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Bar Sport VS: NFL, il punto della situazione ad un terzo di stagione

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Nonostante l’aggiunta di week 18 la stagione NFL rimane sempre breve e intensa lasciando a noi appassionati la sensazione che scorra via troppo in fretta. È il momento quindi di fare una piccola pausa e di fare il punto della situazione su quanto visto fino a week 6.

Quale squadra ti sta sorprendendo di più in positivo in questo inizio di stagione?

Marco (@MarcoSeahwawks): I New Orleans Saints. Dopo l’addio di Brees, i salti mortali ed i sacrifici per rientrare nel salary cap dopo anni di giochi di prestigio, l’infortunio di Michael Thomas, questa per loro avrebbe dovuto essere una stagione di transizione. Invece il tanto criticato Jameis Winston ha dimostrato che può ancora giocare titolare in una squadra NFL e la difesa, ancora una volta, sta giocando ad ottimi livelli. Pensare a questi Saints come candidati ai playoff è la cosa che mi ha sorpreso di più.

Davide (@BottaDavide): Vedere i Bengals sul record di 4-2 è una vera sorpresa al netto del calendario che ha presentato un paio di avversari mediocri.
Cincinnati ha ritrovato un Joe Burrow in formato stellare dopo l’infortunio e in grado di caricarsi sulle spalle la squadra quando conta.
La tanto discussa scelta di non prendere un OL con la pick #3 sta dando i suoi frutti visto che Ja’Marr Chase è uno dei migliori ricevitori in circolazione e con Burrow forma probabilmente la coppia QB-WR più forte della lega.
Se il coaching staff riuscirà a non dispendere questa manna dal cielo, i Bengals potranno diventare una squadra da playoff magari a partire dalla prossima stagione.

Giovanni (@giovioriolo): Opto per i Carolina Panthers. Preso Sam Darnold per dargli ultima chance, una difesa molto talentuosa ma anche giovane e inesperta, il running back titolare alle prese con gravi infortuni, un buon reparto ricevitori ma senza una stella e un coach che fino a due anni fa non si era mai seduto su una panchina NFL. Tutti ingredienti per iniziare male e chiedere tempo per carburare. La squadra della Carolina, invece, è partita 3-0 convincendo nelle vittorie e non naufragando nelle sconfitte. Tanti i lati positivi di questo inizio di Regular Season:
– Il QB ex Jets ha mostrato di poter essere uno starter quarterback, lanciando bene e dimostrando di essere un ottimo corridore con 110 yards totali su corsa, 4.2 yards di media su corsa e 5 TD.
– La coppia di WR DJ Moore e Robby Anderson si sta dimostrando solida e produttiva. Il primo è una certezza nel medio-corto, oltre che una minaccia anche via terra con le jet-sweep, il secondo è un velocista e una minaccia sul profondo.
– La difesa, è diventata un mix di talento ed esperienza giusta per incidere in NFL. La linea è forse il reparto più fragile, ma i givani Brian Burns, Derrick Brown e Yetur Gross-Matos stanno crescendo. Il reparto LB è sulle spalle della coppia Shaq Thompson – Haason Reddick, che sta rendendo benissimo. Mentre la secondaria è stata presa di mira dagli infortuni ma il front office è corso ai ripari con gli arrivi di Stephon Gilmore e CJ Henderson che si aggiungono all’esperto AJ Bouye e la stellina Jeremy Chinn.

Quali squadre che hanno avuto un avvio in salita pensi possano rientrare nella lotta playoff?

Davide: Tra le squadre che stanno facendo fatica punterei sui Kansas City Chiefs e sui Minnesota Vikings. I Chiefs sono alle prese con una difesa impresentabile ma sono sicuro che coach Spagnuolo riuscirà a trovare personale e accorgimenti per permettere all’attacco guidato da quel marziano di Patrick Mahomes (non dimentichiamocelo quando si inizierà a fare sul serio) di giocarsela ad armi pari e di agguantare i playoff. Per quanto riguarda i Vikings il calendario è veramente tosto con Cowboys, Ravens, Chargers e Packers (due volte) da affrontare ma il livello nella NFC dietro le 4/5 favorite non è altissimo e quando in squadra ci sono playmaker del calibro di Thielen, Jefferson e Cook, raggiungere una Wild Card non è un miraggio.

