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L’interViSta – Una chiacchierata con Filippo Conca, nuovo volto del ciclismo italiano

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Se frequentate le sponde del lago di Como, sicuramente vi sarete accorti della enorme quantità di ciclisti e cicloamatori appassionati delle due ruote che quotidianamente macinano chilometri in un territorio amato in tutto il mondo. Tra di loro spicca Filippo Conca, classe 1998, nativo di Lecco e da quest’anno in forza alla corazzata belga della Lotto Soudal. Filippo si è conquistato un posto all’interno del World Tour dopo i prestigiosi piazzamenti ottenuti nella categoria Under 23, in particolare al Giro Ciclistico d’Italia, dove ha saputo per due anni consecutivi piazzarsi in quinta posizione della generale. Il ragazzo ha talento e le capacità per mostrarlo al grande pubblico, ma lasciamo parlare il protagonista.

Filippo, inizierei chiedendoti un commento sul Tour de la Provence -esordio stagionale per l’atleta lecchese-, com’è l’ambiente Lotto Soudal e soprattutto com’è nata la vittoria della classifica GPM (gran premio della montagna)?

Ero in squadra con tre campioni: Philippe Gilbert, John Degenkolb e Tim Wellens. Da loro bisogna imparare il più possibile per arricchire il proprio bagaglio personale, il mio compito al Tour de la Provence era quello di aiutarli. La squadra ha creduto in me e viste le dinamiche di corsa mi sono ritrovato in fuga (2° tappa) e al traguardo con la maglia di miglior scalatore. Con il ritiro di Wellens, gli obbiettivi sono cambiati e da quel momento il piano era di difendere il primato conquistato. Fortunatamente è andato tutto bene e sono riuscito a portarla a casa.

Filippo Conca vincitore della classifica GPM ©Cor Vos

Hai citato grandi nomi del ciclismo contemporaneo, nella rosa del team belga salta agli occhi il nome di Thomas de Gendt, che se non sbaglio è il tuo ciclista preferito. Lo hai già conosciuto di persona e cosa ammiri in lui?

Non l’ho ancora trovato né in allenamento né in gara, anche per via dei problemi legati al Covid, la squadra preferisce non fare ritiri numerosi. De Gendt è l’atleta a cui mi ispiro, ciclisti come lui o Jens Voigt, li apprezzo per il loro modo di andare in fuga, so che mi risulterebbe più facile avere una carriera così rispetto a tirare tutto il giorno per i capitani.

Visto che il calendario ha subito tanti rinvii e cancellazioni, soprattutto su suolo iberico, come sarà organizzato il tuo proseguimento di stagione? Si pensa a lungo termine o mese per mese si decidono con la squadra le gare da disputare?

Per ora, essendo neoprofessionista, la squadra sta scegliendo mese per mese. Molte gare sono saltate, questo ha portato un innalzamento del livello dei partecipanti alle corse e le varie squadre preferiscono far gareggiare i big. Nel mio caso il calendario continua a cambiare: avrei dovuto essere alla partenza delle prime classiche in Belgio ma non andrò e al loro posto correrò le Strade Bianche (6 marzo), poi si vedrà.

Mi piacerebbe tornare sull’argomento compagni di squadra. Nella Lotto Soudal milita dal 2020 un altro italiano, Stefano Oldani. Ti fa da “mentore”? Essendo la sua seconda stagione nel World Tour e avendo già disputato un Giro d’Italia, ti elargisce dei consigli utili nella vita quotidiana da ciclista professionista?

Lo conosco da tanti anni -i due si sfidano sin dalle categorie giovanili- e sono amico con Stefano. Mi è stato d’aiuto nell’ambientarmi nel team: oltre a noi l’unico italiano, tra lo staff, è un meccanico. Mi ha dato una grossa mano questo inverno a sorpassare le difficoltà che lui stesso aveva riscontrato l’anno prima.

Le ultime due domande che volevo proporti evadono dal mondo dell’agonismo. Informandomi sul tuo background tramite social e canali mediatici, ho scoperto che sei iscritto all’università e frequenti un corso di economia e commercio. Raccontaci un po’ di quest’altra “esperienza personale” della tua vita? Stai radicando basi per un domani post-carriera?

Ho continuato a studiare dopo le superiori e mi ero iscritto all’università Bicocca di Milano, ma già da Under 23, nel team Palazzago, vivendo in ritiro mi sono trovato in difficoltà a frequentare e ho abbandonato. Dopo due anni, ho fatto la scelta di riprendere il percorso degli studi in un’università telematica, che è l’unica opzione che ho essendo sempre via. La scelta di economia e commercio deriva dalla volontà di proseguire il percorso di studi iniziato con ragioneria alla scuola superiore. Per un futuro post-carriera -speriamo il più tardi possibile- mi piacerebbe diventare manager di una squadra, sperando che una laurea possa dare qualcosa in più.

Concluderei con una battuta per lasciare un sorriso ai lettori. Il pistacchio, vero protagonista della tua dieta, è la tua arma segreta per ottenere risultati di rilievo?

Il pistacchio è il mio cibo preferito, soprattutto la crema di pistacchio. Dai, possiamo dire che è la mia arma segreta!

Ringrazio di cuore per la disponibilità Filippo Conca, sperando di poterlo risentire più avanti nel corso della stagione.

 

Mirko Efoglia

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