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Peter Stetina preferisce il gravel alle gare del WorldTour

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Peter Stetina preferisce il gravel alle gare del WorldTour

 

di Andrew Hood

traduzione di Marco Baldassarre

 

 

 

Il ciclista della Trek-Segafredo Peter Stetina lascerà le gare del WorldTour per iniziare una carriera nelle gare gravel ed ultra-endurance di mountain bike. “Non è un ritiro,” dice Stetina.

 

Quando Peter Stetina la scorsa estate prese parte alla Dirty Kanza 200, ebbe a provare qualcosa che non aveva provato per anni. Nervosismo? Forse. Batticuore? Anche. Un po’ di tremito pre-gara? Be’, sì, dopotutto era uno smilzo scalatore proveniente dal WorldTour pronto a scorrazzare attraverso la maledetta prateria. Ma c’era qualcos’altro. Il cuore gli batteva in gola.

Non vogliamo dire che gareggiare nei più grandi e prestigiosi eventi del WorldTour stava diventando una routine, ma là fuori, nel mezzo dell’entroterra del Kansas, si stava sentendo di nuovo come un corridore.

“Tutto è iniziato quando ho iniziato a partecipare a queste gare del calendario alternativo,” ha detto Stetina a VeloNews. “Ero più nervoso alla partenza del Dirty Kanza che al Lombardia. Era la mia nuova passione.”

Chiamatela l’estate della polvere.

Stetina ha riscoperto il suo amore per il gareggiare nei posti più improbabili. Dalla Waffle Ride in Belgio (che ha vinto), alla Dirty Kanza (secondo) e Leadville Trail 100 (quarto), ci ha dato dentro tutta l’estate.

E da qualche parte là fuori tra le pianure impolverate, ha preso una fatidica decisione che cambierà definitivamente la sua carriera di ciclista professionista. Nel 2020, Stetina lascerà il fascino, lo stress, il denaro ed il prestigio del WorldTour, e si avventurerà per un nuovo cammino.

Ecco a voi Peter Stetina — il corsaro del gravel.

“Mi piace ancora il ciclismo su strada, ed avrei voluto provare a mischiare le due cose, ma non era fattibile,” ha detto. “La maggior parte dei manager nel WorldTour non sono ben disposti verso questa cosa, e quindi mi metterò ufficialmente in proprio in questa ardita avventura.”

Una nuova avventura nel gravel

Di base nel WorldTour dal 2010, Stetina crede che avrebbe potuto restare nelle alte serie del ciclismo su strada. Eppure, dopo aver corso al top di questo sport per una decina di anni, affrontando tutti gli alti ed i bassi che accompagnano la vita di un ciclista di alto livello, Stetina si è sentito così a suo agio a pedalare sulla ghiaia questa estate che ha capito di essere pronto per un cambiamento.

“Cerchiamo di essere chiari — questo non è un ritiro. E’ una transizione,” ha detto Stetina. “Fisicamente sono al top. Sono felice ed ancora affamato, ma ho realizzato che c’è ancora tanto da ottenere in un altro regno.”

Stetina lascerà il WorldTour alle sue condizioni e si imbarcherà in una nuova avventura nel 2020. Gareggerà quasi esclusivamente in eventi gravel o di mountain bike endurance. E correrà per un brand tutto suo, con una scuderia di sponsor privati alle sue spalle.

Non è stato facile tagliare il cordone. I grandi cambiamenti nella vita non sono mai facili.

“E’ stata mia moglie a parlarne per prima. Mi disse che non mi vedeva più tanto felice di andare in bici da un bel po’,” ha detto Peter. “Soltanto a parlare di questa idea del gravel, c’era di nuovo eccitazione nella mia voce.”

Per la stagione 2020 Stetina avrà finanziatori importanti, incluso sponsor di alto profilo come Canyon, Sportful e Clif Bar. Ma quando le gomme saranno sulla ghiaia, sarà lui, da solo, contro il vento.

“E’ stata una decisione difficile da prendere,” ha detto. “Credo ne valga la pena. Questa nuova sfida mi allungherà la carriera, ed un incentivo è che sarò più stabilmente negli USA. Uno dei mantra della mia carriera è “Un corridore felice è un corridore veloce.”

Stuzzicato dalle vibrazioni del gravel

Stetina ha avuto un’anteprima, questa estate, di ciò che un “calendario alternativo” può offrire. E’ stata una rivelazione, da diversi punti di vista.

Non soltanto stava gareggiando più vicino a casa, alla famiglia ed agli amici, — per non menzionare i fast food di In-and-Out — ma aveva un posto in prima fila per la propria passione ed un grande slancio da riversare verso la scena gravel ed endurance.

“In termini di marketing per le compagnie, stiamo assistendo all’intero mercato statunitense e mondiale andare in quella direzione,” ha detto. “La scena gravel è in forte crescita, e questo mi ha dato fiducia, era il momento giusto.”

Nel gravel in questo momento c’è quello stesso senso di novità, di avventura, e di possibilità che chiunque poteva provare nella mountain bike dei tardi anni ’80 e primi ’90. Adesso è del gravel che tutti stanno parlando. E, forse ancora più importante, è ciò che tutti stanno facendo.

Dopo aver guardato dai box, Stetina è voluto entrare in campo. E allora questa estate è saltato dentro a piè pari, correndo un calendario parallelo al suo impegno a tempo pieno con la Trek-Segafredo. Ha comunque corso 79 giorni di gara nel WorldTour — tanti per gli standard di oggi — iniziando a gennaio con il Santos Tour Down Under e fino al Gree-Tour of Guangxi ad ottobre. Nel mezzo ha corso due monumento (Liège e Lombardia), il Dauphiné ed il Tour of the Basque Country — la gara dove aveva quasi terminato la propria carriera a causa di una grave caduta nel 2015 — così come la Vuelta a España e l’Amgen Tour of California.

