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Ripartenza NBA: la lotta playoff della Western Conference

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Il momento è finalmente arrivato. Nella notte tra 30 e 31 luglio ripartirà la NBA. La lega cestistica americana si era fermata l’11 marzo a causa del Covid-19. Attualmente le squadre si trovano ad Orlando, più precisamente a Disney World, dove si giocheranno tutte le rimanenti partite stagionali, playoff inclusi.

Il primo match che andrà in scena è tra New Orleans Pelicans e Utah Jazz, squadre che appartengono alla Western Conference, dove imperversa una clamorosa lotta per l’ottavo posto, che garantisce l’ultimo posto ai playoff.

Attualmente, la posizione è ricoperta dai Memphis Grizzlies, autentica sorpresa ad Ovest e dell’intera lega. Nessuno poteva aspettarsi un simile rendimento, in una conference così complicata e competitiva. In particolare, la franchigia di Memphis ha potuto beneficiare dell’estro di Ja Morant, autentico trascinatore della truppa di Taylor Jenkins, oltre che dell’esplosione degli altri giovani talenti presenti nel roster: da Jaren Jackson Jr a Dillon Brooks, passando per Grayson Allen e la sorpresa Brandon Clarke, giustamente indicato come “steal of the draft“.

La sensazione è che la squadra di Jenkins sia arrivata già al suo limite. Difficilmente potrà contenere le rimonte delle avversarie, complice anche il possibile spareggio.

© Memphis Grizzlies – Twitter

A tre partite e mezzo di distanza si trova il trenino composto da Portland Trail Blazers, New Orleans Pelicans e Sacramento Kings.

Portland ha beneficiato della pausa causata dalla pandemia, poiché ha recuperato due elementi chiave, Zach Collins e Jusuf Nurkic. Contemporaneamente, tuttavia, Trevor Ariza, importante pedina difensiva dei Blazers, ha scelto di non prendere parte al finale di stagione; un’assenza che potrebbe pesare. Spetterà a “MeloAnthony, dimagrito e apparentemente in forma, occupare la posizione di 3. La squadra dell’Oregon è in rampa di lancio, con un Lillard sempre decisivo nei momenti cardine. Sarà ancora una volta “Dame Time“? Al campo la sentenza.

La pausa ha invece fermato la risalita dei Pelicans. Con uno Zion Williamson in più stavano recuperando ciò che era andato perso nella difficile prima parte di stagione, dove coach Gentry aveva drasticamente allargato la rotazioni, creando qualche confusione tra gli stessi giocatori. Il rientro della pick n.1 dello scorso draft è stato un toccasana per la franchigia di New Orleans, ma anche per Niccolò Melli. Il giocatore italiano ha infatti recuperato minuti di gioco, dopo una parte iniziale complicata, che lo aveva visto sedersi spesso in panchina (a volte senza nemmeno alzarsi). La prima metà ha comunque permesso di scoprire Brandon Ingram, finalmente decisivo dopo il periodo ai Lakers, candidato al MIP (Most Improved Player). Nella parte finale è anche uscito il talento di Lonzo Ball, in grado di registrare buoni numeri e trovare un giusto fit col prodotto di Duke.

I Pels ripartono con la consapevolezza di poter vincere tutte le partite. Tuttavia, Williamson potrebbe inizialmente soffrire a livello fisico, complice un’uscita dalla bolla, per motivi familiari, che lo ha costretto a passare quattro giorni chiuso in camera, senza possibilità di allenarsi e migliorare la propria forma.

© New Orleans Pelicans – Twitter

I Sacramento Kings sembrano la franchigia, tra quelle del trenino, con le minori possibilità e ambizioni di poter raggiungere i Grizzlies ed accedere allo spareggio playoff. Le motivazioni sono da ricercare in due direzioni. In primis, nei recenti infortuni, che si traducono in una scarsa forma fisica, necessaria per chi ha l’onere di vincerle tutte. In secondo luogo, l’allenatore Luke Walton sembra non essere riuscito a sfruttare il potenziale dei giocatori a propria disposizione. Il talento dei vari De’Aaron Fox, Bogdanovic e Hield potrebbe non essere sufficiente per agganciare lo spareggio, data la mancanza di continuità di prestazioni.

Le ultime due squadre a contendersi la postseason sono i Phoenix Suns e San Antonio Spurs. Entrambe nutrono poche speranze, sia matematiche che a livello di talento puro.

Per quanto riguarda gli Spurs, si tratta di una probabile passerella, utile a valutare e crescere i giovani, come dichiarato recentemente da Popovich. La squadra è a sole quattro partite dai Grizzlies: sono tante da recuperare in otto partite, ma non impossibili. L’assenza di Aldridge pesa tantissimo in casa texana, dove troviamo un Marco Belinelli alla ricerca di minuti utili per guadagnarsi un nuovo contratto nella lega. L’attenzione sarà tutta sui giovani: Lonnie Walker IV, Keldon Johnson e Dejounte Murray. Il peso della squadra e le responsabilità conseguenti spetteranno a DeMar DeRozan, che avrà il difficile compito di salvare la striscia positiva degli Spurs. Difficile scommettere contro Pop, ma questa volta sembra davvero difficile che ce la faccia.

Infine, i Suns hanno la possibilità di far provare al proprio giovane roster l’ebbrezza di giocare partite che hanno un peso, utile per un futuro prossimo. La franchigia dell’Arizona si giocherà comunque tutte le sue carte, basandosi sul playmaking e l’esperienza di Ricky Rubio, oltre che sul solito Devin Booker, trascinatore della squadra, e Deandre Ayton. L’assenza dell’ormai lungodegente Kelly Oubre Jr potrebbe pesare ulteriormente nella rimonta. Tuttavia, per colmare la distanza di sei partite da Memphis, servirebbe un autentico miracolo sportivo.

In conclusione, l’accesso all’ultimo posto playoff nella Western Conference vedrà probabilmente uno scontro tra Grizzlies e una tra Blazers e Pelicans, queste ultime le maggiori candidate per giocarsi lo spareggio. Con un occhio di riguardo per gli Spurs, squadra mai doma.

 

Mirko Guarducci
Mi piacciono gli sport di squadra: calcio, Nba e Nfl, con un occhio agli sport motoristici.

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