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Amarcord – gli Europei e la loro storia

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“Amarcord” nasce con l’intenzione di riportare alla luce eventi, atleti, squadre e personaggi che hanno segnato la storia dello sport. Dai più noti a quelli meno conosciuti, uno sguardo all’indietro per ampliare la cultura sportiva anche di chi non ha potuto viverli in prima persona.

In giro per l’Europa, in tutti questi anni, si è visto di tutto dal punto di vista calcistico. Molte nazionali si sono incrociate, susseguite e battute nella competizione europea che si tiene dal 1960.

Quell’anno l’UEFA decise che fosse il momento di procedere con un campionato tutto europeo, da disputare ogni quattro anni in mezzo ai mondiali di calcio FIFA. Il percorso non è stato facile, ma gli Europei si sono rivelati un evento imperdibile, pieno di emozioni, sorprese e qualche contraddizioni che ci hanno portato fino ad oggi, alle porte del XVI europeo di calcio UEFA.

l’inizio

Nel 1960 l’UEFA, il massimo organo sportivo europeo, tenta e riesce ad organizzare il più grande torneo tra nazionali europee. Al torneo aderirono 17 squadre, le quali dovettero affrontarsi prima per un torneo a eliminazione diretta come qualificazione al vero Europeo. La vera competizione, quindi, era una specie di Final 4: semifinali e finali secche, a partita unica, quindi due semifinali, la finale per il primo posto e per il terzo posto. Le città dove si sono disputate le finali sono state scelte in base alle squadre qualificate alle Final 4. La Francia aveva vinto il ballottaggio, quindi gli stadi della finale erano il Vélodrome di Marsiglia e lo Stade de France di Parigi.

Il primo grande ostacolo di questi europei è stato quello delle rinunce. Germania Ovest, Italia e Inghilterra avevano deciso di non parteciparci, questo però non ha fermato la competizione, che si è affermata anche negli anni successivi. La prima nazionale vincitrice è stata quindi l’Unione Sovietica dell’unico portiere della storia vincitore del pallone d’oro: Lev Jasin. Nelle ultime 5 partite fino alla finale dell’Europeo disputate dall’URSS Jasin ha subito un solo gol in finale contro la Jugoslavia.

I MOMENTI DELL’EUROPEO

La partita dell’Europeo è quella dell’eliminazione della Francia in semifinale. La Jugoslavia si è imposta al 90′ per 5-4. Invece la nazione che più ha sorpreso è la Cecoslovacchia, perchè è stata costretta al primissimo e unico turno preliminare dell’Europeo contro l’Irlanda. E la prima partita dell’Europeo l’ha vinta proprio l’Irlanda per 2-0 a Dublino. Poi però, al ritorno, è uscito lo strapotere cecoslovacco: 4-0 e cammino dritto fino alla semifinale dove perse con i sovietici senza fare gol. Infine Pavlovic e Bubnik costrinsero la Francia al quarto posto.

LA PRIMERA VEZ

La competizione prende piede e arriva a 29 partecipanti dalle qualificazioni. La Spagna guadagna il fattore campo nelle finali, e spera nell’impresa contro i sovietici grazie a un buon organico (Amancio, Marcelino e Pereda). Il Bernabeu e il Camp Nou portarono bene e la Spagna vinse la prima competizione internazionale della sua storia.

I MOMENTI:

L’impresa di quell’anno è, però, del Lussemburgo che arrivò a un passo dalle Final 4 spagnole. Riuscì a battere i Paesi Bassi in extremis 3-2, poi perse il confronto decisivo con la Danimarca per la differenza reti: 3-3 a Lussemburgo, 2-2 a Copenaghen. La partita, però, è stata la finale combattutissima tra Spagna e URSS, finita 2-1 e decisa solo al 112′ da Amancio.

ci siamo anche noi

Con quale evento cosmico l’Italia vince il suo primo, e fino ad ora unico Europeo? Una monetina e una rivincita. In che senso? Partiamo con ordine.

Innanzitutto il format europeo fa un cambiamento. Dal 1968 Le qualificazioni vedono per la prima volta i gironi, in modo da coinvolgere le nazionali non solo per il breve periodo estivo. Sono 8 gironi, 1 da 3 squadre e le altre da 4 squadre. I vincitori disputano una sorta di quarti di finale playoff andata e ritorno, poi incomincia l’Europeo ufficiale: 4 squadre in semifinale e partite secche. L’Italia arrivò alle semifinali, quindi venne designata ad ospitare le finali al Comunale di Firenze, all’Olimpico di Roma e al San Paolo di Napoli.

