Calcio

Quattro brani trap che ci raccontano di Rafael Leão

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Non è un mistero: ognuno di noi, nel proprio pantheon sportivo, ha sicuramente qualche giocatore feticcio. Quel tipo di atleta che, a prescindere da caratura e risultati conseguiti, ci affascina per motivi che vanno oltre la nostra comprensione e che vorremmo sempre vedere giocare, non importa il momento o l’importanza della partita. Tra i molti feticci calcistici di cui spesso il sottoscritto cade vittima quello che spicca di più da un paio d’anni è senza ombra di dubbio Rafael Leão. Il giocatore in forza al Milan sta vivendo un innegabile periodo dorato – al netto dell’attuale pausa forzata – complici sicuramente un paio di assenze piuttosto pesanti nella rosa rossonera e trainato dal generale entusiasmo di cui la squadra dei diavoli risente ormai da più di 20 partite. Ma i più attenti si sono già accorti da tempo che, al netto di tutte le causali possibili, il talento di Leao è decisamente incontestabile.

Il fascino di una figura come quella del portoghese non è riconducibile soltanto alle mere capacità calcistiche, almeno per chi scrive: Leão è un giocatore il cui immaginario rimanda più a una giovane star dell’NBA che a un calciatore della serie A. Endorsement al mondo fashion, musica hip hop e un body language riconducibile ai vari Hood Heroes sparsi per il mondo dello sport. Le sue storie su Instagram, il mezzo per eccellenza per comunicare con il pubblico negli ultimi anni, sono piene di riferimenti dettati dall’immaginario di artisti come Pop Smoke, Tory Lanez e molti altri appartenenti alla dimensione rap d’oltreoceano. Passione che lo ha portato anche a cimentarsi in questa musica in prima persona, eseguendo la strofa di apertura del brano Longe della BGang, dando ragguardevole prova delle skills al microfono. Anche l’immaginario del Milan attuale è quello perfetto per un giocatore come lui: dinamico, giovane e spregiudicato.

Ecco quindi quattro brani trap – passione che accomuna chi scrive e il soggetto dell’articolo – d’eccellenza con cui ripercorrere le tappe del percorso di Rafael Leão e inquadrare la sua figura attuale.

1) Lil Durk – They Forgot
     La rivolta dei tifosi allo Sporting Lisbona

Anche chi bazzica poco con questo genere musicale sa bene che l’appartenenza al proprio quartiere è uno dei capisaldi della narrativa di qualsiasi rapper: la lealtà e la fedeltà alle proprie origini e ai primi legami hanno una sacralità che non va mai infranta, pena la perdita della propria essenza. Il rapporto con il blocco, però, è spesso ambivalente: da un lato terra natìa nella quale spiegare le proprie ali, dall’altro trappola (termine non casuale) dove i pericoli sono sempre dietro l’angolo e verso il quale si sviluppa la necessità della fuga per non finire schiacciato da un destino che spesso ci vuole vinti.

Rafael Leão ha probabilmente sentito quest’urgenza nel giorno di maggio del 2018 che vide lo Sporting Lisbona testimone di una triste pagina della propria storia: un gruppo di tifosi irruppe nel centro sportivo per una “spedizione punitiva” causata dall’esclusione della squadra dalla seguente Champions League, maturata per via della sconfitta subita all’ultima giornata in casa del Maritimo. Questo gruppo di violenti sostenitori optò per la maniera peggiore per manifestare il proprio dissenso, ferendo nel corso dell’incursione Bas Dost, Acuña, Rui Patrício, William Carvalho e Battaglia. In seguito a questo episodio quasi tutti i giocatori, Leão compreso, decisero di sciogliere unilateralmente il contratto per evitare di incorrere nuovamente in una situazione simile. A fine stagione quindi il tabellino di Rafael recita una sola rete a fronte di tre presenze, ma la sicurezza di poter incidere nel calcio che conta lo porta ad accettare la corte di una forte reatà al di là dei confini nazionali.

2) Ninho – Comme Prevù
    Il mese sempre in gol al Lille

Comme Prevù – letteralmente “Come previsto” – è il folgorante esordio di Ninho, golden boy che nel giro di pochi anni ha saputo ergersi come realtà di punta del rap d’oltralpe. La consacrazione arriva dopo le prime prove sotto forma di mixtape negli anni ’10 e l’atteso album di debutto mantiene le ottime promesse avanzate in precedenza, finendo dritto alla prima posizione in classifica.

