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Viaggio alla scoperta della pallavolo – Parte I: storia e regole di gioco

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“Every Sport Is My Sport” ribadisce che ogni disciplina sportiva deve essere trattata con pari qualità e dignità, riservando loro lo spazio che meritano. È un viaggio tra più discipline possibili di cui di volta in volta ci occuperemo, guidando anche chi non le conosce bene con presentazioni, approfondimenti e delucidazioni tecniche e regolamentari. Uno spazio in cui i lettori potranno esplorare con più attenzione realtà già conosciute e scoprirne di nuove.

Iniziamo, ora, un viaggio di tre puntate (qui trovate la seconda e la terza) alla scoperta della pallavolo, raccontando l’evoluzione del gioco, dalle origini fino ad oggi, attraverso la descrizione dei fondamentali, delle fasi di gioco che la caratterizzano e dei ruoli. Questa “miniserie” è rivolta principalmente a chi non conosce questo sport, con l’obiettivo di suscitare curiosità e interesse, per contribuire a diffondere quella che potremmo definire una cultura sportiva.
Questa prima puntata è dedicata alla storia della pallavolo e alle sue regole principali.

Storia ed evoluzione del gioco

L’invenzione della pallavolo risale al 1895 grazie a William Morgan, un insegnante di educazione fisica presso un college del Massachusetts. Il nome attuale fu però dato da Alfred Halstead che, un anno più tardi, cambiò l’originale “Mintonette” in “Volleyball” riuscendo anche a portare il nuovo sport in diversi college degli Stati Uniti.

In Europa, Italia compresa, arrivò durante la prima guerra mondiale tramite i militari americani che ci giocavano nelle loro basi.

Nel 1947 venne fondata la Fédération Internationale de Volleyball (FIVB) e venne ufficialmente approvato il primo regolamento internazionale al fine di uniformare le regole di gioco europee e quelle americane.

A dominare il panorama internazionale nei primi anni di diffusione furono le nazionali dell’est europa. Con l’ingresso della pallavolo ai Giochi Olimpici di Tokyo 1964, anche il Giappone divenne una potenza mondiale dando vita ad una rivalità – soprattutto in campo femminile – con l’Unione Sovietica, con la quale spartì diversi ori mondiali e olimpici.

Negli anni 70 e 80 la pallavolo si diffuse a livello globale e si affermarono al vertice diverse nazioni come Cina, Stati Uniti, Brasile, Cuba e Italia.

Gli anni 90 furono segnati in maniera indelebile dalla nazionale maschile azzurra, rappresentata dalla cosiddetta “Generazione di Fenomeni”, capace di vincere tre mondiali consecutivi: l’Italia e il suo campionato diventarono così il fulcro della pallavolo internazionale.

Il finale di millennio fu un vero e proprio spartiacque a causa della rivoluzione regolamentare messa in atto per rendere più attraente e comprensibile il gioco. Due le novità sostanziali introdotte: il Rally Point System e il ruolo del libero.

Con le nuove regole dal 2000 ad oggi si è assistito ad un’evoluzione del gioco, non più lento e macchinoso ma più veloce, dinamico e spettacolare.

Se, in generale, si può parlare di un livellamento verso l’alto, con almeno sei o sette rappresentative in grado di imporsi nelle manifestazioni internazionali, è altrettanto vero che, nel nuovo millennio, il Brasile è diventato il punto di riferimento, conquistando, sia in campo maschile sia in campo femminile, diversi ori olimpici e mondiali.

Le regole del gioco

La partita

Una partita si disputa tra due squadre di sei giocatori – per il momento prendiamo questa affermazione per buona, verrà approfondita più avanti – e vince chi conquista per primo 3 set. Vince il set chi arriva per primo a 25 punti, a patto che tra le due formazioni ci siano due punti di margine: in caso di 24-24 sarà necessario raggiungere quota 26 per aggiudicarsi il set, e così via. Il quinto e decisivo set si chiama “tie break”, una sorta di spareggio che, a differenza degli altri set, viene vinto dalla formazione che per prima conquista 15 punti, vale sempre la regola dei due di scarto.

Il punto viene conquistato da una squadra quando questa fa cadere il pallone nel campo avversario oppure quando lo stesso, toccato da un avversario, termina fuori dal rettangolo di gioco.

Il campo e le zone

Il campo viene diviso idealmente in sei zone, ognuna occupata da un giocatore: le tre che stanno tra la rete e la linea dei tre metri si trovano in prima linea (zona 4, zona 3 e zona 2); le restanti tre sono in seconda linea (zona 5, zona 6 e zona 1).

Quando una squadra conquista il punto al termine di un’azione avviata dalla battuta avversaria, avviene una rotazione dei giocatori in senso orario: giocatore in zona 4 passa in 3, dalla zona 3 alla 2, e così via.

Un’azione inizia con il fischio dell’arbitro, ma solamente dopo la battuta, più precisamente dopo l’impatto sulla palla, i giocatori possono abbandonare le proprie posizioni.

I falli

Ogni violazione di una regola, come quelle descritte qui di seguito, comporta un fallo, l’azione viene interrotta e il punto assegnato alla formazione avversaria.