 

Il problema era l’avversario alla semifinale: l’URSS che è sempre arrivata in finale. Gli azzurri, però, reggono e dimostrano di essere una grandissima squadra, la stessa che sarebbe arrivata in finale mondiale nel 1970. Dopo 120′ si rimane sullo 0-0, e, dato che i rigori non erano ancora stati introdotti, si va a sorte con il lancio di una monetina. Giacinto Facchetti sceglie bene e l’Italia affronta la Jugoslavia. La finale è tesissima e finisce 1-1, quindi si ripete il match dopo 2 giorni. Gli azzurri hanno più cambi e forze fresche, gli slavi no. Rombo di tuono Gigi Riva ci mette la firma sul primo gol, e l’Italia vince 2-0 salendo per la prima volta sul tetto d’Europa.

i diavoli rossi

Nel 1972 si adottò lo stesso format dell’Europeo precedente e per la prima volta il Belgio si vide assegnato l’ospitalità delle Final 4 europee. Lo stadio Heysel di Bruxelles, l’émile Versé di Anderlecht, le Maurice Dufrasne di Liegi e le Bosuilstadion di Anversa sono stati teatro di grandi sfide e spettacolo, soprattutto di un Belgio straordinario, il quale ha battuto l’Italia 2-1 in trasferta ai quarti, e fermato solo da una delle Germanie più forti di sempre, se non la più forte: la Germania Ovest di Gerd Muller, che conquistò il suo primo Europeo di sempre.

rigore e rigori

Il 1976 vede l’affermazione in campo internazionale di una nazionale sempre tra i vertici del calcio mondiale, ma mai vittoriosa per mille avversità: La Cecoslovacchia, che ha scelto pure un timing perfetto. In questo europeo compaiono i rigori dopo i supplementari, continua la supremazia di Belgio e Germania Ovest, e si sta lanciando un’ottima Olanda, in più, la Jugoslavia arriva tra le prime quattro ed ecco l’assegnazione: “l’Europeo si svolgerà in Jugoslavia, tra Zagabria e Belgrado“.

L’Italia non arrivò neanche ai quarti, mentre i Paesi Bassi hanno demolito il Belgio ai quarti di finale. In finale però ci arrivano lo squadrone tedesco, che ha battuto la Jugoslavia ai supplementari 4-2 grazie alla tripletta di Dieter Muller dall’80’ in poi, contro i cecoslovacchi che hanno vinto contro l’Olanda anch’essi ai supplementari. La finale è avvincente e piena d’occasioni, le due squadre pareggiano 2-2 alla fine. Quindi si va ai rigori. I tedeschi sbagliano il quarto e Antonin Panenka può chiuderla e portare il primo titolo continentale in patria. Lo fa in modo storico e inaspettato, con un cucchiaio dolcissimo a beffare il portiere tedesco Maier. Da lì quel morbido gesto prenderà il nome di Panenka.

ITALIA 80′

Dopo 20 anni dal primo europeo si cambia il format e si avvicina a quello dei giorni nostri: 8 squadre qualificate alla fase finale che si dividono in due gironi da quattro. Le prime due si affrontano in finale, mentre le seconde si affrontano nella finalina 3′ e 4′ posto. Niente semifinali. L’Italia è la prima nazionale a qualificarsi d’ufficio in quanto designata a ospitare l’evento.

In un girone tiratissimo composto da Italia, Inghilterra, Belgio e Spagna, i diavoli rossi del Belgio vincono per 2 gol fatti in più superando l’Italia e andando in finale. Nell’altro girone la Germania Ovest vince e convince superando la Cecoslovacchia nella rivincita della precedente edizione grazie a Rummenigge. Belgio-Germania è stata tiratissima e combattuta, ma alla fine vincono sempre i tedeschi. Questa volta all’88’ grazie al secondo gol di Hrubesch per il 2-1 finale. L’Italia invece ha dovuto capitolare contro i rigori della Cecoslovacchia. Dopo 16 rigori perfetti, Collovati sbaglia e Barmos fa vincere la finalina alla sua squadra, che di serie di rigori ha già vinto e scritto la storia.

