Rugby

Nuova Zelanda e Sudafrica ancora sul tetto del mondo

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L’anno 2021 è stato insolito quanto straordinario sotto molti punti di vista, anche per quanto riguarda la palla ovale.
Senza dubbio Nuova Zelanda e Sudafrica sono state le protagoniste assolute, contendendosi di continuo il primato del World Rugby Ranking.

Cerchiamo di capire dunque quale nazionale è stata la migliore questa stagione e cosa potremmo aspettarci invece nei prossimi mesi.

Il Sudafrica resta una certezza

Gli Springboks non scendevano in campo addirittura dal 2019, da quella storica finale di Coppa del Mondo vinta ai danni dell’Inghilterra. Infatti l’anno scorso lo scoppio della pandemia ha impedito loro di giocare il Championship, il torneo annuale tra le migliori squadre dell’Emisfero Sud.
Per questo i dubbi sul Sudafrica erano molti, nonostante una rosa sensazionale con alcuni dei migliori interpreti del rugby moderno come Kolbe, Pollard e Etzebeth.

La nazionale di coach Nienaber però si è dimostrata ancora un osso duro e il suo spesso criticato game plan, molto fisico e con un utilizzo ridondante del gioco al piede, ha dato i suoi frutti. Nel duro mondo dei test match dunque il pragmatismo batte la spettacolarità.

Dopo aver superato con facilità la Georgia, i verdeoro hanno affrontato l’impegnativa serie contro i British & Irish Lions; decisa ancora una volta da un’epica punizione di Morné Steyn che è valsa un altro trofeo in bacheca.

Ad agosto gli Springboks festeggiano la vittoria della serie contro i Lions @sarugby

Invece un mese dopo i sudafricani hanno fallito nel Championship, inciampando a sorpresa ben due volte su una rediviva Australia; il terzo posto finale è alquanto amaro, nonostante l’incredibile vittoria sulla Nuova Zelanda nell’ultima giornata. Comunque a novembre sono tornati alla ribalta, mettendo a segno due solide vittorie in casa di Galles e Scozia prima di venire sconfitti di misura 27-26 dall’Inghilterra.

Il bilancio dunque è di 8 vittorie su 13 partite: resta comunque una stagione da ricordare per il rugby sudafricano e a conti fatti il primo posto nel ranking sembra essere meritato.

Il ritorno degli All Blacks

La Nuova Zelanda è quella squadra per cui una singola sconfitta può minare un’intera annata: un po’ per la fama che si sono costruiti, un po’ per la mentalità vincente che li contraddistingue. Vincere e soprattutto vincere bene è dunque il mantra della nazionale che ha fatto la storia conquistando due Mondiali di fila.
Perciò dopo le brutte prestazioni del 2020 era il più necessario possibile tornare di prepotenza sulla scena internazionale.

La Nuova Zelanda alza il diciottesimo Rugby Championship @allblacks

Il 2021 si prospetta allora come l’anno del riscatto per gli All Blacks.  Da giugno in poi realizzano 9 vittorie di fila, l’ultima contro il Sudafrica, in un match al cardiopalma risolto da una punizione di Jordie Barrett. Una settimana più tardi Kolisi e compagni si sarebbero presi la rivincita, ma a quel punto il Championship era già nelle mani dei neozelandesi.

La nota dolente arriva però nelle Autumn Nations Series. La Nuova Zelanda s’impone con risultati eclatanti su Stati Uniti, Galles e Italia, ma poi crolla prima in casa dell’Irlanda e infine contro un’incredibile Francia.

Due sconfitte pesanti in cui i TuttiNeri hanno commesso errori banali e hanno subito tutto il tempo gli avversari, che d’altro canto sono stati encomiabili. Probabilmente senza questi due episodi la vetta del ranking mondiale sarebbe ancora loro.

Ciononostante, gli All Blacks hanno ottenuto lo stesso risultati incredibili: 12 vittorie in 15 partite, a cui si aggiungono ben 720 punti segnati e 101 mete realizzate in un anno solare, entrambi record.

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Una delle tantissime mete segnate dai neozelandesi questa stagione: contro il Galles Sevu Reece finalizza una stupenda azione corale.

Che fine hanno fatto le europee?

In Europa non è mancato lo spettacolo, ma alla lunga diverse nazionali si sono dimostrate troppo incostanti o ancora incomplete per affermarsi come la migliore al mondo.

Il Galles per esempio si è aggiudicato il Sei Nazioni all’ultima giornata, mentre nei mesi successivi non ha certo brillato, segno che è ancora in una fase transitoria.

Invece l’Inghilterra ha deluso enormente al Sei Nazioni 2021, dove è arrivata penultima, ma a novembre ha stupito tutti, rimanendo imbattuta nelle Autumn Nation Series; come del resto hanno fatto Francia e Irlanda.
In particolare quest’ultime si sono rivelate le più in forma dell’emisfero Nord: entrambe in crescita continua, hanno ottenuto diverse vittorie di spessore e si sono mostrate capaci di competere con le big dell’emisfero Sud.
Di conseguenza le aspettative su francesi e irlandesi sono altissime per i prossimi dodici mesi.

La vittoria della Francia sugli All Blacks

La Francia esulta davanti al suo pubblico dopo la vittoria 40-26 sugli All Blacks a novembre @francerugby

I migliori al mondo

Premessa: il World Rugby Ranking non permette di stabilire con certezza quale nazionale sia la migliore, ma rende indicativamente il bilancio dei risultati delle varie nazionali. A questo scopo si utilizzano a criteri quali margine di vittoria e forza di una squadra partita dopo partita.
In breve, chi vince con più costanza scala la classifica.

In virtù della discontinuità delle Home Nations, la migliore di quest’anno può essere solo una tra Sudafrica e Nuova Zelanda, in virtù sia dei risultati che della fisicità e dell’intensità di gioco espresse; impareggiabili.

A conti fatti la Nuova Zelanda ha avuto una stagione più brillante, ma il Sudafrica è apparso altrettanto in forma. D’altro canto gli scontri diretti sono risultati in una vittoria per parte, confermando entrambe un gradino sopra al resto del mondo.

Siya Kolisi e Ardie Savea, capitani rispettivamente di Sudafrica e Nuova Zelanda, posano per le foto di rito prima del centesimo incontro tra le due nazionali Twitter: @allblacks

In conclusione, è più corretto parlare di un vero e proprio duopolio tra All Blacks e Springboks.
Nel frattempo occhio a Inghilterra, Francia e Irlanda, apparse a novembre definitivamente pronte per scalzare chiunque dal trono. Chi tra queste si aggiudicherà il prossimo Sei Nazioni potrebbe diventare la vera favorita alla conquista del Mondiale 2023.

Samuele De Rossi

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