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NBA Playoff 2019: Denver all’esame Spurs. Portland-OKC è la serie delle rivincite

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Proseguiamo il nostro viaggio verso i Playoff NBA con la presentazione e l’analisi di altre due serie molto interessanti nel tabellone della Western Conference.

 

DENVER NUGGETS (2) – SAN ANTONIO SPURS (7)

Il ritorno ai playoff dopo cinque anni mette di fronte ai Denver Nuggets la più grande macchina da postseason della storia NBA: i San Antonio Spurs. La squadra di Mike Malone (altro discepolo di Gregg Popovich giunto alla consacrazione personale) riassapora però le sensazioni della postseason in grande stile, forte del secondo posto nella Western Conference e di un record, 54 vittorie e 28 sconfitte, che aveva raggiunto vette così alte solo ai tempi di George Karl.

E proprio alle versioni dei Nuggets del passato assomiglia quella di oggi, specie nella metà campo offensiva dove predomina una forma di pallacanestro democratica (marchio di fabbrica dell’era Karl, quella con Gallinari per intenderci) in cui però sono molto più riconoscibili i contorni della stella di riferimento Nikola Jokic. Attorno al serbo si muove un gruppo di giocatori dal rendimento solido e poco appariscente, che ha reso Denver uno degli attacchi più armonici della Lega (27.4 assist a partita, dietro solo a Golden State) e finalmente presentabile sua la difesa (11a in NBA per punti subiti ogni 100 possessi, a quota 106.8).

 

Per strano che possa sembrare, gara-1 sarà già la partita chiave. Tra le mura amiche del Pepsi Center i Nuggets hanno vinto 34 partite su 41 in stagione: nessuno meglio di loro; vincere la prima partita della prima serie di playoff, in casa, per una squadra senza esperienza in questo periodo dell’anno è quasi imprescindibile per prendere il controllo della serie dal punto di vista emotivo prima ancora che tecnico.

Nessuno vorrebbe infatti ritrovarsi sotto contro quei volponi degli Spurs, che non spaventano come ai tempi di Duncan ma sono, teoricamente, l’avversario perfetto per confezionare la sorpresa del primo turno. Il bilancio delle quattro sfide andate in scena in regular season è di 2-2, con San Antonio a recitare alla perfezione il ruolo di Dottor Jekyll in Texas (vittorie 111-103 e 104-103) e Mister Hyde a Denver (sconfitte 102-99 e 113-85). La metamorfosi casa/trasferta è stato il tema che ha segnato la stagione all’ombra dell’Alamo, tanto è vero che la squadra di Popovich è l’unica tra le qualificate della Western Conference con un record negativo lontano dall’AT&T Center: 16 vinte e 25 perse.

 

Qui si gioca la serie degli Spurs, che hanno mandato in archivio un’annata ai minimi storici per rendimento in difesa (108.3 di rating difensivo, peggio pure di Lakers e Grizzlies) ma sempre capace di reinventarsi in attacco, il quarto per efficienza, seppur con interpreti lontani dai concetti della pallacanestro di oggi.

Pronostico: Denver-San Antonio 4-2

 

PORTLAND TRAIL BLAZERS (3) – OKLAHOMA CITY THUNDER (6)

Serie tra due delle più grandi delusioni dei playoff 2018. I Blazers, anche un anno fa terzi nella Western Conference, vennero spazzati via in quattro partite dai New Orleans Pelicans al primo turno rivelandosi molto più vulnerabili di quanto il piazzamento della stagione raccontava. I Thunder implosero contro gli Utah Jazz, divorati internamente dalle difficoltà di coesione del trio WestbrookGeorgeAnthony.

Un anno più tardi Portland si ritrova nuovamente terza forza a Ovest, un piazzamento figlio del record di 53 vittorie e 29 sconfitte, quattro delle quali arrivate proprio per mano dei Thunder: non un buon auspicio in vista della serie che parte domani. Gli scontri diretti in stagione regolare non sono mai una cartina tornasole fedele rispetto al potenziale delle squadre coinvolte, ma è certo che i Blazers avrebbero preferito di gran lunga evitare Westbrook e compagni già dall’inizio dei playoff.