MICHEL, UN UOMO SOLO AL COMANDO

Nel 1984 il format viene modificato leggermente. Dopo i due gironi si fanno le semifinali. La prima di un girone contro la seconda dell’altro e viceversa. L’Italia non si è qualificata per colpa di una sorprendente Romania, ma il protagonista assoluto di questi Europei è stato Michel Platini. Quell’anno ha segnato 9 gol in tutta la competizione, tuttora un record, e ha trascinato letteralmente tutta la Francia verso il primo titolo internazionale. Il momento spartiacque è stata la partita d’esordio.

La Francia è stata designata come nazione ospitante, quindi qualificata di diritto, non per meriti sportivi o di qualificazione, e si è trovata ad affrontare il Belgio finalista l’edizione precedente. I blues hanno asfaltato i diavoli rossi 5-0. Da lì in poi un percorso eccezionale. In semifinale battono il Portogallo al 119′ con gol di Platini, poi in finale segna il gol che sblocca il match contro la Spagna. Finirà 2-0 e con il titolo in casa francese.

La vera sorpresa di quell’Europeo è stata la Danimarca di Laudrup e Olsen. La squadra danese si è dovuta arrendere solo alla Spagna in semifinale ai rigori.

un cigno formato europeo

Euro ’88 si tenne in Germania Ovest un anno prima della caduta del muro. Il format rimase come quelli degli anni precedenti, ma i talenti delle squadre erano impressionanti. Le squadre in semifinale riassumono il meglio di quegli europei: l’URSS schiacciasassi di Lobanovskij, l’Italia di Vialli e Mancini, l’Olanda di Van Basten, Gullit e Rijkaard (tutti e tre giocatori del Milan), e la Germania Ovest padrone di casa di Lothar Matthaus e Jurgen Klinsmann.

Gli azzurri si arresero 2-0 allo strapotere fisico sovietico. La partita più avvincente è stata l’altra semifinale tra Germania Ovest e Olanda. Alla fine la decise il Cigno di Utrecht Marco Van Basten all’88esimo minuto. Il momento che tutti si ricordano, invece, è il gesto tecnico pazzesco dello stesso Van Basten in finale contro l’URSS per siglare il definitivo 2-0.

Cross dalla sinistra molto defilato, e botta al volo di destro sulll’incrocio dei pali opposto con portiere immobile ad ammirare la bellezza del colpo del cigno.

Peraltro ai gironi l’Olanda aveva perso la partita contro i sovietici, che hanno perso la seconda finale della loro storia europea.

DALLA VACANZA AL PARADISO

Euro ’92 è stata una sorpresa continua e un caso unico. La situazione geopolitica europea ha cambiato molte carte in tavola per molti partecipanti. L’URSS si è presentata all’Europeo sotto il nome di Comunità di Stati Indipendenti, la Jugoslavia venne squalificata per la guerra nei Balcani, e la Danimarca, che era già in vacanza, venne ripescata per partecipare all’Europeo.

La Svezia era padrona di casa e arrivò pure prima nel suo girone, per poi capitolare contro una fortissima Germania unita post caduta del muro. La Danimarca – in girone con gli svedesi – sconfisse, clamorosamente, all’ultima giornata, i francesi e gli eliminò dagli europei. Poi dovette affrontare l’Olanda in semifinale e riuscì a pareggiare 2-2. Ai rigori Van Basten sbagliò l’ultimo e decisivo rigore regalando ai danesi per la prima volta in finale agli europei. Mica finì qui. Perché con una prestazione clamorosa Schmeichel, Laudrup, Olsen e compagni batterono 2-0 la Germania di Brehme, Sammer e Klinsmann.

vince sempre la germania

Nel 1996 football is coming home. In Inghilterra si sono preparati a un grande europeo con una bella nazionale, tra cui Shearer, Sheringham e Gascoigne, ma dovettero arrendersi ai rigori in semifinale contro i tedeschi castigatori dell’Italia di Sacchi ai gironi.

