Pirelli a Monza, 500 GP di storia e innovazione

Il 500° Gran Premio di Pirelli in Formula 1 non è soltanto una cifra tonda, ma un traguardo che racchiude storia, tecnologia e leggenda. Questo risultato, già raggiunto lo scorso weekend a Zandvoort, verrà celebrato ufficialmente a Monza, in occasione del Gran Premio d’Italia di cui il marchio milanese è title sponsor.

Il legame tra Pirelli e la Formula 1 affonda le radici nella nascita stessa del Mondiale. Il 13 maggio 1950, a Silverstone, si corre il primo Gran Premio della storia e le Alfa Romeo di Nino Farina e Luigi Fagioli montano gomme Pirelli, protagoniste fin da subito. È l’inizio di un percorso che porta il brand italiano a dominare i primi anni della nuova categoria. Con Alberto Ascari campione del mondo nel 1952 e 1953, la Ferrari trova nelle coperture Pirelli un alleato decisivo, mentre Juan Manuel Fangio – leggenda assoluta con cinque titoli – conquista vittorie con le stesse mescole. Alla fine degli anni Cinquanta il bilancio è impressionante: 41 vittorie in 76 gare.

Dopo una lunga pausa, Pirelli torna in Formula 1 negli anni Ottanta, in un’epoca segnata da motori turbo da oltre 1000 cavalli e pneumatici slick extralarge. La sfida è con colossi come Michelin e Goodyear, ma arrivano comunque successi memorabili: nel 1985 con Nelson Piquet in Francia e l’anno successivo con Gerhard Berger in Messico. Proprio in quegli anni nasce anche la linea P Zero, con pneumatici stradali ad alte prestazioni destinati a diventare icona di innovazione e stile, frutto delle ricerche condotte in gara e trasferite alle auto di tutti i giorni.

Alla fine degli anni Ottanta e nei primi Novanta, Pirelli punta su team emergenti e soluzioni tecniche d’avanguardia. Le sue gomme diventano imbattibili sul bagnato e nelle qualifiche, permettendo a giovani talenti come Jean Alesi di sfidare campioni del calibro di Senna e Mansell. Il ricordo più vivido resta il Gran Premio del Canada 1991, vinto da Nelson Piquet davanti alla Tyrrell di Stefano Modena, anch’essa su Pirelli. A fine stagione però il marchio lascia nuovamente la Formula 1, cedendo spazio ad altri competitor, ma la storia è solo rimandata.

Dal 2011, infatti, inizia l’era della monogomma: Pirelli viene scelta come fornitore unico e inaugura una rivoluzione. Le mescole non sono progettate solo per garantire prestazioni, ma anche per aumentare lo spettacolo, con strategie basate su più soste ai box. Nascono le fasce colorate per distinguere i diversi pneumatici, un dettaglio pensato per coinvolgere il pubblico televisivo. Sono gli anni dei titoli Red Bull con Sebastian Vettel, delle sfide di Fernando Alonso in Ferrari e del dominio Mercedes con Lewis Hamilton. Nel 2017 arriva un nuovo cambio regolamentare che introduce monoposto più larghe e pneumatici più grandi, pronti a reggere la potenza dei V6 turbo ibridi.

Oggi Pirelli festeggia i suoi 500 GP superando la storica soglia di Goodyear, ferma a 493 gare in 35 stagioni. Un primato che racconta non solo di successi sportivi, ma anche di ricerca costante e innovazione tecnologica. A Monza questa ricorrenza sarà celebrata con un logo dedicato e iniziative speciali, ma lo sguardo è già proiettato al futuro: nel 2026 entreranno in vigore nuovi regolamenti che rivoluzioneranno monoposto, aerodinamica, power unit e, naturalmente, pneumatici. Pirelli sarà ancora protagonista, pronta a scrivere un nuovo capitolo di una storia iniziata 75 anni fa a Silverstone.

Da Ascari a Fangio, da Hamilton a Verstappen, i più grandi campioni hanno corso e vinto con gomme Pirelli. È un filo rosso che attraversa epoche diverse, macchine indimenticabili e rivalità leggendarie. A Monza, davanti al pubblico di casa, il marchio vivrà una celebrazione speciale, ricordando le proprie radici, esaltando il presente e guardando con fiducia al futuro della Formula 1.

L’Autodromo Nazionale di Monza, conosciuto come il Tempio della Velocità, non ha bisogno di spiegazioni: qui sono stati registrati i record di velocità media più alti della storia della Formula 1. La Prima Variante resta una delle frenate più dure del mondiale: da 337 a 89 km/h in pochi istanti, con una decelerazione vicina ai 5g. Uno sforzo che mette a dura prova freni e gomme, con il rischio dei temuti flat spot, le irregolarità del battistrada che causano vibrazioni, sottosterzo e perdita di aderenza. Monza è e resta un palcoscenico unico, capace di intrecciare velocità, tecnica e pagine indelebili della storia del Motorsport.

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