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Pedro Acosta: il giovane “Attila” della classe cadetta

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Il mondiale Moto3 è una delle classi che solitamente regala più spettacolo per i fan delle due ruote. La vicinanza di prestazioni tra i team rendono le gara molto combattute con solitamente un gruppone di dieci o più piloti a battagliare per la vittoria, ed è proprio qui che un talentino spagnolo, Pedro Acosta, appena 17enne, si sta imponendo con costanza e velocità allo stato puro.
Per molti è il successore naturale di Marc Marquez, vincitore di 8 titoli mondiali, quindi uno dei più vincenti in tutta la storia delle due ruote dopo ovviamente a Giacomo Agostini e Valentino Rossi.

Gli inizi

Pedro Acosta nasce a Puerto de Mazarrón, un comune spagnolo di 31 mila abitanti nella comunità autonoma di Murcia, il 25 maggio 2004.
Famiglia normalissima, non ricca. Il padre lavora come pescatore e lo indirizza fino alla sua tenera età alle due ruote. Infatti, a 5 anni gli viene regalata la sua prima motocross ma il futuro di Pedro sarà per i circuiti e non per lo sterrato.

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Il suo nome comincia ad avere una certa risonanza in Spagna quando nel 2017 partecipò nella categoria PreMoto3 sbaragliando gli avversari con discreta facilità. Questo successo gli permise l’anno seguente di giocarsi le sue carte nel Mondiale Junior Moto3 dove però non riuscirà a trionfare.
La sua costanza e la sua capacità di guidare in maniera aggressiva senza però sbagliare spesso rendono possibile il suo ingresso nella famiglia Red Bull e la sua permanenza nel 2019 e nel 2020 nella Red Bull Rookies Cup.
L’anno del debutto per Acosta regala subito grandi gioie, diversi i successi e i buoni piazzamenti che lo portano a fine campionato alla seconda posizione iridata. La stagione seguente invece, migliora ciò che era possibile migliorare e conquista il titolo. Vittoria che lo porta così a firmare il contratto per la partecipazione al mondiale Moto3 nel team Ajo KTM dove ad oggi corre.

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L’inizio sorprendente da rookie

In pochi avrebbero detto che Acosta sarebbe stata la variabile impazzita di questa prima parte del mondiale Moto3.
Pilota N°37 del team Red Bull KTM Ajo, è compagno di squadra di un volto noto della categoria: Jaume Masiá, vincitore della prima gara in Qatar.
Il weekend di Acosta si conclude positivamente con il primo podio della sua carriera, gara non facile la sua visto che partiva solamente dalla undicesima piazza.

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Il secondo weekend di gara si svolge sempre nel tracciato di Losail. Il pilota però sembra essere in difficoltà visti gli scarsi risultati durante i turni di prova e la sola nona posizione in griglia maturata durante il turno di qualifiche. Posizione che si tramutò in una partenza dalla pit lane per delle penalità accumulate durante il weekend.
Lo spagnolo però non si è arreso alle difficoltà e con grande maestria, aggressività e cervello si è fatto largo nel gruppo fino al traguardo. Questa volta però tagliandolo per primo.
La sua impresa viene scritta nei libri di storia del motociclismo essendo stato l’unico nella storia della classe leggera del motomondiale a raggiungere questo risultato.

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Il circus del motomondiale si sposta in Portogallo, tappa nuova per il motomondiale. Infatti è solamente la seconda volta che i piloti percorrono la pista di Portimao. Prima di allora il motomondiale aveva corso al famoso Estoril, lasciato dopo la gara del 2012 dove vinsero Sandro Cortese in Moto3, Marc Marquez in Moto2 e Casey Stoner in MotoGP.
Acosta trova fin da subito un ottimo feeling nelle prove libere, ciò lo porta a classificarsi ottavo per la qualifica.
La gara è un’autentico capolavoro. La grande lotta con Dennis Foggia fino al traguardo mostra ancora una volta le grandi capacità dello spagnolo nel tenere la mente fredda ed effettuare splendidi sorpassi ogni qualvolta ce ne sia la possibilità. Dopo questo risultato la leadership del mondiale sembra sempre più consolidata.

