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L’interVISta – Il commento di Giordano Reale

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Ospite dell’interVISta ancora Giordano Reale, commentatore tecnico delle freccette per DAZN, seconda voce in aiuto al duo Dario Mastroianni e Roberto Marchesi. In primo piano i commenti post Mondiale, il discorso Premier League e Challengers, ed un occhio alla Q-School che è iniziata quest’oggi.

Partiamo dal bilancio mondiale: sorprese, delusioni, conferme

La sorpresa più grande resta la vittoria di Peter Wright. C’erano tanti nomi per la vittoria finale; su tutti van Gerwen e la sua riconferma che pareva alla portata, Price che doveva arrivare in fondo – e non c’è riuscito – Aspinall che rappresentava il giovane più interessante e quotato per sorprendere – dopo la vittoria su Anderson non si è giocato bene la sfida contro van Gerwen – ed alla fine ha vinto quello che ha giocato meglio durante tutto il mondiale. Non durante la stagione, non nell’ultimo periodo, bensì all’appuntamento più importante. È una sorpresa perché Wright è un giocatore a cui è mancato sempre qualcosa per imporsi con continuità, e pescare l’acuto qui è la conferma più grande che potesse trovare. Adesso può dire che – oltre ad essere il più eccentrico del circuito – è il giocatore più forte, almeno per un anno. van Gerwen, secondo me, non è riuscito a mettersi bene in ritmo. Ha giocato solo un match sopra i 100 – contro Bunting – e nonostante ciò nessuno è riuscito ad impensierirlo. In finale ha poi incontrato un Wright spettacolare che non ha fallito le doppie.

Un mondiale dove i giovani hanno detto la loro. Aspinall ha confermato il risultato dell’anno scorso, Humphries è arrivato in fondo, ottimi mondiali di Kurz e Barry. Possono imporsi nel 2020?

Assolutamente sì, io penso che siamo nel pieno di un ricambio generazionale annunciato da tempo. I giovani sono tanti, giocano benissimo, e tutte le federazioni delle nazioni più in voga – Olanda, Inghilterra, Scozia, Germania – stanno lavorando sodo per formare al meglio i talenti del futuro. Anche in Italia, tramite l’Italian Darts Academy, associata con l’accademia scozzese di Alan Soutar, membro della World Darts Federation, sta lavorando molto sui giovani e stanno venendo fuori tanti bei nomi. Davvero ottime impressioni da Kurz e Barry, Humphries ed Aspinall sono grandi giocatori. La sfrontatezza di Aspinall prima della semifinale non mi è piaciuta molto, in primis perché non ha dimostrato di saper battere van Gerwen, e poi perché l’olandese mostra sempre rispetto prima e dopo le partite.

Capitolo Premier League: ti piace la scelta di riconfermare i Challengers?

Non mi fa impazzire il format, ma la mancanza più importante riguarda le convocazioni fatte. Non chiamare, su tutti, Van den Bergh è uno sbaglio gravissimo, ancor di più dopo il mondiale che ha giocato e dopo aver attraversato e superato problemi di ansia. A parer mio, andavano lasciati a casa Clayton, Wattimena – che non ha nemmeno superato un turno al mondiale – ed anche O’Connor. Sugli altri sono d’accordo. Meritavano, oltre a Van den Bergh, anche nomi come White, Cullen, e Lewis. In alternativa si potevano chiamare più giovani. Però la PDC ha fatto una scelta di portafoglio, regalando l’idolo di casa ad ogni tappa, e qualcuno purtroppo c’ha rimesso.

Mentre i 9 fissi? Ti convincono? Durrant ed Aspinall i nuovi volti.

Mi sembrano ottimi, d’altronde erano i nomi che ci aspettavamo ed era giusto escludere giocatori come Whitlock e Wade. L’unico quesito me lo fa sorgere Durrant; nonostante sia un grandissimo giocatore – che può benissimo arrivare nei primi 4 – rimane poco televisivo, e in un contesto votato allo show come la Premier potrebbe ricevere alcuni fischi quando becca la giornata storta. Vedremo.

Capitolo Q School: quali sono i nomi più interessanti?

Intanto ti dico gli italiani, spero possano essere loro i protagonisti. Sono Turetta, Micheletti, Gogele, Medaina, Apollonio, Furlani, Marconi, Trutalli a tentare di prendere la Tour Card, facenti parte delle due federazioni italiane: FIGF e Fidart. Degli stranieri mi piace molto Nick Kenny, che ho avuto anche il piacere di conoscerlo all’Italian Grand Master; è un grande giocatore, molto educato e rispettoso in pedana e fuori.

Ringraziamo Giordano Reale e la redazione di DAZN per averci concesso l’intervista.

Simone Cappelli
Ascoli Piceno, Classe 98. Articolista  Appassionato di musica, sogno di scrivere un libro. Ora su @vitasportivait per parlare di freccette, e non solo.

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