Quattro tocchi

Una squadra ha a disposizione un massimo di tre tocchi prima di mandare la palla nel campo avversario. Se si supera tale limite si commette fallo; quello effettuato dal muro viene considerato “tocco zero”.

Doppio tocco

Un giocatore non può toccare la palla due volte consecutivamente. Viene fischiato fallo di “doppia” anche quando nell’eseguire un palleggio d’alzata, le due mani non toccano le palla contemporaneamente, “sporcando” la traiettoria d’uscita dell’alzata.

Trattenuta

La palla non può essere trattenuta o fermata, il tocco deve essere netto. Come per il fallo di “doppia” si tratta di un fischio molto soggetto all’interpretazione dell’arbitro, in quanto non è possibile stabilire con estrema precisione quando venga oltrepassato il limite.

Invasione

Il fallo di invasione può essere diviso in tre categorie: aerea, rete, sottorete. L’invasione aerea si verifica quando un giocatore tocca la palla ma quest’ultima si trova nella metà campo avversaria, ancora “giocabile”. L’invasione di rete si commette toccando qualsiasi punto della stessa con qualsiasi parte del corpo. L’invasione sottorete infine si verifica quando un giocatore mette un piede al di là della linea di metà campo, tracciata per terra, oppure crea un’interferenza con il proprio corpo.

Linea battuta

Durante il servizio i piedi devono restare dietro la linea di fondo campo. E’ possibile invece oltrepassarla in volo solo se il salto è stato spiccato fuori dal campo.

Seconda linea

Un giocatore che occupa una zona di seconda linea non può inviare la palla nel campo avversario saltando dall’interno della “prima linea”. Come nella regola precedente è possibile oltrepassare la linea in volo a patto che lo stacco sia avvenuto prima della linea dei tre metri.

Fallo di posizione

E’ uno dei falli più complessi da capire, o meglio da riconoscere in campo. La teoria è molto semplice: un giocatore deve rimanere nella propria posizione/zona fino al momento della battuta. La parte più complessa è legata al fatto che queste zone sono immaginarie: non esistono linee di demarcazione ma l’unico limite viene posto dai giocatori davanti/dietro e a sinistra/destra.

Per fare un esempio, un giocatore in zona 6 può posizionarsi ovunque nella propria metà campo ma deve per forza di cose trovarsi:

  • più lontano da rete del giocatore in zona 3;
  • a sinistra del giocatore in zona 1
  • a destra del giocatore in zona 5

In questa immagine della finale di Champions League 2018 vediamo lo Zenit Kazan (maglia azzurra) in fase di ricezione.

 

Per capire meglio il concetto di fallo di posizione possiamo osservare alcune cose interessanti:

  • il giocatore in posto 4 si trova molto lontano dalla rete pur non commettendo alcun fallo poiché si trova davanti, di qualche centimetro, al posto 5 e a sinistra del posto 3.
  • il giocatore in posto 6 non commette fallo perché un suo piede si trova a sinistra del piede sinistro del giocatore di posto 1 e questo è sufficiente.
  • il giocatore di posto 2 è in regola perché sta alla destra del posto 3 e davanti al posto 1.

Giocatori e sostituzioni

All’inizio di ogni set vengono schierati in campo sei giocatori nelle rispettive zone di partenza. L’ordine dei giocatori è fondamentale poichè non è possibile modificarlo successivamente.

Al termine di ogni punto un allenatore può decidere di effettuare una o più sostituzioni. Durante il set ogni squadra ha a disposizione un massimo di sei sostituzioni. Un giocatore sostituito può ritornare in campo solamente al posto della riserva che lo ha rilevato. Questa doppia sostituzione può essere effettuata una sola volta, dopodiché il cambio si dice “chiuso” e fino al termine del set il titolare deve restare in campo e la riserva in panchina.

Discorso a parte per quanto riguarda il Libero, riconoscibile tra gli altri giocatori perché indossa una maglia diversa, come il portiere nel calcio. Il nome del ruolo prende origine proprio dal fatto che esso può sostituire qualsiasi giocatore che si trova in una zona in seconda linea e tutte le volte che lo si ritiene necessario senza influire sul numero di cambi a disposizione.

Cartellini

Pur in assenza di contatto fisico tra avversari, anche nella pallavolo esistono i provvedimenti disciplinari. Durante una partita l’arbitro può richiamare o estrarre un cartellino a seconda della gravità del comportamento da punire: il cartellino giallo solitamente arriva dopo un richiamo verbale o in caso di proteste troppo veementi, tuttavia non comporta nessuna penalità; il cartellino rosso invece assegna un punto alla squadra avversaria. L’arbitro può anche decidere di allontanare un giocatore o un allenatore per il resto del set, cartellino giallo e rosso insieme in una mano, oppure per il resto della partita, cartellino giallo e rosso insieme in due mani diverse.

 

Siamo arrivati in fondo alla prima parte del viaggio alla scoperta della pallavolo. Per domande, dubbi o curiosità scrivete nei commenti o sui nostri social. Vi aspettiamo.

 

Davide Bottarelli
23 anni, laureato in ingegneria informatica e pallavolista fin dall'età di 7 anni. Appassionato di sport e della competizione ad alto livello. In particolare F1, MotoGp, ciclismo e da qualche anno anche NFL.

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