Giovanni: Nonostante la brutta partenza credo che i Miami Dolphins possano ancora giocarsi qualche carta. Certo l’1-5 iniziale pesa, sono ultimi in division a tre vittorie dai Bills e a due dal gruppone Broncos, Chiefs, Browns e Steelers che ad ora occupano il posto per l’ultima wild card. In più la sconfitta in Week 6 contro dei Jaguars che non avevano ancora vinto ha abbassato l’umore a Miami. Il rientro di Tua Tagovailoa come QB titolare, un Mike Gesicki che contro Jacksonville ha ritrovato i suoi livelli (8 ricezioni per 115 yards), l’esplosione di Jaylen Waddle (10 ricezioni per 70 tards e 2 TD) e la difesa che è attesa sui livelli dello scorso anno, possono mettere i Dolphins in corsa per l’ultima wild card. Senza dubbio diventano decisive le prossime gare contro Falcons, Bills e Texans. Se dovessero vincerle tutte e tre tornerebbero in corsa, in caso di 2 vittorie su 3 renderebbe decisivo lo scontro divisionale di week 11 contro i Jets. L’eventuale sconfitta con una tra Atlanta e Houston (due squadra indubbiamente inferiori) chiuderebbe la stagione di Miami già al giro di boa.

Marco: Gli Indianapolis Colts ed i Seattle Seahawks. I primi perché il loro record di 2-4 è forse il più bugiardo dell’intera NFL. La difesa è ottima e Carson Wentz viene da tre prestazioni molto positive, soprattutto considerando l’assenza di Quentin Nelson. Il roster vale e come i playoff e il calendario nelle prossime week non è proibitivo. I secondi perché nonostante gli infortuni possono ancora rientrare in gioco, tutto dipenderà da quando rientrerà Russell Wilson e dai risultati delle prossime tre giornate senza di lui.

Chi è stato il tuo MVP fino a questo momento?

Giovanni: Kyler Murray. Anche qua si potrebbero fare tanti nomi, ma il piccolo QB dei Cardinals sta facendo una stagione spettacolare. 6-0 è il record di Arizona che, esclusi i Jaguars, ha affrontato solo squadre che puntavano ai playoffs. Titans, Vikings, Rams, 49ers e Browns sono cadute tutte sotto i lanci del numero 1 dei Cardinals. Murray, sicuramente aiutato da un parco ricevitori di primissimo livello, sta tenendo medie da MVP 144/195 completi (73.8%), 1.741 yards lanciate, 8.9 yards di media a lancio, 14 TD Pass e 4 INT. L’ex Oklahoma, però, non è solo un eccellente lanciatore, ma ha anche una rapidità e una capacità di scappare che pochi QB hanno in NBA. Kyler, infatti, è una minaccia anche quando si mette palla sotto il braccio e corre. Nelle prime 6 settimane ha realizzato 37 corse, 116 yards corse e 3 TD Rush.

Marco: Lamar Jackson, perché il suo peso all’interno dell’attacco dei Ravens non è paragonabile a quello di nessun altro. Un giocatore che, preso singolarmente come “total offense” (passaggi + corse), sarebbe a più di metà classifica tra le squadre dell’intera NFL non ha bisogno di altre motivazioni. Quest’anno, come se non bastasse, ha fatto dei passi in avanti giganteschi anche nelle abilità di passaggio. Questo lo rende quasi ingiocabile.

Davide: Chiunque dopo un Super Bowl vinto avrebbe mostrato una leggera flessione, perlomeno in avvio di stagione. Non è il caso di Tom Brady che a 44 anni dopo 6 partite è in testa alla classifica della yards lanciate e sembra più che mai padrone di un attacco e di una franchigia che si nutre della sua voglia di vincere ogni singola domenica.
Sarà una scelta banale ma il mio premio di MVP fino a questo momento va a lui.

Come valuti il primissimo impatto con la NFL dei rookie QB?

Marco: I rookie QB hanno fatto molta più fatica di quanto mi aspettassi, soprattutto considerando quanto “hype” c’era su di loro ad inizio stagione. Tutti aspettavano Fields come il salvatore dei Bears così come Lance doveva essere il faro dei Niners, e invece tutti hanno dimostrato di essere ancora acerbi. Quello forse più pronto è Mac Jones, anche se è vero che la pressione su di lui era molto più bassa. Più di tutti mi ha deluso Wilson, mentre Lawrence sta facendo i salti mortali, con qualche intercetto di troppo, in un ambiente non ideale per un rookie.

Davide: Ci si aspettava tanto, forse troppo da questa classe di rookie QB che ha visto ben cinque di loro scelti al primo giro.
Fino a questo momento quello che mi ha fatto un’impressione migliore è Mac Jones, facilitato da un ambiente che non gli chiede di essere il nuovo Brady e che è disposto ad accompagnarlo nel suo processo di crescita senza strafare.
Ben più complicato il compito per Lawrence, Wilson e Fields gettati nella mischia in tre franchigie che ripongono in loro tutte le speranze di rinascita. Hanno mostrato sprazzi di talento purissimo alternati ad inevitabili errori da rookie. Per tutti e tre considero un successo concludere la stagione con una maggiore esperienza ma soprattutto senza aver perso fiducia nei propri mezzi, requisito fondamentale per dominare la lega nei prossimi anni.
Difficile invece dare un giudizio sul debutto di Trey Lance dopo una sola partita da titolare in sostituzione dell’infortunato Garoppolo.
Menzione speciale per David Mills a cui nessuno avrebbe dato un centesimo e che in una squadra come i Texans sta dimostrando di meritare una chance come QB titolare.

