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Guida al ciclismo su pista: Inseguimento a squadre

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L’inseguimento a squadre è una storica competizione della pista. A differenza della velocità a squadre, che pur essendo molto simile è una disciplina più recente, esso vanta una storia di più di un secolo: questa gara venne infatti introdotta alle olimpiadi sin dall’edizione del 1908 a Londra.

Nell’inseguimento a squadre il team è composto da quattro atleti e la prova viene effettuata su una lunghezza di 4 chilometri. Si comincia con una prima fase, in cui ciascuna squadra scende in pista per far registrare il proprio tempo sulla distanza, in modo da andarsi a qualificare per i turni successivi. La fase a eliminazione, che procede per scontri diretti, è analoga a quella della velocità a squadre: le due formazioni partono schierate sui due rettilinei opposti, la partenza è fissata sulla riga che prende il nome della specialità, la riga dell’inseguimento: una riga rossa, larga 4 centimetri, che taglia la pista fino a metà della sua larghezza. Una volta avviata la gara, prevale la squadra che fa segnare il tempo migliore, questo viene registrato sul terzo componente della formazione al traguardo. Nella fase delle semifinali e finali è comunque previsto che, qualora una delle due squadre raggiunga l’altra, completando quindi con successo l’inseguimento, la gara termini in quell’istante dichiarando sconfitta la compagine ripresa.

La nazionale italiana ha colto diversi successi in questa specialità. Anche per l’olimpiade di Tokyo vi sono buone aspettative, contando soprattutto nella presenza, all’interno del quartetto azzurro, di Filippo Ganna, campione del mondo in carica nella competizione individuale. Peraltro l’Italia ha vinto la medaglia d’oro anche nell’edizione del debutto della specialità alle olimpiadi di Londra, nel 1908. In quel caso la finale venne disputata contro i padroni di casa, che arrivarono primi al traguardo ma furono squalificati dalla giuria, dopo il ricorso italiano, per le scorrettezze dell’atleta Albert White, membro del quartetto britannico che, dopo essere caduto ed essere stato ripreso dalla squadra italiana, cercò di ostacolare in tutti modo gli avversari tanto che a termine gara fu preso a pugni da uno spettatore francese, indignato dallo squallido spettacolo.

 

Immagine in evidenza: squadra italiana di inseguimento © Eurosport

Riccardo Avigo

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