Ciclismo

La definitiva consacrazione della Strade Bianche

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Ci siamo resi davvero conto di quello che abbiamo visto nella Strade Bianche 2021? Servirà del tempo per metabolizzare concretamente quanto successo sulle crete senesi Sabato 6 Marzo.

Durante e dopo la corsa la chat della nostra redazione ha dato il meglio di sé. “Ho i brividi” scrive Leonardo, “Sono estasiato dalla bellezza: le gesta, i colori, l’agonismo…” prosegue Davide. Che lo scenario di questa gara fosse unico nel suo genere lo si era capito fin dalla prima edizione nel 2007. Una competizione nata per rievocare le immagini magiche del ciclismo eroico, quando l’asfalto era ancora un lontano miraggio e i ciclisti si piegavano sulle biciclette per affrontare i lunghi e duri percorsi su vie sterrate. Ma non basta lo scenario o il percorso: la corsa la fanno i corridori.

Sabato a darsi battaglia sugli “sterri” toscani c’era il meglio del ciclismo mondiale, tra specialisti delle corse di un giorno e uomini da grandi giri. Anzi, questo binomio sembra essere venuto meno quando si vanno a scorgere i nomi dei sette al comando ai -30 chilometri all’arrivo. Tadej Pogacar, vincitore dell’ultimo Tour de France, Michael Gogl, l’outsider o l’umano tra gli extraterrestri, Thomas Pidcock, uno dei rappresentanti della nuova generazione, Wout van Aert, vincitore della scorsa edizione e della Milano-Sanremo, Egan Bernal, penultimo vincitore del Tour, Julian Alaphilippe, Campione del mondo in carica su strada, Mathieu van der Poel, vincitore del Giro delle Fiandre e Campione del mondo in carica di ciclocross. Un elenco da capogiro, un elenco che, all’inverso, è stato l’ordine di arrivo a Piazza del Campo.

©Tornanti.cc

Ma non basta il palmarès dei protagonisti a rendere ciò che hanno trasmesso Sabato e soprattutto quello che hanno plasmato: la definitiva consacrazione della Strade Bianche. Come il Demiurgo, nella filosofia platonica, plasma la materia contemplando le idee, così i magnifici sette al comando ieri hanno innalzato una volta per tutte la Strade Bianche nell’Olimpo del ciclismo. Il tocco finale l’ha dato il vincitore Mathieu van der Poel sullo strappo di via Santa Caterina, trasformato per sempre in rampa di lancio verso la gloria di Piazza del Campo. Uno scatto impressionante dopo una corsa a dir poco logorante, uno scatto che proietta la Strade Bianche tra le Monumento, nell’Iperuranio restando nel gergo platonico. Uno scatto, infine, in grado di trascendere il reale e qualsiasi sua forma, compreso il computerino sulla bici di Mathieu che è letteralmente esploso.

Mathieu van der Poel si invola verso la vittoria. ©strade-bianche.it

È mancato solo chi contemplasse dal vivo gli artefici dell’opera, ma anche questo resterà tra i tratti distintivi della Strade Bianche 2021. L’edizione della definitiva consacrazione.


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Marco D'Onorio
Fondatore di Vita Sportiva. Da tempo convivo con quella malattia cronica che mi fa appassionare a qualsiasi sport guardo. Stregato dalla magia del ciclismo.

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