E nel mezzo del suo lavoro quotidiano, si è preso anche un po’ di divertimento. E’ stato là fuori, tra le strade impolverate, spingendo la sua bici con un misto di sofferenza ed entusiasmo dalla California al Colorado al Kansas, che ha cominciato ad immaginare un futuro diverso.

Ciò che ha amato forse più di ogni altra cosa sono state le vibrazioni ed il senso di cameratismo tra i corridori ed i tifosi a bordo strada. Nel WorldTour, i tifosi vengono tenuti a distanza dietro le barriere ed i professionisti si nascondono dentro gli autobus della squadra. Nella scena gravel, i professionisti come Stetina corrono sulle stesse strade dei tifosi, e poi tutti vanno a bere birra insieme e scambiare una chiacchiera quando la gara è finita. Non si trova la stessa passione ed affinità ad una monumento o un grand tour.

“C’è così tanto divertimento e carattere, in questi eventi,” ha aggiunto. “Puoi essere più propriamente un atleta. Entri in contatto con i tifosi. Ho sentito di nuovo la bellezza della comunità ciclistica. Si tratta ancora di correre ed essere competitivo, ma è anche un mostrare che sei qualcosa di più di una macchina da competizione.”

Tagliare il cordone del WorldTour

Dentro di sé, Stetina sapeva di voler continuare a divertirsi col gravel e voleva abbracciare la comunità delle proprie origini. Sapeva anche che avrebbe dovuto prendere una decisione.

A starlo a sentire, la sua prima opzione sarebbe stata di continuare a gareggiare nel WorldTour, ma soltanto a patto di poter continuare col suo nascente universo parallelo. I dirigenti volevano Peter Stetina, il ciclista del WorldTour; non erano interessati alle esibizioni del suo secondo lavoro.

“Quando ho iniziato a parlare con alcune squadre per un nuovo contratto, una clausola che volevo inserire era di essere libero di poter correre anche il gravel,” ha spiegato Stetina. “E’ una cosa sensata per molti sponsor, ma i dirigenti europei non la vedono alla stessa maniera. Il punto principale è che la loro responsabilità è vincere le gare su strada, ed il modello di sponsorizzazione eurocentrico gli rendeva difficile poter giustificare le mie gare sul gravel. Alcuni mi hanno detto senza mezzi termini che pensavano non mi impegnassi più al massimo, nonostante avessi effettuato una lunga e solida stagione su strada, culminata con una grande Vuelta ed un ottimo Guangxi, ed ho fatto molto bene anche nel gravel.”

Quindi Stetina era di fronte ad un dilemma. Rimanere nel WorldTour — l’assoluto pinnacolo del ciclismo professionale — o saltare dal dirupo? Ha scelto la seconda.

Dopo lunghe discussioni con colleghi intimi, amici e familiari, e soprattutto con sua moglie, Stetina ha deciso di mettersi in proprio. Voleva scrivere il proprio copione, a modo suo, con le proprie ambizioni riguardo al gravel ed all’endurance al centro di tutto.

Stetina ha lavorato minuziosamente con il suo agente di lunga data Martijn Berkhout, di SEG Cycling, ed ha drizzato le antenne. Le squadre esitavano a concedere una firma per un calendario così poco ortodosso, ma gli sponsor ne erano entusiasti. Peter sta ancora mettendo insieme gli ultimi dettagli, ma ha già confermato che correrà con bici Canyon, ed il supporto degli sponsor Sportful e Clifbar.

“Il mio modello di sponsorizzazione sarà leggermente diverso,” ha detto. “Per fortuna, sono in contatto con aziende che capiscono il valore di ciò che sto facendo. Sono fiducioso del fatto che funzionerà da tutti i punti di vista. Io ed i miei partner abbiamo un piano che radicalizzerà il formato tradizionale di sponsorizzazione dei professionisti, e credo che alla fine sarà più soddisfacente sia a livello personale che per tutto il settore.”

Allontanarsi dalla relativa sicurezza e dal denaro del WorldTour non è facile. E Stetina sa che ci saranno là fuori molti scettici che diranno che la sua scelta è una sorta di esercizio di pubbliche relazioni volto probabilmente a coprire il fatto che la sua carriera fosse giunta al capolinea. Stetina insiste che non è questo il caso.

“Qualcuno dirà, ‘oh, non era più all’altezza di firmare un nuovo contratto WorldTour.’ Non sono per niente d’accordo con questo, basta guardare alla mia stagione 2019,” ha detto Stetina. “Alla fine è stata una scelta di stile di vita, tra il seguire una strada facile e spianata o fare un salto nel sentiero divertente, sconosciuto e sconnesso che le corre accanto. Non sono in alcun modo in declino.”

Piuttosto che compromettere la sua passione appena scoperta o tenerla in sospeso ancora per qualche anno, Peter ha deciso di tagliare il cordone col WorldTour. Non è stata una decisione che ha preso alla leggera, ma adesso che si è dedicato completamente al suo nuovo progetto, è emozionato come non lo è stato mai.

“Invece di impegnarmi e lavorare in Europa nei prossimi anni, è tempo per una nuova avventura,” ha continuato. “Sarò ancora un ciclista professionista. Gareggerò ancora, e mi allenerò più duro che mai. Farò soltanto tipi diversi di gare.”

Marco Baldassarre

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