Giovanni: Diciamo che parlando solo di quelli scelti al primo giro, si tratta di almeno 3 situazioni diverse. L’unica cosa che vale per tutti è la formula: “lanciati probabilmente troppo presto, con il rischio di bruciarli, ma hanno tutti talento e se gli verrà dato tempo e possibilità sboccerà sicuro”.
Nel caso di Lawrence e Wilson, per mancanza di alternative nel ruolo e per il bisogno di fare un po’ di hype intorno a due squadre in grande discesa mediatica non si poteva non schierarli in campo. Entrambi però sono senza linea, senza difesa e con un parco ricevitore di medio livello. Non gli si può chiedere di più di quel che fanno.
Nel caso di Fields e Lance si sono ritrovati a giocare prima snap nel backfield affianco ai quarterback titolari ma senza esporli a lanciare da subito. Entrambi, infatti, sono ottimi corridori e sono stati usati principalmente come running back in end zone. Però, l’infortunio del titolare, ha costretto entrambi a scendere in campo come QB1. Trey ha giocato solo week 5 contro i Cardinals, banco di prova difficile, ma che ha mostrato come deve stare il più possibile dietro a Garoppolo per imparare il mestiere. Mentre Justin è entrato in campo per lanciare già da week 2. L’ex Ohio State ha figurato meglio del collega, il record è l’unico non negativo dei 5 rookie, ma anche ha mostrato di avere ancora tanti limiti e gli avrebbe fatto bene una prima stagione con pochi riflettori.
Diverso il discorso per Jones che dopo il taglio di Newton è stato promosso QB1 senza alcuna “protezione” di una squadra come i Patriots, che per storia recente e personale a roster non può fare troppo male. Mac per ora ha vinto le partite che doveva vincere, non ha sfigurato nelle altre (perso di 1 punto contro Miami, di 2 contro Tampa e all’overtime contro Dallas), non è mai sembrato forzare la mano, ma sempre gestire le partite, mostrando un’età maggiore a quella che gli appartiene. Ovviamente anche per lui bisogna avere tempo…

Quali giocatori ti hanno impressionato maggiormente tra i nomi non ancora citati in precedenza?

 

Davide: Mi viene impossibile non fare il nome di Trevon Diggs. Con 7 intercetti, 11 passaggi deviati e 2 TD, il cornerback dei Cowboys si sta rivelando una macchina da turnover in grado di mettere punti a tabellone e regalare posizioni vantaggiose allo straordinario attacco guidato da Dak Prescott. Ma non è tutto oro quel che luccica: il suo modo di giocare alla ricerca del big play porta spesso a concedere ricezioni facili agli avversari. Se riesce a trovare un minimo di compromesso tra le due facce della stessa medaglia, allora i Cowboys possono diventare una seria contender.

Giovanni: Cooper Kupp sta facendo una stagione assurda. Il WR dei Rams è sempre stato un ottimo wide receiver, ma l’arrivo di Stafford gli ha permesso di fare il definitivo salto di qualità: da ottimo giocatore a star del ruolo. In 6 partite Kupp ha realizzato 46 ricezioni (primo a pari merito con Hill e Adams), 653 yards guadagnate su lancio (secondo solo a Devante Adams che è a 668), 14.2 yards guadagnate di media e 7 TD Pass (primo in questa classica con +1 su DeAndre Hopkins e Mike Williams). Direi che questi numeri basterebbero per spiegare la sua scelta. Per chi ha ancora dei dubbi rivedetevi le gare dei Rams, sconfitta contro Cardinals a parte, la sintonia tra Matthew e Cooper è musica, sembra giochino insieme da sempre… non da 6 week….

Marco: Myles Garrett. 8 sack, 7 hurries, 16 QB hits e 8 tackles for loss. La maggior parte dei giocatori sogna di avere questi numeri in una stagione, lui li ha raggiunti in 6 partite. Le tre vittorie dei Browns portano il suo nome insieme a quelli dei due Running backs Chubb e Hunt. Il suo strapotere fisico rende molto più semplice il lavoro anche per gli altri membri della DLine, che possono spesso agire in 1 vs 1 grazie al fatto che Myles viene sempre privilegiato nei raddoppi, molto spesso inutilmente. Peccato che purtroppo il resto del roster, almeno per il momento, non sia alla sua altezza.

La Redazione
Account redazionale Twitter: @vitasportivait Instagram: @vita.sportiva

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