Calcio

La fine del viaggio del Sassuolo in Serie A

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Il Sassuolo, perdendo 0-2 in casa contro il Cagliari, è aritmeticamente retrocesso in Serie B, ponendo fine, per il momento, alla sua permanenza nella massima serie. Una stagione troppo altalenante per gli emiliani, caratterizzata da molti bassi e pochi alti. Nonostante i verdetti deludenti, il Sassuolo entrerà nella storia del nostro massimo campionato per un primato positivo: nessuna formazione retrocessa era mai riuscita a battere sia all’andata che al ritorno la futura squadra campione d’Italia. I neroverdi ci sono riusciti con l’Inter.

Alla retrocessione ha contribuito senz’altro l’assenza dell’uomo simbolo di questa squadra. Domenico Berardi è stato costretto saltare tutta l’ultima parte di stagione per un infortunio al tendine d’Achille, che lo costringerà a rinunciare anche ai vicini Europei. A nulla è quindi servito l’arrivo di Davide Ballardini, che non è riuscito nel suo ennesimo miracolo, per sostituire Alessio Dionisi, autore senz’altro di un operato insufficiente su tutti i punti di vista (tecnico, tattico, comunicativo ecc.). Carenze a cui devono andarsi a sommare anche le colpe dei giocatori, che quest’anno troppo facilmente si sono sgretolati davanti alle avversità.

Il viaggio del Sassuolo in Serie A

Il debutto del Sassuolo nella massima serie avvenne nella stagione 2013-2014, in cui si salvò con 34 punti; soli due in più rispetto a quanti ne abbia accumulati in 37 giornate in questa annata. In realtà il percorso del Sassuolo parte da molto più lontano, con un progetto ambizioso del compianto presidente Giorgio Squinzi che ha portato questa società ad essere un modello di riferimento su tanti aspetti, di campo e non, tra cui la crescita dei giovani ed una programmazione sempre oculata. Dopo qualche, inevitabile, stagione di “assestamento” nella massima serie, i neroverdi nella stagione 2016-2017, guidati da Eusebio Di Francesco arrivano addirittura a disputare la fase a gironi di una competizione europea, andando ad inserirsi nel gruppo F dell’Europa League assieme a Genk, Athletic Bilbao e Rapid Vienna. Seguono poi stagioni contraddistinte da una certa solidità, senza mai rischiare concretamente di retrocedere, a sostegno dell’ottima base creata nel corso degli anni. Un mix di calciatori esperti e giovani, puntualmente poi rivenduti al miglior offerente (Manuel Locatelli, Merih Demiral, Davide Frattesi, Hamed Junior Traorè, Gianluca Scamacca gli esempi più rilevanti). In questa stagione poi sono saltati fuori diversi problemi ed il Sassuolo è retrocesso in Serie B.

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La delusione dei giocatori del Sassuolo dopo la sconfitta con il Cagliari

Le dichiarazioni del DS Giovanni Carnevali e di Ballardini, arrivate dopo l’aritmetica retrocessione, contribuiscono a gettare ancora più incertezza sul futuro prossimo del Sassuolo, destinato in estate ad una quasi totale rivoluzione della rosa a causa della differenza di budget tra Serie A e Serie B. Tutto questo però con l’obiettivo primario di disputare un campionato di alta classifica per tentare subito la risalita nella massima serie.

La retrocessione del Sassuolo rappresenta un fallimento tecnico?

In pochi ad inizio stagione potevano immaginare un epilogo del genere per i neroverdi, anche considerando le cifre, comunque importanti, spese nel corso degli ultimi mercati estivi. Investimenti che evidentemente si sono rivelati sbagliati e che portano, in fin dei conti, ad un importante conclusione: il Sassuolo ha sbagliato tanti mercati, forse addirittura troppi. I giovani valorizzati e poi venduti non sono stati, probabilmente, sostituiti correttamente. I giocatori arrivati non hanno saputo immergersi pienamente in quella che è la realtà neroverde e di conseguenza la squadra ha fatto notevole fatica.

C’è poi un’altra narrazione, che vuole il Sassuolo retrocesso perché “non ha un’anima” o perché non ha la “piazza” che deve avere una grande squadra. Certamente anche l’assenza di uomini simbolo per questa squadra come capitan Francesco Magnanelli, come Simone Missiroli o Federico Peluso ha contribuito a questo epilogo; ed è proprio in momenti come quelli vissuti nell’ultima stagione che si nota la mancanza di queste figure fondamentali che aggiungono carisma, voglia e determinazione nel conseguire un risultato.

Immagine in evidenza: ©X, U.S. Sassuolo

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Alessandro Zurlo

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