Anche qui era solo questione di tempo: Rafael trova terreno fertile nel Lille, squadra che gli permette di esprimere con maggior frequenza il proprio calcio alzando notevolmente il numero di presenze rispetto all’esperienza portoghese. La squadra è solida: Il 4-2-3-1 di Galtier vede Leão come punta con alle spalle Bamba e Pèpè come esterni e giocatori come Thiago Mendes in mediana. La squadra funziona e termina seconda alle spalle del solito PSG. In mezzo alla stagione c’è il picco della parentesi francese: nelle quattro partite dal 16 dicembre al 18 gennaio – Nimes, Toulouse, Caen, Amiens – va sempre in gol, contribuendo a un solido bottino di 9 punti in 4 partite che permettono alla squadra di restare ad alta quota. Uno di questi – quello maturato nella sconfitta con il Toulouse – è l’essenza della sua visione da centravanti: al 17′ Mendes recupera un pallone a centrocampo e lo passa in orizzontale a Thiago Maia il quale sventaglia verso Leão, che in quel momento si sta accentrando partendo dalla sinistra. I centrali del Toulouse sono troppo lenti e non riescono a impedire la ricezione di Rafael, che dopo uno stop tutt’altro che semplice fulmina con una diagonale Reynet: gioco nello spazio e istintività sono quindi le due coordinate su cui inizia a ergersi il gioco del diciannovenne.

3) Sfera Ebbasta – Cartine Cartier ft SCH
    Dalla Francia all’Italia

Nel 2016 Sfera, che proprio nel momento in cui questo articolo viene redatto sta polverizzando ogni record nostrano con Famo$o, è impegnato nella sua scalata verso la vetta del rap italiano, iniziata l’anno prima con l’esordio XDVR. Grazie all’entrata in Def Jam riesce a siglare due collaborazioni – Cartine Carter e Balenciaga – con SCH, rapper di punta transalpino, dando vita a una coppia di brani simbolo in primis delle sue mire internazionali e in secundis dello straordinario e tangibile inizio del viaggio che lo porterà nel primo avamposto della conquista europea, da Milano alla Francia.

Tre anni dopo il giovane Rafael esegue la rotta inversa. Le buone performance in maglia Lille convincono un Milan immerso nella consueta fase di ricostruzione e decostruzione a un cospicuo investimento sull’ala: 25 milioni più 10 di bonus. Leão atterra a Milano e la presentazione alla sede del club entra subito negli annali: invece che presentarsi con famiglia o fidanzata, la foto di rito con la nuova maglia mostra il nostro accompagnato da una versione riadattata dei Migos, tra borselli Gucci e maglie Vuitton. Nonostante la diffidenza di una certa frangia di tifosi rossoneri per l’evidente difficoltà del portoghese nell’essere un giocatore continuo, Rafael mette d’accordo tutti sul talento nelle giocate singole e una concreta capacità di spaccare le partite. Termina il campionato con 31 presenze e 6 gol, tra cui spicca sicuramente la folgorante rete nella rimonta contro la capolista Juventus per suggellare la partita che rende chiara a tutti la rinnovata pericolosità dei diavoli.

4) Chief Keef – They Know
    Doppietta allo Spezia e altre mirabolanti imprese

Se si parla di trap non si può in nessun modo escludere il nome del peso massimo dell’ultimo decennio, autore di una delle pietre miliari del genere e living legend di Chicago: Chief Keef. Nonostante negli ultimi anni il re della Windy City sia stato autore di pochi progetti veramente notabili, il triennio 2010 – 2013 ha davvero pochi eguali in termini di legacy artistica. Oltre al capolavoro Finally Rich Sosa si rese protagonista anche di diversi tape che ne consolidarono lo status di giovane promessa e nome impossibile da ignorare.

La stagione corrente comincia quindi con una simile certezza: tutti gli occhi sono puntati su Rafael Leão e sul suo ruolo nel progetto Milan, al netto delle già citate preoccupazioni per il difficile equilibrio tra talento e costanza. La concorrenza sicuramente folta (ll ruolo di prima punta in mano a Ibrahimović, la designazione di Rebić e Saelemaekers come titolari sulle fasce e in ultimo l’arrivo di Brahim Díaz) costringono il nostro a fare la spola tra ala sinistra e sostituto punta, senza la sicurezza del minutaggio effettivo.

Ma questo sicuramente non scoraggia il portoghese che nei primi due mesi di campionato ha già dato dimostrazione che può essere a tutti gli effetti l’arma in più: alla terza giornata di campionato Rafael sigla la sua prima doppietta in carriera nel complessivo 3-0 contro lo Spezia, la partita che permette al Milan di volare in testa alla classifica. Il 17 ottobre, nel Derby della Madonnina, serve l’assist per il 2-0 a Ibrahimović con uno splendido cross dopo aver battuto in velocità D’Ambrosio. Rimanendo in tema assist, il portoghese ne serve altri due contro la Roma arrivando a un totale di 3 nelle prime 5 giornate, superando il suo record stagionale (2 in maglia Lille).

Ma c’è spazio anche per l’esperienza oltre i confini nazionali: nella partita contro lo Sparta Praga del 29 ottobre mette a referto la sua prima rete europea, testimoniando il massimo momento di forma.

Sicuramente i tifosi rossoneri auspicano che questo momento di splendore non sia un caso isolato e che, al rientro dall’infortunio, Rafael Leão continui a giocare con questo piglio e questa capacità di capitalizzare le occasioni proposte da Pioli. Per chi scrive, che è solo un simpatizzante della squadra meneghina, quanto mostrato finora è sicuramente abbastanza per la costruzione di un piccolo altare.

Immagine in evidenza:  © Tutto Calcio News

Nicola Simonutti

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