Il format è cambiato ancora una volta includendo il doppio delle squadre e creando quattro gironi da quattro. Poi quarti di finale, semifinali e finale secca. Niente terzo e quarto posto. La fase finale è stata così tirata che ci sono stati solo 6 gol in sei partite tra quarti e semifinali, tra cui un 2-1 molto bello tra Germania e Croazia, e quattro incontri vennero decisi ai rigori. La Repubblica Ceca i rigori ce li ha nel DNA dalla Cecoslovacchia e arriva in finale così battendo la Francia di un giovane Zidane. Quindi, il rematch della finale di Belgrado del 76′, 20 anni dopo lo vince la Germania per 2-1 grazie a una concretezza pazzesca e al gol di Bierhoff al 95′ al primo golden gol della storia.

golden golden gol

Euro 2000 ce lo ricordiamo molto meglio. Il cammino dell’Italia è stato strepitoso, passato per mille insidie e si è fermato solo al Golden gol di Trezeguet, dopo il pareggio di Wiltord al 93′. Prima però il percorso italiano era stato incredibile, resistendo a entrambe le nazionali di casa (l’Olanda in particolare era qualcosa di incredibile, e arrivando comunque in una finale di Europeo che mancava dal 1968, quello vinto.

L’Olanda era la grande favorita: aveva battuto la Francia e chiuso il suo girone a pieni punti, poi ha battuto quel che restava della Jugoslavia 6-1 e, paradossalmente, non è riuscita a fare un solo gol all’Italia, anzi, ha fallito 5 rigori su sei. La Francia, invece, è stata sempre in bilico, ma alla fine, trascinata da Zizou Zidane, ha vinto la competizione. Dai quarti in poi vincendo sempre per 2-1: contro la Spagna, contro il Portogallo al 119′ di golden gol, e contro l’Italia sempre di golden gol.

La curiosità di questo europeo è che alla prima occasione utile il caso ha messo contro Slovenia e Jugoslavia in girone e la partita è stata incredibile. La Jugo di Vujadin Boškov è riuscita a pareggiare dopo essere stata sotto 3-0 e 10 uomini a 11 per l’espulsione di Mihajlović.

Il miracolo greco

Euro 2004 è uno di quegli Europei dove non ti puoi aspettare niente, una sorpresa continua. Dall’Italia che esce ai gironi contro Svezia e Danimarca per differenza reti, al Portogallo, lanciatissimo verso il titolo, che riesce a battere Spagna, Inghilterra e Olanda, ma non la Grecia, 2 volte su 2.

Nel girone portoghese succede di tutto. La Grecia riesce a battere il Portogallo e pareggiare contro la Spagna grazie a una difesa solidissima e ripartenze fulminee, poi però perde contro la Russia. Il Portogallo vince le sue e si qualificano entrambe. Poi l’Inghilterra continua la sua maledizione ai rigori perdendo contro i padroni di casa portoghesi, che se ne vanno dritti in finale. I greci non hanno avuto per niente vita facile. Prima hanno battuto i francesi campioni in carica, poi la Repubblica Ceca di Baros e Nedved, e infine il Portogallo, sempre per 1-0. Questo grazie alle geometrie e alla forza di Zagorakis e ai guizzi da bomber vero di Charisteas.

euro Niño

Il volto in copertina di Euro 2008 è quello del Niño Torres e il suo gol decisivo che portò la Spagna all’inizio del grande ciclo di vittorie internazionali. Il cammino non è stato semplice ma meritato in Austria e in Svizzera.

La Grecia detentrice del titolo non vince neanche un punto ai gironi, l’Italia che ha appena vinto il mondiale si qualifica ai quarti ma viene battuta ai rigori dalla Spagna, il Portogallo parte benissimo ma perde contro la fortissima Germania di Ballack, Schweinsteiger e Klose. La Croazia e la Turchia sono delle belle sorprese e si affrontano ai quarti, dove passano i turchi ai rigori. Anche la Russia di Arshavin è una bellissima squadra e se la cava bene, ma viene travolta due volte dalla Spagna. La prima ai gironi con tripletta di David Villa, la seconda 3-0 in semifinale.

La partita più bella del torneo è stata senza dubbio Germania-Turchia in semifinale. Finì 3-2 con gol al 90′ der kapitan Philippe Lahm. Poi in finale il guizzo di Fernando Torres ha chiuso le speranze tedesche. La Germania, così, è diventata la squadra con più partecipazioni alle finali degli Europei, ma anche quella con più sconfitte in finale: tre.

dale espana

Dopo Euro 2008 e i Mondiali 2010, la Spagna vince anche gli Europei del 2012 diventando l’unica nazionale di sempre a riuscirci. Gli spagnoli erano troppo forti, degli schiacciasassi. L’Italia ci ha provato per due volte, ma senza successo. La prima, con la vendetta del gol di Di Natale (che aveva sbagliato il rigore decisivo nel 2008) finì 1-1 ai gironi. Poi in finale la Spagna vinse 4-0, con tanto di richiesta di Casillas di non far giocare il recupero per rispetto degli avversari.

