La WNBA ha un problema

Le WNBA Finals 2025 sono iniziate ieri notte, e questa sera alle 21 ora italiana andrà in scena il secondo capitolo della prima serie al meglio delle sette gare nella storia della lega professionistica americana di pallacanestro femminile. Gara 1 è andata alle Las Vegas Aces, che hanno battuto 89-86 le Phoenix Mercury, grazie ai 21 punti dell’MVP A’Ja Wilson e di una sorprendente Dana Evans dalla panchina. Per le Aces sarebbe il terzo titolo negli ultimi quattro anni, mentre Phoenix si affida all’esperienza di grandi vincenti come Alyssa Thomas, Dewanna Bonner e Kahleah Copper, che nei primi due turni hanno fatto fuori New York e Minnesota, finaliste dello scorso anno.

La notizia più rilevante però non arriva dal campo, ed è piuttosto insolito con le finali in pieno corso di svolgimento. Le dichiarazioni di Napheesa Collier durante la exit interview delle Minnesota Lynx hanno fatto clamore e lasciato un segno profondo, avranno ripercussioni sul futuro a breve e lungo termine della lega e segnano un precedente molto significativo per lo sport americano.

Collier è una delle migliori al mondo, leader della squadra con il miglior record della lega e seconda nelle votazioni per l’MVP. Inoltre, è anche vicepresidente della WNBPA, il sindacato delle giocatrici, e soprattutto co-fondatrice insieme a Breanna Stewart di Unrivaled, la lega di 3×3 pensata da giocatrici per le giocatrici, non più costrette ad andare in Europa per guadagnare e giocare ad alto livello in offseason, con ottime strutture a disposizione. I suoi playoff si sono conclusi con un brutto infortunio alla caviglia nel finale di gara 3 a Phoenix, che l’hanno costretta a guardare da fuori l’eliminazione delle compagne e che ha mandato su tutte le furie coach Cheryl Reeve, multata e sospesa per gara 4 dopo i suoi commenti sull’arbitraggio. La tutela dell’integrità delle giocatrici e della competizione in campo è solo il punto di partenza dell’accusa di Collier, rivolta direttamente alla commissioner Cathy Engelbert.

«La vera minaccia per questa lega non è economica, non sono gli indici di ascolto, mancati fischi o il gioco fisico, è la mancanza di responsabilità negli uffici. Che alla lega interessi la salute delle giocatrici è un conto, ma che non interessi nemmeno il prodotto che portiamo in campo è veramente un autosabotaggio». Successivamente, Collier riporta delle affermazioni di Engelbert in un colloquio durante la sua visita alle strutture di Unrivaled. «Le ho chiesto come pensava di affrontare i problemi di arbitraggio, e la sua risposta è stata che solo i perdenti si lamentano con gli arbitri. Le ho anche chiesto come pensasse di risolvere il fatto che giocatrici come Caitlin, Angel e Paige stessero chiaramente portando grandi guadagni alla lega, ma guadagnando così poco nei primi quattro anni. La sua risposta è stata ‘Caitlin dovrebbe ringraziare per i milioni che guadagna fuori dal campo, perché senza la piattaforma data dalla WNBA non guadagnerebbe nulla’. Nella stessa conversazione, mi ha anche detto che le giocatrici dovrebbero ringraziare in ginocchio per i contratti media che ho ottenuto per loro. Questa è la mentalità che ci guida dall’alto. La lega crede di avere successo nonostante le sue giocatrici, non grazie a loro».

Il riferimento è all’ultimo contratto televisivo firmato nel 2024, della durata di undici anni e del valore di circa 200 milioni di dollari. Un passo inevitabile, visto l’impatto mediatico di nuove stelle come le già citate Caitlin Clark, Angel Reese o Paige Bueckers, necessario ma non sufficiente nel pieno delle trattative per il nuovo contratto collettivo, con la prima scadenza fissata per il 31 ottobre. Attualmente, il valore del rookie scale deal per una delle prime scelte al draft è di meno di 350.000 dollari in quattro anni, frutto di un salary cap totale di poco superiore a 1.500.000. Il totale dei salari rappresenta meno del 10% dei ricavi della lega, percentuale nettamente inferiore rispetto a qualsiasi altra lega americana. Ad esempio, in NBA arriva quasi al 50%, e quando negli anni ’80 la lega maschile aveva un fatturato simile a quello della WNBA attuale, il monte stipendi totale era quasi quattro volte superiore. Durante il riscaldamento dell’ultimo All-Star Game, tutte le giocatrici indossavano una maglietta con la scritta “Pay us what you owe us” (pagateci quello che ci dovete), che generò molta discussione, specialmente tra chi considera la WNBA una lega incapace di attrarre e generare sufficiente profitto. Una lettura molto parziale della realtà di questi anni.

Secondo l’articolo The Mysterious Finances of the WNBA (T.Hitt), pubblicato su Sherwood News a settembre 2024, i ricavi della lega sono raddoppiati tra il 2019 e il 2023, raggiungendo i 200 milioni di dollari, pur continuando a dichiarare perdite. Secondo bilanci non ufficiali, nel 2023 sarebbero aumentate fino a 50 milioni, rispetto alla media di circa 10 stimata da Adam Silver, commissioner della NBA. La lega maschile detiene il 42% di quella femminile, coprendo in buona parte i costi operativi, e anche tra le franchigie ci sono diverse proprietà condivise. Nonostante la WNBA esista da meno di trent’anni, quindi comprensibilmente ancora in espansione, è difficile pensare che la lega stia effettivamente perdendo soldi, ma anzi facendo grossi investimenti in strutture e in squadre di espansione (Golden State da quest’anno, Portland e Toronto dal 2026 e altre in futuro) che verosimilmente saranno profittevoli, considerata la grande crescita mediatica e i record stracciati continuamente a livello di audience e presenze nelle arene.

Fare leva sulla sostenibilità economica diventa quindi lo strumento in mano alla lega per cercare di essere in una posizione dominante nel definire l’accordo per il CBA, ma le parole di Collier segnano un netto spartiacque in una trattativa sempre più tesa, con un possibile lockout da considerare. «Abbiamo le migliori giocatrici del mondo, abbiamo i migliori tifosi del mondo, ma in questo momento abbiamo la peggior leadership del mondo», conclude la stella delle Minnesota Lynx, con il titolo forse più di impatto di un messaggio destinato ad avere enormi ripercussioni.

(Immagine in evidenza: John Mac — MN Lynx vs Indiana Fever, 14 July 2024 — via Wikimedia Commons — Licenza: CC BY-SA 2.0)

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