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Guida breve al rugby a 7

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Le origini del rugby a 7 vengono attribuite a Ned Haig, macellaio del Melrose nel 1883, che per salvare un torneo organizzato in occasione di una fiera optò per lo “short rugby”. Dal 2016 è entrato a far parte delle Olimpiadi, sostituendo la versione a 15 soppressa dalla manifestazione nel 1924.

Regolamento

Il campo ha le stesse dimensioni di quello del rugby a 15; i giocatori in azione sul campo sono 7 e altri 5 sono pronti a sostituirli; alle mischie ordinate e alle rimesse laterali partecipano 3 giocatori.

La partita si divide in due tempi di dieci minuti l’uno con intervallo di due minuti quando si tratta della partita finale di un torneo importante, altrimenti ogni tempo dura sette minuti con intervallo di un minuto. Nel caso di parità alla fine dei tempi regolamentari la partita continua fino a quando una squadra segni per prima dei punti.

La trasformazione di una meta avviene calciando in drop e non è prevista la possibilità del calcio piazzato, mentre la squadra a riprendere il gioco dopo la realizzazione di una meta è quella che l’ha realizzata (a differenza del rugby a 15 in cui inizia il gioco la squadra che subisce la meta). Ogni cartellino giallo implica la sospensione temporanea di un giocatore per 2′.

Le squadre sono composte da tre avanti, il mediano di mischia, e tre trequarti.

Caratteristiche dei giocatori

  • Atleticità: velocità di un centometrista, capacità di eseguire side step a velocità a dir poco folli.
  • Resistenza: fiato da maratoneta per sostenere i due tempi da 10 minuti.
  • Fisicità: fisici allenati e ben costruiti per prevenire infortuni dovuti ai discreti placcaggi che vengono effettuati
  • Skills: passaggi di 30 metri tra un giocatore e l’altro, capacità di handling per gli off-load
  • Capacità di lettura del gioco: pur giocando 7 vs 7 per tutto il campo cercare di capire dove attaccare non è sempre facile.

Precedente edizione olimpica (Rio 2016)

Nella scorsa Olimpiade la nazionale figiana ha stupito tutti per l’alto livello espresso, meritandosi l’epiteto di “Flying Fijians” per rapidità di movimento e utilizzo dell’off-load. Ma anche per la continuità diretta del gioco, vincendo la finale contro la Gran Bretagna per 43-7.

©CIO, Twitter

Nel torneo femminile la nazionale australiana ha trionfato in una combattutissima finale contro le Black Ferns (Nuova Zelanda) per 24-17, dopo aver vinto anche le World Rugby Sevens Series sempre ai danni della Nuova Zelanda. 

In Italia 

In Italia solo da poco si inizia a considerare il seven come una possibilità di crescita e di miglioramento. Sono sempre di più i tornei di rugby 7 in giro per l’Italia durante il periodo estivo, nei quali le squadre si presentano sempre più agguerrite e preparate. Le nostre nazionali crescono a vista d’occhio riuscendo anche a mietere vittime importanti. La nostra nazionale ha sfiorato diverse volte la qualificazione alle World Series e non sarà presente a quest’edizione olimpica. 


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Giacomo Civino

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