ruiter, il suo allenatore che divide il tempo tra l’Olanda e l’Uganda, ha scelto di rimanere a Kapchorwa durante la pandemia. La quarantena ha portato con sé un rinnovato senso di concentrazione: non c’era altro da fare che allenarsi. “Non sono sicuro che ci troveremo mai in una situazione in cui un allenatore sarà in grado di stare con Joshua per sei mesi e lavorare per un obiettivo preciso per così tanto tempo” dice van der Valden.“Con l’emergenza sanitaria tutti dovevano restare a casa, tutti dovevano rispettare quelle regole e questo li faceva riposare di più, concentrarsi più sulla corsa che su altre cose” prosegue ancora il manager, Già, perché il Coronavirus ci ha sottratto lo spettacolo delle Olimpiadi, ma per alcuni atleti come Cheptegei si è creata un’opportunità che altrimenti non sarebbe esistita quest’anno: allenarsi al meglio senza grandi aspettative.

“Credo che se ci sia un momento giusto per attaccare il record del mondo dei 5000m, è quest’anno. Ora o mai più” ha riferito Cheptegei in un’intervista per il sito web di NN Running Team. Dichiarazioni, per molti, di poco credito che sono finite nell’ombra. A credere realmente nel raggiungimento di quell’obiettivo c’erano solo Cheptegei e il suo staff.

E se le migliori vittorie arrivano dalle peggiori sconfitte, noi vogliamo pensare che ciò che ha alimentato la sua grandissima prestazione a Monaco è stato il fallimento ai Mondiali di Cross Country (corsa campestre) nel 2017, proprio nella sua Uganda. Nella 10km ha preso subito un vantaggio gigante, accendendo tutti i tifosi di casa. Ma, colpo di scena, ad un solo giro dalla fine, ha iniziato a rallentare vistosamente, barcollando. La stanchezza si era letteralmente impossessata di lui, tanto da sembrare ubriaco. Sì, ubriaco di fatica. Taglia il traguardo solo in trentesima posizione, tra lo stupore generale e suoi tifosi biasiti. Il video di quell’ultimo giro è diventato virale.

Dopo quella figuraccia, Joshua Cheptegei conquista la medaglia d’argento nei 10.000m ai Mondiali a Londra, arrendendosi solo al beniamino di casa Mo Farah. L’anno dopo, nel 2018, sulla stessa distanza, trionfa ai Giochi del Commonwealth. Nel 2019 torna ai Mondiali di corsa campestre, organizzati ad Aarhus in Danimarca, partecipando di nuovo alla 10km, ma stavolta non crolla nell’ultimo giro e regala all’Uganda il primo titolo mondiale in questa specialità. Pochi mesi dopo diventa campione del mondo dei 10.000m ai Mondiali a Doha e vince anche la finale dei 5000m della Diamond League a Zurigo.

Ora, con il nuovo strabiliante record mondiale dei 5000m, Joshua Cheptegei ha dato inizio ad una nuova era e noi ne siamo felici spettatori.

Marco D'Onorio
Fondatore di Vita Sportiva. Seguo tanti, troppi sport. Scrivo soprattutto di ciclismo, della regina, l'atletica, e delle discipline invernali. Stregato dalla magia della palla ovale. Lo Sport è un fatto culturale.

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