Ucraina e Polonia si sono divise il compito di ospitare questi Europei, ma nessuna delle due nazionali ha passato i gironi. Un bell’exploit è stato quello greco, fermato solo dalla forza della Germania per 4-2 agli ottavi. Il Portogallo si conferma una bella nazionale da tutti gli anni 2000, ma la Spagna era troppo forte e l’ha battuta in semifinale solo ai rigori. L’Italia ha confermato la maledizione ai rigori degli inglesi fermandoli ancora ai quarti, e poi ha fatto l’impresa contro la Germania in semifinale, in una delle partite più famose della nazionale negli ultimi anni. Alla fine vinse la nazionale più forte e solida, confermando il suo dominio mondiale fermatosi solo due anni dopo al mondiale.

Gc Varsavia (Polonia) 28/06/2012 – Euro 2012 / Germania-Italia / foto Giuseppe Celeste/Image Sport
nella foto: gol Mario Balotelli

BOA, FINALMENTE!

Finalmente Portogallo. Nel modo più rocambolesco possibile il Portogallo ha vinto la sua prima competizione internazionale. Il format di questi ultimi europei è cambiato. Ci sono 24 squadre partecipanti divisi in 6 gironi da quattro squadre. Dopo i gironi si qualificano anche le migliori terze e si creano gli ottavi di finale. Questo ha creato grandi sorprese e accoppiamenti inaspettati, come Italia, Spagna, Germania, Inghilterra e Francia tutte nella parte bassa del tabellone, mentre il Portogallo in alto, e le avrebbe affrontate solo in finale.

Il cammino dell’Italia è stato strepitoso, con una nazionale non fortissima (la stessa che non si qualificò ai mondiali due anni dopo) riuscì ad arrivare ad un rigore dalle semifinali, perdendo contro la Germania e battendo la Spagna 2-0 agli ottavi. Le grandi sorprese dell’Europeo, però, sono state Islanda e Galles. L’Islanda si fermò solo contro la Francia ai quarti dopo essere arrivata seconda nel girone e aver battuto l’Inghilterra. Il Galles batté l’Ungheria e il Belgio e arrivò in semifinale contro il Portogallo perdendo 2-0.

Quella vittoria del Portogallo, però, fu l’unica incisiva. Nel girone infatti arrivò terzo dietro Ungheria e Islanda e passò di un soffio. Poi vinse ai supplementari contro la Croazia al 117′ con gol di Quaresma, ai rigori ai quarti contro la Polonia con rigore decisivo di Quaresma, e in finale si infortuna Cristiano Ronaldo, la partita va ai supplementari e la decide Eder, l’uomo che proprio non ti aspetti. Peraltro contro una Francia fortissima, quasi la stessa che avrebbe battuto la Croazia in finale mondiale due anni dopo.

euro 2020

Come la Grecia nel 2004 ha battuto in finale i padroni di casa portoghesi, il Portogallo ha vinto in finale nell’Europeo francese. La grande novità dell’Euro 20′ giocato nel 2021, causa Covid, è quella di giocare in diversi luoghi d’Europa, come un Europeo interattivo.

Il format è uguale a quello dello scorsa competizione e gli stadi pronti ad accogliere le partite sono: lo stadio olimpico di Baku, lo stadio Parken di Copenaghen, l’Allianz Arena di Monaco di Baviera, Wembley Stadium di Londra (che ospiterà anche semifinali e finale), lo Stadio Olimpico di Roma (con la partita inaugurale), la Johan Cruijff Arena di Amsterdam, l’Arena Națională di Bucarest, lo Stadio San Pietroburgo di San Pietroburgo, l’Hampden Park di Glasgow, lo Stadio de la Cartuja di Siviglia, e la Puskas Arena di Budapest.

Le grandi novità dell’Europeo 2020 sono la Macedonia del Nord e la Finlandia alla loro prima partecipazione. Per il resto ne vedremo delle belle in giro per l’Europa. Stavolta davvero in giro per l’Europa.

Marko Muca

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