Anche perché l’assenza di Jusuf Nurkic, fuori causa da marzo per un brutto infortunio alla gamba, a livello tattico spalanca le porte del pitturato alla fisicità di Steven Adams e a Westbrook stesso, libero di dar sfogo alle scorribande al ferro e sfruttare le lacune di Enes Kanter come protettore d’area. A dire il vero il turco si è comportato tutt’altro che male una volta arrivato in Oregon dai Knicks, e anche grazie a lui i Blazers hanno vinto 7 delle 9 gare giocate senza Nurkic, seppur solo due contro avversarie da playoff (Detroit e Denver).

Diverso sarà però vederlo all’opera in una serie, dove coaching staff e giocatori puntano a evidenziare i punti deboli (difensivi nel caso di Kanter) degli avversari in maniera scientifica. Lillard e McCollum, che col bosniaco avevano costruito un ottimo equilibrio fatto di presenza sotto canestro oltre che dalla media-lunga distanza, rischiano di dover vestire i panni dei supereroi e sobbarcarsi l’intero attacco.

 

Contro ci sarà una difesa pronta ad attenderli, la quarta della NBA per efficienza (104.7 punti ogni 100 possessi) anche se piuttosto ondivaga dopo la pausa per l’All-Star Game (12-13 il record di squadra). Un andamento che ha caratterizzato anche la stagione complessiva dei Thunder vien da dire, passati di settimana in settimana dall’essere i primi rivali di Golden State fino ad abitare l’ottavo posto nella conference. Piazzamento poi evitato solo grazie alle cinque vittorie consecutive che hanno chiuso la stagione.

Il destino di OKC è nelle mani di Paul George, il suo miglior giocatore come somma delle due metà campo e tornato ai livelli pre infortunio in maglia Indiana Pacers. Lui e Westbrook rischiano di essere veramente troppo per la difesa di Portland (solo 17a per efficienza) anche perché coach Billy Donovan è finalmente riuscito a contornare le due stelle di giocatori capaci di incidere su entrambi i lati del campo: Ferguson e Grant, ottimi in difesa e molto migliorati nel tiro da tre, oltre a Dennis Schroder dalla panchina.

 

A coach Terry Stotts non sarà però sfuggito un dato interessante: quando i suoi limitano gli attacchi in contropiede degli avversari al 12% o meno il record di Portland è nell’elite della Lega con 25-3. Al contrario, contro squadre che chiudono in transizione più del 16% dei loro possessi il rapporto vittorie/sconfitte crolla a 13-17. La serie si muoverà su questi binari: OKC è quarta infatti per percentuale di attacchi in contropiede (19% del totale) dai quali ricava 24.4 punti a partita e non indugerà ad alzare il ritmo con Westbrook a cavalcare le ondate offensive dopo il classico rimbalzo in difesa.

 

Sembra che Russ e Dame non si amino troppo…

 

Più che mai in questo caso il vantaggio del fattore campo potrebbe ridursi fino a scomparire del tutto. Come detto, i Thunder hanno vinto entrambe le partite giocate a Portland in stagione e – per quanto ogni anno faccia storia a sé – l’eco del primo turno 2018 (in cui i Pelicans portarono a casa gara-1 e gara-2 in trasferta) continua ad echeggiare tra le mura del Moda Center. Per evitare gli errori del passato serve il miglior Damian Lillard possibile, certamente diverso dal lontano parente crollato sotto la difesa di Jrue Holiday un anno fa.

Pronostico: Oklahoma City-Portland 4-2

 

Alessio Cattaneo
Appassionato di calcio e basket. Una laurea in Comunicazione Interculturale e un passato nella redazione di Sky Sport 24. Convinto che "se non hai niente da fare e sai scrivere, scrivere è la cosa più bella del mondo".

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