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Scenario simile si ripete anche a Jerez de la Frontera, tracciato che Acosta conosce bene avendoci corso già diversi anni nella altre categorie.
Nelle prove libere non illumina particolarmente, rimanendo sempre stabile nelle posizioni oltre alla decima. In qualifica si posiziona tredicesimo ma dopo le precedenti gare la rimonta sembra ormai scontata.
La domenica infatti, con calma e razionalità, supera tutti i suoi avversari sfruttando la pista a suo vantaggio e vincendo la gara.
In totale sono 95 i punti conquistati in sole 4 gare, un record che abbatte la concorrenza dei suoi rivali per il titolo. La dichiarazione di Andrea Migno alla fine della gara: “Non fatemi domande su Acosta” fa capire quanto il ragazzo metta a dura prova la tenuta dei suoi rivali.

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Gestione da campione

In Francia, Italia, e Catalogna gareggia intelligentemente e senza prendere rischi inutili.
In Francia, non avendo la moto a posto con il set-up, ha limitato i danni, dopo concludendo in ottava posizione. Quindi limitando anche la perdita di punti nel mondiale.  La gara sarà vinta dal suo connazionale Garcia.

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In Italia, nello splendido circuito del Mugello, il clima di festa del weekend viene tragicamente smorzato dalla perdita di un giovane collega dei piloti.
Jason Dupasquier, giovane promessa svizzera che correva nel team CarXpert PrustelGP. Il trauma cranico subito dopo un’incidente tra le 2 arrabbiate gli è stato fatale.
Acosta si classifica secondo nelle qualifiche ma una gara non molto brillante gli consegnano solo una settima posizione, che per via di un track limits nell’ultimo giro si tramuta poi in ottava. La gara verrà vinta invece dal pilota di casa Dennis Foggia.

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In Catalogna si ritrova un’Acosta concentrato e tranquillo dopo le prestazioni sottotono delle due gare precedenti. Durante le prove rimane come sempre nel gruppone senza dare indicativi segnali ai suoi diretti rivali. In qualifica si classifica venticinquesimo, ma la domenica lotta come un gladiatore e sorpasso dopo sorpasso si porta in top ten, precisamente in settima posizione. Secondo successo invece per Sergio Garcia.

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Il ritorno là davanti

Si arriva poi in Germania, precisamente al Sachsenring. Nelle prove libere mostra tutta la sua capacità e velocità nei primi 2 turni di libere, anche se poi in qualifica le cose vanno diversamente. La posizione di partenza in griglia infatti sarà solamente una tredicesima.
In gara però, come spesso è accaduto quest’anno, domina in lungo ed in largo controllando costantemente i suoi avversari e non permettendo a nessuno di fuggire dal gruppone. Rimasto tra la seconda e la settima posizione per tutta la gara, negli ultimi 2 giri comincia a spingere davvero e prende il vantaggio che basta per assicurarsi il quarto successo della sua stagione in solamente 8 gare. Un dominio che non si vedeva dai tempi di Maverick Vinales nel 2012Denny Kent nel 2015 e Joan Mir nel 2017.

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Si arriva all’ultima gara prima della pausa estiva. Si corre allo storico circuito di Assen in Olanda, casa motociclistica di Valentino Rossi, diventato proprio durante il weekend cittadino onorario della città.
Acosta trova un buon feeling con la moto già dalle prove libere. Durante le ultime prove libere un incidente con Nepa e Rossi all’ultima curva tolgono la possibilità allo spagnolo di svolgere le qualifiche del sabato e per questo partirà diciottesimo.
Altra gara in rimonta ed altro grande risultato. Conclude quarto limitando i danni dopo la gran botta del sabato che non gli ha permesso di spingere al 100%.

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Futuro e suggestioni

Indipendentemente da come finirà il mondiale di quest’anno in Moto3, le voci che circolano danno per certo che Pedro Acosta non sarà più un pilota della classe leggera il prossimo anno.
La sua stoffa e la sua maturità, oltre alla capacità di portare a casa sempre punti preziosi gli varranno il posto in sella nel team KTM della Moto2, al posto di un Gardner che invece approderà in MotoGP.
Le sue caratteristiche di guida hanno fatto modo che venisse fin da subito catalogato come nuovo Marc Marquez. Etichetta che per ora rispetta perfettamente anche se i suoi punti di riferimento sono altri (si parla di piloti come Casey Stoner e Kevin Schwantz, 2 pesi massimi di questo sport).

Vedremo come concluderà la stagione, ad ogni modo sembra destinato a rientrare nell’olimpo dei giovani fenomeni che presto colonizzeranno la classe regina.

Guido Broglio

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